Oscar 2013: poche le sorprese, è Argo il miglior film

Tra caffè e un’inedita nevicata romana, si è conclusa anche questa nottata degli Oscar, la 85° edizione, che non ha visto niente di particolarmente sorprendente o straordinario a tal punto da renderla memorabile. Lineare, ma ad ogni modo piacevole, con un elenco di vincitori e vinti che (purtroppo) non ha regalato particolari sorprese. Prima di passare ai premi partiamo da alcune considerazioni preliminari: il presentatore, Seth MacFarlane, non può essere lo stesso individuo che ha creato i Griffin, perché questo davvero non ha strappato mai neanche una risata. Il tappeto rosso, che come direbbe il grande Drugo Lebowski probabilmente dava un tono all’ambiente, ha visto Samuel L. Jackson dare il meglio di sé, visto che l’attore di “Django Unchained” si è praticamente presentato in vestaglia (lo so, era un vestito, ma la differenza era minima). Detto ciò, passiamo ai premi:

Film: “Argo” di Ben Affleck è il miglior film. La spunta su “Lincoln” e sul sorprendente “Vita di Pi”. “Re della terra selvaggia” a mio parere meritava di vincere qualunque cosa, ma come prevedibile è rimasto a mani vuote.

Regia: Ang Lee per “Vita di Pi” è forse l’unica grande sorpresa della serata. Certo, escludere Tarantino e Ben Affleck in questa categoria è stato un po’ un insulto, ad ogni modo l’Accademy ha premiato il regista taiwanese a scapito del favorito Steven Spielberg di “Lincoln”.

Attori e attrici: Daniel Day Lewis, strafavorito e imbattibile, vince come miglior attore. Sobrio, mai sopra le righe, come si vede che è un attore europeo e non americano! Jessica Chastain fallisce invece l’appuntamento con un Oscar che avrebbe meritato, lasciando strada alla Jennifer Lawrence de “Il lato positivo”. Tra i non protagonisti vittorie più o meno scontate per l’immenso Christoph Waltz di “Django Unchained”, che raccoglie la sua seconda statuetta nel giro di tre anni, e Anne Hathaway per la sua stupefacente performance di 18 minuti in “Les miserables”.

Sceneggiature: Il miglior adattamento è quello di “Argo” (tutto sommato meritato, anche se il nostro tifo era per “Re della terra selvaggia”), mentre per quanto riguarda la sceneggiatura originale vince Quentin Tarantino, quasi vent’anni dopo “Pulp Fiction”. Contenti per l’autore di “Django”, ma dispiaciuti per l’accoppiata Wes Anderson – Roman Coppola, che avrebbero meritato il premio per il favoloso “Moonrise kingdom”.

Film straniero: “Amour” si conferma il film più premiato dell’anno, dopo Cannes, Cesar, Golden Globe e altri 200 miliardi di premi. Probabilmente si conferma anche il film più sopravvalutato dell’anno, ma ad ogni modo Haneke non aveva avversari all’altezza del suo nome (a parte il grande cileno Pablo Larrain di “No”). Il regista austriaco meritava l’Oscar per tanti film meravigliosi della sua carriera, e forse non per questo, ma consideriamolo un omaggio alla sua filmografia.

Film e cortometraggio d’animazione: “Brave” la spunta su avversari forti come “Frankenweenie” di Tim Burton e “Ralph Spaccatutto”. Il premio per il miglior cortometraggio d’animazione va invece allo stupendo “Paperboy”, che vi consiglio di recuperare su youtube.

Altri premi: “Vita di Pi”, oltre per la regia, vince per la miglior fotografia, gli effetti speciali e la colonna sonora. L’altro Oscar di “Lincoln” arriva dalla scenografia, mentre quello restante per “Argo” è figlio del miglior montaggio. La miglior canzone è “Skyfall” di Adele (insieme al montaggio sonoro l’unico premio per 007), mentre “Les Miserables” si può vantare di avere anche il miglior trucco e il miglior missaggio sonoro. I migliori costumi, come si poteva prevedere, sono quelli di “Anna Karenina”. Infine: miglior documentario è “Searching for Sugar Man”, che sarà distribuito anche in Italia. Miglior corto documentario è “Inocente”, mentre il miglior cortometraggio è “Curfew”.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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