Festival di Roma 2012 (Giorno 6): Stallone conquista l’Auditorium

Se ci sarà una giornata che sarà ricordata come simbolo della settima edizione del Festival di Roma, quella giornata sarà oggi. Il motivo? Sylvester Stallone, ovvero Rocky Balboa e John Rambo in persona. Il suo tappeto rosso è stato senza dubbio il più rumoroso e affollato di questo Festival, e la sua conferenza stampa, in compagnia del regista Walter Hill, la più seguita. Hill, che domani inconterà il pubblico, ha presentato questa mattina “Bullet to the head”, un action movie che sembra riportare lo spettatore ai film d’azione degli anni 80, con tanta ironia e tanti muscoli. Il consenso nei confronti del film è stato piuttosto unanime, e ci costringerà a recuperare la pellicola nella proiezione di domani pomeriggio.

A proposito di unanimità, il film “E la chiamano estate” di Paolo Franchi sembra aver messo più o meno tutti d’accordo: è il peggior film in concorso al Festival. C’è addirittura chi durante la proiezione si è alzato in piedi urlando «E lo chiamano film???», giocando con il titolo della pellicola. La conferenza stampa stavolta non è stata una formalità: le domande (a volte anche esageratamente) provocatorie dei giornalisti hanno trovato di fronte i silenzi del regista, inizialmente chiuso dietro i suoi «Passiamo ad un’altra domanda», per poi dunque chiarire in una maniera più signorile il suo modo di fare cinema. Se il suo film non sarà ricordato nella storia del Festival, al contrario la conferenza stampa è risultata piuttosto memorabile.

Oggi è stata una giornata ricca di conferenze stampa: Matthew Modine ha partecipato all’incontro sul documentario incentrato su di lui, l’interessante “Full Metal Joker”, che svela un lato dell’attore sconosciuto ai più. Durante la conferenza Modine ha parlato della sua visione del mondo, una visione di pace e fratellanza, in cui l’attore ha dimostrato tutta la sua sensibilità, citando Gesù Cristo, Ghandi, incoraggiando una democrazia fatta di parole e non di guerre (una teoria espressa alla CNN dopo l’11 settembre, a causa della quale è stato minacciato di morte). L’indimenticabile Soldato Joker di Kubrick si è dimostrato una persona veramente da scoprire, in un incontro che sarebbe stato bello prolungare oltre la conferenza stampa.

Per quanto riguarda i film in concorso stasera è stato presentato alla stampa anche il secondo film a sorpresa, “Drug War” di Johnnie To, sul quale avevamo riposto le nostre speranza di veder impennare la qualità del concorso. Sicuramente è una pellicola ben girata, ma ci è apparsa decisamente poco ispirata, a dimostrazione che il maestro di Hong Kong va decisamente in difficoltà senza una sceneggiatura all’altezza. Le meravigliose sequenze di “Vendicami” sono sembrate un ricordo lontano.

Una curiosità: stasera, poco prima del red carpet di Stallone, sopra la cavea dell’Auditorium qualcuno ha proiettato alcune scritte di protesta nei confronti dell’Enel, protesta interrotta in pochi minuti da un faro puntato sul rivestimento della Sinopoli, che ha impedito ulteriori proiezioni “pirata”. Una protesta silenziosa notata da pochissimi dei presenti, che però ci sembrava doveroso riportare.
Per quanto riguarda la giornata di domani ci aspettavamo tutti la presenza di Bill Murray, che però a quanto pare ha deciso di disertare all’ultimo momento il Festival, privandolo di uno dei personaggi più interessanti tra i nomi annunciati alla vigilia. L’attore sarebbe dovuto venire a presentare “A glimpse inside the mind of Charles Swan III” di Roman Coppola, co-sceneggiatore di alcune pellicole di Wes Anderson (“Il treno per il Darjeeling” e “Moonrise Kingdom”), oltre ad essere figlio del grande Francis Ford Coppola. La giornata di domani si annuncia ricca di proiezioni, visto che saranno presentati anche il francese “Un enfant de toi” e l’ucraino “Eterno ritorno: provini”, entrambi in concorso.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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