Recensione “Thunder Road” (2018)

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Un film destinato a diventare un cult: due anni fa mi capitò sotto gli occhi il cortometraggio di un certo Jim Cummings che aveva appena vinto il premio della giuria al Sundance (potete vederlo qui). Caso volle che il titolo di quel cortometraggio era lo stesso della mia canzone preferita e di quella che, a mio modesto parere,  è la più grande canzone mai scritta: “Thunder Road” di Bruce Springsteen (che ovviamente è il motivo attorno al quale si svolge la storia). Grazie ad una raccolta fondi su Kickstarter quel cortometraggio di 12 minuti oggi è un film di un’ora e mezza che sta riscuotendo premi e applausi in mezzo mondo: Jim Cummings scrive, dirige e interpreta un’opera prima di incredibile forza e commovente bellezza, trattando con ironia e sprazzi di talento temi piuttosto delicati come l’elaborazione del lutto e la difficoltà di essere padre.

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Recensione “Fahrenheit 11/9” (2018)

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Alla Festa del Cinema di Roma è stato uno degli autori più applauditi: Michael Moore è tornato ad infiammare nuovamente l’animo degli spettatori e dopo l’America di Bush, raccontata con incredibile lucidità in “Fahrenheit 9/11”, sposta definitivamente il suo sguardo su Donald Trump (argomento già trattato nel docufilm “Michael Moore in Trumpland”) e lo fa in maniera pressoché perfetta: il documentarista premio Oscar infatti concentra il suo lavoro non tanto sulle magagne della gestione Trump, quanto sulla terrificante domanda “How the fuck did this happen??” (“Come cazzo è potuto accadere??”). La risposta sarà spaventosa.

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Capitolo 251

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Sono il peggiore dei cliché viventi: è autunno, fuori diluvia, sono raffreddato e me ne sto sul lettone sotto il plaid, circondato da fazzoletti, a vedere film. Questo capitolo, che naturalmente non include i film visti alla Festa del Cinema di Roma (di cui vi ho già parlato ampiamente nei vari bollettini quotidiani), racchiude una lunga serie di visioni dell’ultimo mese. Non mi dilungherò in altri preamboli, parliamo di film (ben 10!).

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Recensione “Friedkin Uncut” (2018)

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I documentari sui grandi registi provocano sempre uno strano effetto: qualunque sia il lavoro che tu faccia, ti vien voglia di scendere in strada con una macchina da presa per girare qualcosa. Questo film di Francesco Zippel, dedicato al grande William Friedkin, non solo non fa eccezione, ma ti entusiasma a tal punto da spingerti davvero a dedicarti a questa professione: provate anche voi ad ascoltare Friedkin e i suoi collaboratori raccontare il modo in cui hanno girato la celebre scena dell’inseguimento ne “Il braccio violento della legge” o il modo in cui hanno brillantemente affrontato le difficoltà legate alle riprese de “Il salario della paura” o di “Cruising”.

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Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 10

Notti-magiche

Ultimo giorno di Festa del Cinema. Tutto appare malinconico: il lungotevere deserto del sabato mattina è meno ridente rispetto ad una settimana fa, all’Auditorium, immerso nella sonnolenza mattutina, tutto tace. Si entra in Sala Sinopoli per l’ultima proiezione di questa edizione e si chiacchiera, si approfitta fino all’ultimo per scambiarsi idee, commenti e aneddoti. Durante i giorni di festival sono tutti troppo impegnati a lavorare e a scrivere per trovare il tempo di dirsi due parole, ma oggi gli animi si rilassano, i tempi si dilatano e c’è spazio per i saluti e un po’ di socialità fuori dai social, bestia rara.

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Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 8

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Una settimana fa cominciava la Festa del Cinema, con tutto il suo bagaglio di aspettative, speranze e desideri. Ci chiedevamo chi avremmo visto, chi sarebbe venuto a Roma, quali film ci avrebbero fatto battere il cuore, quali chicche avremmo scoperto. Come sempre quando comincia quasi non vedi l’ora che finisca, adesso invece che la fine si avvicina, già sai che ti mancherà: è sempre così. La consolazione è che domani, penultimo giorno, passerò l’intera giornata all’Auditorium, per vedere un paio di film e forse recuperarne un altro paio (uno sicuramente). Ma domani è un altro giorno, quindi dedichiamoci a ciò che è successo oggi.

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Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 6

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In 13 edizioni di Festa del Cinema forse è capitato soltanto una o due volte di non recarmi all’Auditorium durante il festival. Oggi ho ripetuto questo evento, un po’ per motivi di lavoro, un po’ perché non c’era praticamente niente che giustificasse la mia presenza alla Festa, motivo per cui ho deciso di sfruttare la giornata per riposarmi e per dedicarmi un po’ alle mie cose lavorative, che ovviamente non posso proprio sospendere del tutto durante i dieci giorni della rassegna cinematografica. Ad ogni modo ho mandato un doppelganger all’Auditorium, quindi non temete: anche oggi avrete il vostro diario quotidiano.

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Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 5

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Normalmente non ci si aspetta mai molto da un lunedì, ancora meno dai lunedì dei Festival di Cinema, giorno in cui solitamente si abbassano i toni e i livelli dopo un weekend di fuochi d’artificio (almeno nelle intenzioni). E invece Roma cosa ti combina? Ti piazza Martin Scorsese, uno dei più grandi registi viventi, in un tardo pomeriggio di un lunedì autunnale, dove i primi vagiti di freddo si affacciavano a rovinare quell’espressione tanto cara a noi romani: le ottobrate di cui andiamo fieri. Quel che è successo effettivamente oggi è stato addirittura meglio di un film, sembrava più l’incipit di un racconto di Ballard o la trama di un classico di Sam Peckinpah. Un pomeriggio di risse sfiorate, parole forti, scene di paura e delirio nel foyer della Sala Sinopoli. Ma andiamo con ordine.

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