Capitolo 220

Il saggio diceva: “Passati gli Oscar, passato l’inverno”. Nonostante la tormenta di pioggia che bussa alla mia finestra in questo momento, le temperature si stanno effettivamente avvicinando alla tanto attesa primavera. Poco più di due settimane sono passate dal capitolo scorso di questa vita da cinefilo, e c’è stato il tempo per un paio di sortite al cinema, per iniziare una nuova serie e ovviamente per guardare Netflix (per lui il tempo non manca mai). Siete curiosi? Non vi trattengo oltre.

Trainspotting 2 (2017): Se la cosa più bella di tutto il film sono i riferimenti a quello vecchio, allora è evidente che di un secondo film non ce n’era bisogno. Carina la rimpatriata, sempre bello rivedere Spud e il ghigno di Renton, ma la cosa migliore di questo sequel è che ti fa venire voglia di inserire il dvd di Trainspotting e rivederlo ancora una volta.

Life, Animated (2016): La candidatura all’Oscar per il miglior documentario è stata la migliore pubblicità per questo film. L’idea di base è originale e senza dubbio affascinante: uno sguardo nella vita di un ragazzo autistico, che è riuscito a superare la enorme barriera della comunicazione con il mondo esterno grazie ai classici Disney. Interessante non significa bello: è interessante, appunto.

The Matrix (1999): Cult movie ne abbiamo? Era tanto tempo che avevo voglia di rivedere il capolavoro dei Wachowski, e finalmente ho trovato l’occasione. Rivedere Matrix per la decima (?) volta dopo quasi dieci anni ha il suo perché: non si può non notare quanto è invecchiato (a livello visivo), ma al tempo stesso non si può che continuare ad ammirarne la grandezza. Eterno.

I Don’t Feel at Home in This World Anymore (2017): Vincitore del gran premio della giuria due mesi fa al Sundance, è arrivato da noi grazie alla distribuzione su Netflix. Una commedia nera che in qualche modo cerca di imitare il cinema dei fratelli Coen, riuscendo a metà nell’impresa. Un film leggero per una serata senza pretese: onesto, ma non memorabile.

Vi presento Toni Erdmann (2016): Uno dei film rivelazione dello scorso festival di Cannes, arriva nelle sale italiane forte della nomination agli Oscar. Una commedia agrodolce che viene dalla Germania (sì, anche i tedeschi sanno far ridere), dalla durata esagerata (due ore e quaranta minuti!), dai sentimenti reali. Il film funziona, nonostante viva di fiammate geniali e non abbia una coerenza emotiva semplice da seguire. Ma è la bellezza del cinema europeo d’autore, che non è mai prevedibile e non sai mai dove può portarti. In questo caso, a riscoprire la gioia di vivere.

Roadies (2016): Breve storia triste: vedo il pilot della nuova serie di Cameron Crowe, me ne innamoro, scopro che è stata cancellata dopo la prima stagione. Fine. Proprio così: ho visto solo la prima puntata, ma ho subito trovato buoni amici e gente di cui fidarmi, oltre ad un’ottima musica, un’ambientazione dove io potrei morire di felicità e una scrittura piacevole. Cameron Crowe può far di me ciò che vuole: ho più o meno amato ogni suo singolo film. Ora continuerò a vedere questa serie con il cuore spezzato e la consapevolezza che finirà tutto con questa stagione. Malinconia portami via.

tonierdmann

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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3 risposte a Capitolo 220

  1. Ivan ha detto:

    A proposito di Wachowski io apprezzai molto anche Cloud Atlas, mentre il loro ultimo Jupiter è stato un flop colossale. Tornando a Matrix, penso che eXistenZ di Cronenberg sia una sorta di precursore del loro film a mio modo di vedere molto meglio strutturato del fortunato kolossal dei due. Se non lo hai ancora visto ti consiglio di recuperarlo! (Tralaltro ne ho anche parlato sul mio blog quindi non mi trattengo oltre)

    • AlessioT ha detto:

      Cloud Atlas è piaciuto molto anche a me, Jupiter invece non l’ho visto. Un altro film che ai tempi mi ha fatto pensare a Matrix era Il Tredicesimo Piano, che è praticamente stato girato in contemporanea (credo). Ora faccio un salto sul tuo blog 😉

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