Recensione “Una Donna Promettente” (“Promising Young Woman”, 2020)

L’attrice britannica Emerald Fennell, nota tra le altre cose per il ruolo di Camilla Shand in “The Crown”, esordisce dietro la macchina da presa con un mix tra black comedy e thriller, una spietata e meticolosa storia di vendetta in nome del #MeToo. Carey Mulligan è l’anti-eroina che non ti aspetti, terrificante per certi aspetti ma così umana e spezzata dal dolore che non puoi far a meno di sostenerla nella sua crociata contro i predatori seriali, che ben presto si trasformerà in un progetto più ampio e ancor più ambizioso. Il suo ruolo è così potente e iconico che sono certo sarà presto trasformato in “maschera” (non intendo Halloween e simili, non solo per lo meno), in simbolo, in una guida sull’autoconsapevolezza.

Cassie (da Cassandra, come la figura mitologica greca che prevedeva sventure a cui nessuno credeva) lavora in una caffetteria dopo aver abbandonato gli studi di medicina in seguito ad un tragico evento. Durante gli anni dell’università è successo qualcosa alla sua amica del cuore e le azioni scatenate da un gruppo di ragazzi sembrano aver segnato definitivamente l’esistenza dell’amica e di conseguenza della protagonista. Ora Cassie gira per i locali fingendo di essere ubriaca per trovare uomini che cercano di portarsela a casa e di approfittarsi di lei mentre è semi-svenuta a causa dell’alcol, salvo poi mostrarsi sobria e terrorizzarli, affinché cambino il loro comportamento e imparino l’empatia, il rispetto, l’umanità. La missione di Cassie va avanti in maniera meticolosa fino a quando l’incontro con un ex-collega d’università non le permette di dedicarsi ad un piano ancora più pericoloso, ovvero affrontare le persone che le hanno rovinato la vita.

Gli eventi del passato vengono lentamente svelati lungo la strada, ma capiamo immediatamente che è a causa di questi che Cassie si è frantumata, consumata nel suo incendiario desiderio di vendetta sugli uomini, a causa dei quali non sarà mai la “donna promettente” che era ai tempi dell’università. L’equilibrio tra la fame di rivalsa e il bisogno di tornare ad essere una ragazza spensierata e innamorata è frutto di un miracolo di scrittura che rende Cassie un personaggio indimenticabile, che sa essere divertente, tenero, intelligente, sexy, inquietante e spaventoso allo stesso tempo. Una colonna sonora pop contribuisce all’atmosfera cool con la quale Emerald Fennell ha deciso di raccontare la storia di Cassie, in un film che riesce raramente ad essere prevedibile e che ha il pregio di saper portare lo spettatore con mano in una zona d’ombra essenzialmente inquietante, un territorio oscuro in cui tuttavia ci sentiamo a nostro agio (tranne forse nella svolta luciferina del finale sul quale è doveroso non dir nulla). Cinque nomination agli Oscar per un film destinato ad entrare nell’immaginario – non solo cinematografico – grazie ad una protagonista che può davvero segnare un’epoca.

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