Capitolo 195

Da che mondo è mondo, febbraio è sempre un mese bello pregno di bei film, e anche quest’anno non si sta smentendo. Si è appena concluso il Festival di Berlino, e siamo nella settimana che porterà alla notte degli Oscar, che lascia un po’ il tempo che trova, ma che ad ogni modo è sempre una simpatica occasione per fare nottata con gli amici, bere qualche birra, mangiare patatine, e soprattutto contestare le scelte dell’Accademy.

Blue Valentine (2010): Una volta il giorno di San Valentino uscivano film smielati e insopportabili. Quest’anno finalmente è un po’ cambiata la tendenza, e il 14 febbraio è uscito in sala questo bel film di Derek Cianfrance, la storia di un amore al principio pieno di sogni, romanticismi e buone intenzioni, ma nel presente grigio e triste, che lascerà un po’ l’amaro in bocca. Straordinari i due interpreti, Michelle Williams e Ryan Gosling, e molto bella la scena in cui Gosling suona l’ukulele mentre lei balla. Dopo aver visto il film ho imparato a suonare anche io quella canzone con l’ukulele, ora mi servirebbe soltanto Michelle Williams…

Giù al Nord (2008): Sono davvero affezionato a questo film. L’ho visto cinque anni fa insieme ad un gruppo di amici francesi durante un anno che, anche grazie a loro, stava cambiando radicalmente il mio modo di vivere e di vedere il mondo. Un anno dopo sono andato in Francia a visitare il famoso Nord dove è ambientato il film, e mi è sembrato davvero di trovarmi nella pellicola di Dany Boon. Gente meravigliosa e tanti bei ricordi. E per quanto riguarda il film, che presa a bene!

Parlez-moi de vous (2011): Ultimo film visto durante la mia esperienza di giurato del My French Film Festival 2013, che si è ormai concluso da pochi giorni. Film discreto ma non eccezionale, con una celebre speaker radiofonica che si affaccia in campagna per ritrovare e conoscere la madre che l’ha abbandonata da piccola. Cerca di alternare leggerezza a scene drammatiche, ma alla lunga annoia un po’.

Before Sunrise (1995): Doppietta micidiale al Kino di via Perugia, “Before Sunrise” e “Before Sunset” uno dopo l’altro. Dalla serie “facciamoci del male”. Se dovessi fare una lista di film che mi somigliano, che riflettono davvero la mia vita, o la mia personalità, beh, in quella lista non potrebbe mancare mai questo capolavoro. C’è il viaggio, l’avventura, il sentimento, l’addio. Jesse e Celine non sembrano personaggi di un film, sono persone. Ditemi voi se uno della mia età può ancora commuoversi così tanto davanti ad un dannato film romantico.

Before Sunset (2004): Dopo nove anni da quella magica avventura viennese, Jesse e Celine si incontrano di nuovo a Parigi, soltanto per poche ore. Rispetto al primo film c’è meno ingenuità, meno romanticismo, e più disillusione, più rimpianti, più grigiore. È tutto più triste. Ma quel “I Know” che chiude il film è di una bellezza meravigliosa. Julie Delpy si conferma una delle 356 donne della mia vita. E ora aspetto con ansia spasmodica “Before Midnight”, il terzo film della serie, presentato l’altro giorno alla Berlinale.

Noi siamo infinito (2012): Un buon film generazionale, molto furbetto (dai, dopo “500 giorni insieme” è troppo facile usare gli Smiths come collante sonoro tra i personaggi!) ma assai carino. Un bel salto negli anni dell’adolescenza, quando tutto era amplificato a mille, l’amore, oppure la scoperta di nuove canzoni (l’uso di “Heroes” di Bowie nella scena della galleria è strepitoso). Il protagonista per certi versi mi ha ricordato il me stesso di una quindicina di anni fa, e un po’ mi ha inquietato (“accettiamo l’amore che pensiamo di meritare”). Furbetto, come dicevo, ma carino.

Promised Land (2013): Mi piace questo tipo di cinema! Un bel film di denuncia filmato da Gus Van Sant, che è un regista che apprezzo, e con un bel Matt Damon in un ruolo piuttosto interessante, perché in fin dei conti è una sorta di cattivo inconsapevole, che si ritrova dentro qualcosa probabilmente più grande di lui. Bello, coinvolgente, e poi sapere che le lobby americane hanno cercato di fermare la produzione del film è un qualcosa in più.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010): Uno dei peggiori Woody Allen degli ultimi anni, anche se rivedendolo non mi è sembrato poi così brutto. Certo, cambiare il titolo originale (“You will meet a tall dark stranger”, in riferimento alla morte) in questo italiano è un po’ un mezzo delitto. Il film è un elogio dell’ignoranza e dell’illusione, visto che coloro che si illudono riescono ad agguantare la felicità, chi è invece più razionale e pragmatico subirà una grossa serie di delusioni. Ma soprattutto: perché Freida Pinto non viene mai a suonare la chitarra di fronte casa mia? Che brutto mondo.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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