Recensione “Eric Clapton: Life In 12 Bars” (2017)

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Per la prima volta UVDC ospita un guestpost: l’articolo è firmato da Guglielmo Latini, stimato collega ed amico, nonché grande esperto di musica.

Sulla scia dei tanti film-evento che negli ultimi anni hanno riscosso un notevole successo occupando le sale per pochi selezionati giorni, il 26, 27 e 28 febbraio uscirà in Italia il documentario “Eric Clapton – Life in 12 Bars”, inizialmente andato in onda su Showtime negli Stati Uniti e dedicato alla vita del celebre chitarrista britannico.

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Capitolo 236

Who Framed Roger Rabbit

E niente, talvolta neanche te ne accorgi, ma in tre settimane sono passato attraverso altri 8 film e nel momento di ricapitolare le visioni dell’ultimo periodo mi ritrovo dunque una lista immensa di cose da scrivere. Siccome anche stavolta vi toccherà leggere un papiro (non imparerò mai!), preferisco non dilungarmi troppo nell’introduzione, lasciandovi subito ai film. La prossima volta tenterò di fare il bravo, ma con questo freddo siberiano prevedo ulteriori chiuse cinematografiche con piumone e biscotti: “la primavera intanto tarda ad arrivare”, diceva il Maestro. Buona lettura.

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Recensione “L’Isola dei Cani” (“Isle of Dogs”, 2018)

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Sono bastati circa 48 secondi a farmi pensare per la prima volta “questo film è stupendo”. In effetti solo Wes Anderson potrebbe riuscire a mettere insieme un cast composto da Bryan Cranston, Bill Murray, Edward Norton, Jeff Goldblum, F. Murray Abraham, Greta Gerwig, Scarlett Johansson, Frances McDormand, Harvey Keitel, Tilda Swinton e moltissimi altri con l’intento di doppiare un film sui cani. Già, perché è proprio qui che si compie il miracolo del regista texano: confermarsi ancora una volta genio delle storie strampalate, dove i buoni sentimenti sono il motore dell’azione, dove l’infanzia è sempre un’avventura e soprattutto dove l’unione fa la forza, che sia in una famiglia dalle tute rosse, nello staff di un oceanografo, in un gruppo di boy scout oppure, come in questo caso, in una gang di cani abbandonati.

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Recensione “The Disaster Artist” (2017)

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James Franco produce, dirige ed interpreta la storia sul film più brutto di sempre, la gestazione di quello che fu definito “Il Quarto Potere dei film brutti”, e lo fa mescolando dramma e commedia, rendendo la tragicomica storia di uno dei più famigerati outsider di Hollywood nella celebrazione di una passione vera, reale, soffocante, e al tempo stesso nel racconto di un’amicizia sincera.

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Recensione “Omicidio al Cairo” (“The Nile Hilton Incident”, 2017)

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Il regista svedese di origine egiziana Tarik Saleh prende spunto da un omicidio realmente avvenuto nel 2008, in cui era implicato un pezzo grosso del Parlamento locale, portandolo nel 2011, nella calda atmosfera che in seguito sfocerà nell’ormai storica “primavera araba”, come l’hanno ribattezzata i media. Un thriller che sa di polvere e tabacco, esotico nella sua bellissima ambientazione egiziana, puntuale nel raccontare una società in declino, un’epoca sull’orlo del precipizio, ad un passo da un cambiamento storico.

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Oscar 2018: Le scene più belle dei candidati come Miglior Film

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Ho finalmente visto tutti e nove i film candidati come Miglior Film ai prossimi Academy Awards. Si tratta di nove film senza dubbio interessanti, alcuni bellissimi, altri un po’ meno, ma una cosa è certa: ognuno di essi è una conchiglia che racchiude una o più perle al suo interno. In ognuno di essi c’è (almeno) una scena che ci ha dato grandi emozioni, sensazioni che porteremo con noi fino alla cerimonia del 4 marzo, notte in cui si svolgerà la novantesima edizione degli Oscar. In seguito affronteremo l’annosa questione riguardante chi vincerà e chi spero che vinca (anche per quanto riguarda le altre categorie, stay tuned), nel frattempo andiamo a goderci una carrellata di scene selezionate e raccontate dal sottoscritto: una per ognuno dei nove film nominati come Best Picture. Ovviamente, per quanto riguarda i film che non avete ancora visto, è consigliabile saltare la lettura per evitare spoiler e rivelazioni importanti.

