Recensione “Bomber” (2009)

È proprio il caso di dirlo: meglio tardi che mai. Dopo quattro anni arriva nelle sale italiane la bellissima commedia di Paul Cotter, un road movie indipendente, girato con appena 25mila euro, soltanto con tre attori e sette persone dello staff (regista compreso). Il cinema indipendente sempre più spesso riesce ormai a regalare quelle emozioni e quelle sensazioni che il cinema “dei grandi” non è più in grado di offrire, costipato nelle sue macchine fabbrica-soldi, dove il box-office è la prima legge da soddisfare. Non è stato così per Bomber, costruito con cuore e passione, in cui è la storia dei suoi improbabili protagonisti il centro di gravità della pellicola.

Una coppia di ottantenni decide di tornare in Germania, loro paese d’origine. Lui, ex pilota della Royal Air Force, nasconde il peso di una colpa mai espiata: durante la guerra ha bombardato un villaggio tedesco. È proprio quel villaggio la meta della coppia, per saldare i conti con il passato. Al viaggio si unisce malvolentieri il figlio trentenne, senza un lavoro fisso e in piena crisi con la sua ragazza. Costretti a viaggiare insieme, i tre affronteranno finalmente tutte le loro questioni mai risolte, ritrovandosi a fare i conti con il concetto di “famiglia”.

Dopo aver girato il mondo a livello di festival, dove ha riscosso cascate di premi, Bomber si dimostra uno dei debutti più divertenti e folgoranti del cinema britannico degli ultimi dieci anni, merito dell’ispiratissimo Paul Cotter, che mette il suo film sulla scia dei grandi road movie del recente cinema indipendente: da About Schmidt e Sideways di Alexander Payne, al geniale Little Miss Sunshine di Valerie Faris e Jonathan Dayton. I nostri applausi sono per la Distribuzione Indipendente di Giovanni Costantino, che ha avuto il coraggio e l’occhio di scovare questo gioiello cinematografico e di proporlo nel suo circuito di diffusione, nella speranza che, anche grazie al passaparola, questo film possa arrivare a più spettatori possibili. Noi più che consigliarvelo non possiamo fare, sta a voi adesso correre in sala. Si ride e fa pensare: non ve ne pentirete.


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