Capitolo 99

Meno uno. Le giornate si allungano, il sole comincia a sbirciare da dietro le nuvole, le distanze si accorciano (meno uno, e non mi riferisco solo al capitolo 100…) ma il cinema continua ad essere una costante anche in questa già dolce primavera. La domanda è: come festeggiare il capitolo 100 di questa beneamata rubrica? Avanti con le proposte, amici miei.

PARIS JE T’AIME (2006): Film collettivo del 2006, una ventina di cortometraggi diretti e interpretati da grandi nomi del cinema mondiale (dai Coen a Natalie Portman, da Alexander Payne a Steve Buscemi, Gerard Depardieu, Bob Hoskins, Fanny Ardant e tanti altri). In ogni corto una zona di Parigi, in ogni corto il tema dell’amore. Un bellissimo affresco della Ville Lumière, una serie di cortometraggi (alcuni splendidi, altri meno affascinanti) che ti lasciano un gran desiderio di andare o di ritornare nella “città più romantica del mondo”. E infatti a settembre mi sistemo là per un mesetto, con dieta a base di pain au chocolat e tanti saluti.

COLPO DI FULMINE (2010): Dal trailer sembrava essere un film molto più demenziale di quello che in realtà è (lo stesso trucchetto per ingannare lo spettatore medio era stato utilizzato ai tempi dell’uscita di “Eternal Sunshine”). Il titolo originale è “I love you Phillip Morris”, e il film non è niente male. Jim Carrey giganteggia come al solito (pur non essendo la sua migliore interpretazione), Ewan McGregor è eccezionale, in più il soggetto è tratto da una incredibile storia vera. Ha le carte in tavola per far passare un paio d’ore piacevoli, soprattutto durante le feste pasquali. In sala da venerdì 2.

LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO (1998): Proposto in tv qualche nottata fa, è stato un bel modo per darsi la buonanotte. Tornatore pesca da un monologo teatrale di Baricco e tira fuori un filmozzo di oltre due ore, forse un po’ eccessivo in durata ma denso di poesia. Il buon Novecento è un personaggio davvero bello, in lui arde il sacro fuoco dell’arte, della musica, ed è un piacere vederlo all’opera: «Pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita». Quando ho sentito questa battuta ho pensato che anche la vita, così come il pianoforte, non è infinita, ma quello che puoi farci se la sai usare, beh, non è male. Chiaro no?

MINE VAGANTI (2010): Ozpetek torna a temi un po’ più nelle sue corde e ci regala un bel film, incorniciato dalla splendida atmosfera leccese che è sempre sfruttata troppo poco dal cinema italiano. Fantastichini ormai si sta abituando a fare il ruolo del padre in ogni film, ed è sempre perfetto (vedi “Viola di Mare”), Scamarcio si è ormai scrollato di dosso il ruolo di Step ed è diventato un attore bravo, ormai nell’ultimo anno ha inanellato solo buoni film. Questo di Ozpetek è una delle poche cose vedibili presenti al cinema in questo periodo, tanto vale farci un salto.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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