Recensione “Mektoub, My Love: Canto Uno” (2017)

mektoub

2 ore e 54 minuti che volano in un soffio, come un’estate carica di desiderio. Un’estate che vola via tra gli sguardi dei suoi personaggi, sui sapori dei pasti che consumano, sulle note assordanti delle musiche che ballano. Abdellatif Kechiche, dopo il meraviglioso “La vita di Adele”, si conferma ancora una volta un maestro puro che attraverso il suo cinema riesce ad immergerci profondamente nei pensieri dei personaggi: l’utilizzo costante della camera a mano, uno dei marchi di fabbrica del regista, ci trasporta tra i vicoli di Sète (paesino del sud della Francia in cui si svolge la storia) e abbiamo quasi l’impressione di sentire sulla nostra pelle la canicola estiva, gli odori della campagna o il mormorio rinfrescante del mare.

Continua a leggere

Annunci

Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

solo1

Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

Continua a leggere

Recensione “How I Met Your Mother” (2005-2014)

TV LOOKOUT

Due mesi fa, quasi per sbaglio, mi sono messo a guardare la prima puntata di “How I Met Your Mother”, un po’ per curiosità, giusto per ammazzare il tempo una ventina di minuti prima di passare ad altro: è andata a finire che mi sono visto nove episodi uno dopo l’altro. Proprio io che non ho mai amato le sitcom, che sono uno dei pochi a non sapere a memoria le battute di “Friends”, che ha sempre trovato irritante “The Big Bang Theory” e che, da questo punto di vista, non era mai andato oltre “Happy Days”. Due mesi sono bastati a completare nove stagioni, 208 episodi, lasciandomi adesso un’incredibile sensazione di vuoto, tipico di quando si passa molto tempo in compagnia di un gruppo di personaggi ai quali inevitabilmente ci si affeziona. Da quell’episodio pilota non sono più riuscito a smettere, sorprendendomi di quanto questo show potesse essere divertente e appassionante.

Continua a leggere

Capitolo 241

manhattanallen

Come al solito uno non si può distrarre un attimo e si ritrova con un altro capitolo pieno di film: 8 pellicole viste nelle ultime due settimane, complici i giorni di festa, il ponte del 25, quello del Primo Maggio e le ferie forzate. Mi sto lamentando? Giammai. Tre proiezioni stampa (prima di Cannes c’è sempre un bel pienone), due rewatch del passato, un paio di film su Netflix, una capatina al cinema e un bel po’ di episodi di serie tv, tanto per non farsi mancare niente. Via con la sigla, perché c’è molto di cui parlare.

Continua a leggere

Recensione “Kodachrome” (2017)

Kodachrome

Destinato a diventare un piccolo cult per gli appassionati di fotografia, il film di Mark Raso gioca sulla nostalgia, sul passato, sulla malinconia di ciò che lentamente svanisce (tutti concetti associabili per estensione alla fotografia), per raccontare il conflitto tra un padre e un figlio. L’idea di partenza si basa su un fatto reale: i due devono infatti raggiungere il Kansas, dove c’è veramente stato l’ultimo laboratorio al mondo dove era possibile sviluppare la mitica pellicola Kodachrome della Kodak, tolta dal mercato nel 2009.

Continua a leggere

Recensione “A Beautiful Day” (“You Were Never Really Here”, 2017)

49200

Il nuovo film di Lynne Ramsay si presenta in Italia con un biglietto da visita niente male: due premi a Cannes per il miglior attore e la migliore sceneggiatura, ma soprattutto l’incoronazione del “Times” che lo ha definito il Taxi Driver del 21° secolo. Con un fardello simile sulle spalle, “A beautiful day” arriva con un immenso carico di aspettative, motivo per cui chi si aspetta il capolavoro potrebbe rimanere deluso. Si tratta ad ogni modo di un film decisamente ben realizzato, di ottima fattura, con un Joaquin Phoenix gigantesco (a livello di stazza e di interpretazione).

Continua a leggere

Recensione “La Casa di Carta” (“La Casa de Papel”, 2017)

casapapel

Prendete “Inside Man” di Spike Lee. Poi aggiungeteci qualche suggestione da “Le Iene”, colpi di genio presi da “Breaking Bad” e quanto basta di tutto il repertorio cinematografico e televisivo sul tema “rapina”. Alex Pina, ideatore della serie, non si è inventato praticamente nulla: eppure “La casa di carta” si è rivelata l’indiscussa rivelazione di questa prima parte dell’anno, grazie all’uso intelligente di quei riferimenti che la serie si diverte, di tanto in tanto, a scimmiottare (“Non siamo in un film di Tarantino”, urla uno dei personaggi, proprio a sottolineare questo aspetto).

Continua a leggere

Capitolo 240

lui-è-tornato

L’iniziativa Cinemadays (cinema a 3 euro) è finita, ma non posso dire di non averla sfruttata a dovere. Prevedevo una scorpacciata di film e così è stato: tre capatine al cinema in quattro giorni, due film su Netflix, qualche serie tv (che ormai non può più mancare), ma soprattutto il film più bello dell’anno: Roma-Barcellona. Per quanto mi riguarda il prossimo anno lo manderei agli Oscar in rappresentanza dell’Italia, anche se mi dicono che non vale. A proposito, martedì prossimo esce “Loro” di Sorrentino, ma temo proprio che guarderò Liverpool-Roma: Paolo non me ne volere, recupereremo in un altro momento, ok?

Continua a leggere

Recensione “A Quiet Place” (2018)

a-quiet-place

Annette Insdorf, docente di cinema alla Columbia University, qualche tempo fa ha scritto un libro in cui analizza le scene d’apertura dei film, asserendo che le bastano due minuti per capire se si tratta di una pellicola che le piacerà oppure no. La teoria della Insdorf si adatta perfettamente all’incipit di “A Quiet Place”, bellissimo horror diretto e interpretato da John Krasinski, non proprio uno sconosciuto all’interno del panorama indie statunitense (pensate che soltanto due anni fa aveva diretto e interpretato “The Hollars”, splendida commedia purtroppo inedita in Italia).

Continua a leggere

Capitolo 239

Labyrinth_Screenshot_2

La vita di un cinefilo è strana: nello scorso capitolo per mettere insieme cinque film ci sono volute un paio di settimane. Adesso invece, complici le vacanze di Pasqua, dopo già una settimana mi ritrovo con sette film di cui parlare, quattro dei quali appartengono ai mirabolanti anni 80 (sarà la febbre “Ready Player One”, sarà un po’ di nostalgia). Tra l’altro la prossima settimana ci sono i cinemadays, quattro giorni di cinema a 3 euro (da lunedì 9 a giovedì 12). Prevedo scorpacciate.

Continua a leggere