GIORNO 6 – UNA VITA DA CINEFILO (SPECIALE ROME FILM FEST)

Siamo al sesto giorno, praticamente agli sgoccioli di questa quarta edizione del Festival, purtroppo o per fortuna. Oggi altri tre film, due dei quali in concorso, che ci permettono di cominciare a delineare qualche possibile pronostico per la vittoria, anche se rivelerò ufficialmente i miei cavalli vincenti soltanto a concorso concluso. La serata si è conclusa con una fotografia insieme al presidente della giuria, Milos Forman: magari non sarà un comportamento da adulto, ma una fotografia con il regista di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” è una soddisfazione personale.

DEAR LEMON LIMA [Alice nella città]: Dolcissimo film americano di Suzi Yoonnessi, con alcune trovate davvero divertenti e una colonna sonora molto azzeccata, che mi ha ricordato un po’ Yann Tiersen (casualità, appena uscito dalla sala dalle casse dell’Auditorium stavano trasmettendo proprio le musiche dell’autore francese, dalla colonna sonora di Amelie). Una ragazza di 14 anni si ritrova a dover fare i conti con un college dove non è proprio la numero 1 in popolarità. Insieme ad un gruppo di sfigati riuscirà comunque a trovare le risorse per crescere e farsi amare. Un film molto tenero, si fa voler bene, m’è piaciuto.

L’UOMO CHE VERRÀ [Concorso]: Il film di Giorgio Diritti racconta la strage di Marzabotto. Bene, c’è da dire che film come questi secondo me sono sempre importanti, affinché ciò che è successo non venga mai dimenticato, quindi ha il mio pieno rispetto. Ma c’è un però: in discorsi prettamente cinematografici la pellicola somiglia terribilmente a mille altre girate su quel periodo storico (in alcune scene si potrebbe quasi confondere con “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee) e non amo vedere sempre gli stessi film.

QINGNIAN [Concorso]: Tecnicamente non si potrebbe parlare di un buon film, girato in digitale, con una fotografia un po’ scadente e che nell’insieme dà l’impressione di essere un po’ disorganizzato, disorganico. Però va reso merito al regista Fan Xin di aver raccontato uno spaccato di periferia cinese, quella Cina che soffre, suda, lavora, fatica, stenta. Il film lascia intravedere un futuro poco roseo per i giovani protagonisti, troppo oppressati da problemi economici insormontabili, che li porterà verso strade anche tragiche. Ambientazione molto interessante, ma non è un film per tutti (ho visto molti spettatori abbandonare la sala, compreso Gabriele Muccino).

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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