Tempo di pioggia. Spesso la pioggia si concilia bene con il cinema, riducendo lo spazio per (quasi) ogni altra attività: “stasera non mi va di uscire, guardiamoci un film”. “Dove andiamo con questo tempo? Al cinema!”. In realtà, nonostante tutte queste chiacchiere, non è stata una settimana particolarmente intensa a livello cinematografico, ma come dire, ci si può accontentare.
Full Metal Jacket (1987): Quando si trova un film di Kubrick in televisione solitamente si guarda una scena, solo 5 minuti, ma poi arriva una scena successiva, e poi si ha voglia di guardarne un’altra, tutta questa perfezione pur conoscendola a memoria è sempre un piacere da ammirare. Si finisce per rivedersi tutto il film, è inevitabile. Non vedevo Full Metal Jacket da qualche anno, ma non mi sorprende ricordare ancora a memoria ogni singola battuta, ogni espressione di ogni personaggio. Un Kubrick è per sempre.
Il Delitto Perfetto (1954): Lo stesso discorso fatto per Kubrick lo si potrebbe fare per Hitchcock. Avevo un’ora di tempo prima di andare a lavoro (eh sì, ogni tanto lavoro anche io), così mi sono rilassato sul divano cercando un film da vedere. In tv c’era questo capolavoro, e vederne solo un’ora è stato una tortura, perché questo è il classico film che diventa sempre più bello con il passare dei minuti, doverlo abbandonare è stato doloroso, terrificante. Film meraviglioso che non vedevo da tanti anni, e mi sono accorto quanto ne sentivo la mancanza.
Sideways (2004): Ho visto quasi 1000 film al cinema (contando però anche i Festival e le anteprime stampa…) e se c’è un’esperienza cinematografica che difficilmente potrò dimenticare è stata proprio quella legata a questo film. Ero con il sommo direttore di una testata per cui scrivevo e un altro amico: fu una serata spassosa e perfetta, perché questo film è perfetto. Da allora l’ho rivisto tante volte e l’altro giorno ho deciso di rivederlo. Ora, normalmente io quando inserisco un dvd non posso far altro che vederlo in lingua originale, è uno di quei bisogni da cinefilo che tutti i veri amanti del cinema che mi leggono capiranno: questo film però non riesco a non vederlo con il doppiaggio italiano. Troppe volte abbiamo imitato i personaggi, troppe volte abbiamo ripetuto quelle frasi, con quella intonazione e avevo davvero voglia di rivivere il film con le “nostre” voci. Se non l’avete visto non so davvero cosa ci facciate su questa pagina di cinema…
Tornando a Casa per Natale (2010): Bent Hamer è un regista che apprezzo. Ultimamente ha realizzato Factotum e Il Mondo di Horten che sono due film bellissimi, e anche questa favola agrodolce sul Natale è probabilmente uno dei migliori film che può capitarvi di vedere a dicembre. Ho apprezzato il fatto che non si tratti di un film natalizio nell’accezione hollywoodiana (cioè ipocrita) del termine, ma è un film ambientato a Natale, ma che racconta molto bene solitudini e tristezze derivanti da questa moda natalizia. C’è spazio anche per i buoni sentimenti, questo sì, ma l’alone del film ha una bella impronta realistica, che il cinema non racconta spesso. Bravo Hamer (anche per le ragazze della delegazione norvegese presenti a Roma durante la conferenza stampa del film…).


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