Recensione “Simon Konianski” (2009)

Wes Anderson incontra Little Miss Sunshine, con un pizzico di irriverenza yiddish in stile Coen: da questo mix irresistibile esce fuori il gioiello belga di Micha Wald, presentato tra gli applausi della scorsa edizione del Festival di Roma (programmato in quello splendido spicchio di qualità che è la sezione Extra di Mario Sesti). Il regista riprende il personaggio del suo ottimo esordio “Alice et Moi” e lo porta in giro per l’Europa, da Bruxelles fino in Ucraina, con a carico un figlioletto adorabile e il cadavere del padre nel portabagagli.

Simon, padre del piccolo Hadrien, è stato lasciato dalla sua donna. Per questo motivo torna a vivere con suo padre, un reduce dei campi di sterminio nazisti, che passa le giornate a raccontare al figlio e al nipotino le sue storie di guerra. La comunità ebraica di Bruxelles per via del padre cerca di inglobare Simon nelle sue tradizioni, ma il buon Konianski non ne vuole sapere nulla (non intende circoncidere il figlio, ama una donna non ebrea e se c’è l’occasione prende addirittura le difese dei palestinesi). Ma alla morte del padre Simon decide di intraprendere un viaggio per realizzare l’ultimo desiderio del genitore: essere seppellito in Ucraina accanto al grande amore della sua vita. Inizia così un irresistibile viaggio in macchina con il piccolo Hadrien e i due zii petulanti e paranoici, dove scoprirà molte cose sulla sua famiglia e sul passato di suo padre.

Una tuta che ricorda in qualche modo i Tenenbaum, un volto comune che tanto somiglia al Greg Kinnear di “Little Miss Sunshine” e un pieno di ironia e sarcasmo che non dà scampo a nessuno, nemmeno a sé stesso: queste le credenziali di Jonathan Zaccai, il perfetto protagonista del film, che porta sullo schermo uno dei personaggi più divertenti e piacevoli di questa stagione cinematografica. E nel mezzo di tanto divertimento sgangherato, un playground intenso e pregno di significato, che trova il suo apice nella tappa al campo di concentramento di Majdanek, in Polonia. Un film che va visto, irresistibile e simpaticissimo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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4 risposte a Recensione “Simon Konianski” (2009)

  1. cinescopio ha detto:

    Cuoriosa di vederlo…soprattutto per il nonnino :->ely

  2. Lessio ha detto:

    per chi sta a Roma domani sera (mercoledì 7) ci sarà un'anteprima gratuita alla casa del cinema insieme al regista, ore 20.30.

  3. SLec ha detto:

    se non si è mai visto "Ogni cosa è illuminata" è meglio, comunque ci sono alcune scene che non fanno rimpiangere il prezzo del biglietto.

  4. stevemcqueen ha detto:

    L'ho visto!Troppo un tajo!Stasera vado vedermi From Paris With Love

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