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Recensione “Dark Night” (2016)

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Quante volte siamo andati al cinema in vita nostra? Non posso neanche azzardare una risposta, mi verrebbe il mal di testa. Pensate con quanti estranei abbiamo condiviso la sala cinematografica, le emozioni di un film, per poi, subito dopo i titoli di coda, tornare alla nostra quotidianità. Non per tutti è stato però così: nella notte tra il 19 e il 20 luglio del 2012, nella cittadina di Aurora (Colorado), dodici spettatori sono rimasti uccisi durante una sparatoria avvenuta proprio all’interno della sala cinematografica, a pochi minuti dall’inizio de “Il cavaliere Oscuro – Il ritorno” (“Dark Knight Rises” in originale, da qui il gioco di parole che dà il titolo al film).

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Capitolo 235

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Eccoci a febbraio. Tempo di recuperi in vista degli Oscar ma è anche tempo di uscire un po’ di casa, visto che a Roma l’inverno non è mai arrivato, anzi, nel cortile di casa le mimose sono già in fiore. In queste ultime due settimane, come potete vedere, il blog è cambiato, così come la grafica: è tutto più bello (spero) e più grande, ma ovviamente a non cambiare, purtroppo per voi, sono i contenuti. In compenso ci sono tante immagini in più (da buon fotografo non posso resistere al loro richiamo visivo) e qualche altra cosetta che vi lascio scoprire da soli. Bene, dopo questo breve riassunto delle novità vi lascio finalmente al motivo per cui immagino che siate qui: i film.

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Recensione “Chiamami col tuo nome” (“Call me by your name”, 2017)

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L’estate è quella stagione in cui succedono cose che volano fuori dall’ordinario. Chiaro, anche nelle altre stagioni possono accadere fatti eccezionali, ma quando succedono d’estate hanno sempre un sapore diverso, più speciale forse, soprattutto quando si è adolescenti. Tutti noi conserviamo nel cuore un’estate in qualche località fuori città, dove il tempo sembrava essere sospeso e dove magari ci siamo innamorati per la prima volta. O forse per la seconda volta, che importa. Se per me poteva essere un’estate degli anni ’90, con la colonna sonora composta da Oasis e Cranberries, per il giovane diciassettenne di questo film, Elio, è stata l’estate del 1983, quando la radio passava l’ultimo singolo di Franco Battiato. Molti, se non tutti, sono sopravvissuti ad un’estate così, e poco cambia se nel film l’orientamento sessuale può essere diverso dal nostro o se sono differenti le località, gli accenti, i cibi.

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Il meglio del Sundance Film Festival 2018

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Si è concluso due giorni fa il Sundance, festival di cinema indipendente creato da Robert Redford, ormai diventato un punto di riferimento fondamentale per i cinefili di tutto il mondo: basti pensare che a questo festival, negli anni, sono state presentate pellicole come “Le Iene”, “The Blair Witch Project”, “Little Miss Sunshine”, “Donnie Darko”, “Clerks”, “Moon”, “500 Giorni Insieme”, “Whiplash”, “Boyhood”, “Manchester by the sea”, “Prossima Fermata: Fruitvale Station” o la sorpresa degli Oscar 2018 “Scappa – Get Out”, solo per fare alcuni nomi. L’edizione 2018 è stata vinta da “The Miseducation of Cameron Post” di Desiree Akhavan, film ambientato in un centro di conversione per omosessuali. Non potendo fisicamente essere a Park City, nello Utah (anche perché al Festival sono ammessi solo corrispondenti di testate statunitensi), sono andato a fare le pulci a qualche sito americano per cercare i migliori titoli di questa edizione. Chissà quali di questi film riusciremo a vedere in Italia, nel frattempo lasciamoci incuriosire da questa lista…

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