
Non credo di aver mai sentito tanti “Ti amo” come in questo film. Questa premessa è necessaria, perché nonostante io non rientri di certo nel target di riferimento a cui è destinata l’ultima fatica di Emerald Fennell, la soglia di miele dispensata in due ore supera di gran lunga il livello accettabile per un film di quest’epoca. Ma forse è proprio questo il difetto più grande: questa nuova versione di Cime Tempestose non solo arriva a soli 15 anni di distanza da quella di Andrea Arnold (a sua volta girata invece 31 anni dopo il film del 1970 di Robert Fuest), ma appare immediatamente anacronistica e, inevitabilmente, impallidisce rispetto all’opera di Emily Bronte da cui è tratta, che è del 1847.
In una tenuta dello Yorkshire, il trovatello Heathcliff cresce fianco a fianco con la figlia del contadino, Catherine Earnshaw, con la quale nasce sin da subito un legame profondo, selvaggio, quasi ossessivo. Nonostante un amore dirompente seppur mai apertamente dichiarato, la ragazza, ormai adulta, decide di sposare un uomo socialmente più adatto. Ferito e umiliato, Heathcliff si allontana e sparisce per anni, fino a quando decide di tornare, segnato dal dolore per l’assenza ma soprattutto da un sentimento mai sopito.
Emerald Fennell mette da parte la fiamma della vendetta, tratto distintivo dell’opera letteraria, per concentrarsi sui sentimenti, sull’amore, riducendo un classico della letteratura a un’opera commerciale, quasi adolescenziale, in cui il colpo di grazia arriva quando vediamo Jacob Elordi cavalcare al rallenty con una musica drammatica in sottofondo (per fortuna questa scelta appare soltanto per pochissimi secondi). A condire il tutto, un paio di sequenze con il protagonista a petto nudo, per assicurarsi il sostegno della larga fanbase dell’attore. Difficile salvare dal disastro l’inevitabile chimica tra Elordi e Margot Robbie, che tra una slinguazzata e l’altra restituiscono l’immagine di una passione bruciante che dimentica quasi del tutto la rabbia, il rancore (non a caso le sequenze migliori del film sono le poche in cui Heathcliff e Catherine sono in conflitto). Incredibile pensare che la stessa regista, pochi anni fa, esordiva dietro la macchina da presa con un film di ben altra caratura, lo splendido Una Donna Promettente. Oggi, purtroppo, siamo qui a certificare il primo grande passo falso della sua carriera (al di là del successo che otterrà al box office). Tanto, troppo amore, per nulla.
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