
Un film unico nel suo genere. Ma definirlo film potrebbe apparire addirittura riduttivo: Before Sunrise è un’esperienza capace di risvegliare sogni, di riscattare tutti i nostri rimpianti, di sottolineare le nostre debolezze, di riscoprirci innamorati di due perfetti sconosciuti. Avventura, viaggio, scoperta, amore, paura: meno di 24 ore per capire meglio se stessi e la nostra relazione con la vita. Il destino, se esiste, è qui. A portata di mano. È nello sguardo imbarazzato di Jesse mentre ascolta Come Here di Kath Bloom in un negozio di dischi, è nel sorriso incantato di Celine quando si convince a scendere da quel treno. Basta poco, una piccola spintarella e il nostro futuro è cambiato per sempre.
Jesse è in treno verso Vienna, dove l’indomani lo aspetta l’aereo di ritorno per gli Stati Uniti. Celine è sullo stesso treno, sta tornando a Parigi. Si conoscono per caso, cominciano a parlare e c’è subito una forte connessione. Arrivato alla stazione di Vienna, Jesse convince Celine a scendere insieme a lui e a passare la giornata per le strade della città, per continuare a conoscersi, per farsi un po’ di compagnia. Celine si lascia convincere. I due cominciano a girare per la capitale, tra i locali e le strade: si conoscono, lentamente si scoprono, infine si amano. Ma su entrambi incombe la falce del tempo, dove il pensiero dell’alba, che li separerà forse per sempre, non è più visto come surreale punto d’arrivo di quella piccola deviazione dalle loro vite, ma come tempo da riempire di magia, senza perdere un solo instante di quanto la vita, proprio in quell’incredibile 16 giugno, ha concesso loro.
Se c’è un piccolo sognatore dentro qualcuno di noi, quello scomodo individuo romantico che si muove sotto la nostra pelle amerà questo film fino alle lacrime. Ci farà commuovere perché forse ci ricorderà vagamente quella notte che abbiamo vissuto anche noi in questo o quel viaggio, o forse ci commuove perché noi un’esperienza così non la vivremo mai. Ci commuove perché ci ricorda quando eravamo un po’ più giovani, ingenui e forse avventurosi e ci commuove perché sembra così surreale e al tempo stesso vero. Perché Jesse e Celine non sembrano personaggi, ma persone. E nonostante si sentano ingenui e romantici, sono anche maturi e razionali. Come dice la ragazza francese: “Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, dev’essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa”. E quando cominciano a scorrere i titoli di coda, sentiamo in qualche modo che su quel binario 9 della stazione di Vienna, anche noi abbiamo condiviso qualcosa di vero, di profondo, che siano candide confidenze o viscerali connessioni, e ascoltare i vari “bye”, “goodbye”, “au revoir”, “see you later”, ci fa sentire tristi e al tempo stesso felici, sull’onda di una promessa che solo la vita ci dirà se potremo mantenere.
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