Capitolo 196

E anche quest’anno gli Oscar ce li siamo tolti di mezzo, e con essi ci siamo praticamente tolti di mezzo pure l’inverno. Ho sempre associato la premiazione degli Accademy Awards alla fine della stagione fredda, ed ora che marzo è arrivato, anche la primavera sembra essere dietro l’angolo.  In tutto ciò ci avviciniamo di gran carriera al capitolo 200, anche se Totti, dall’alto dei suoi 225, è ancora lontano (ah, lo so, si parla di altri capitoli, di un altro libro, decisamente più appassionante di questo). Ad ogni modo, diamoci dentro.

Viva la libertà (2013): Toni Servillo e Valerio Mastandrea sono una strana coppia, non li avrei mai associati e non avrei mai pensato di vederli nello stesso film, fianco a fianco. Ci ha pensato invece Roberto Andò, che ha realizzato una delle pellicole più gradevoli degli ultimi tempi. Decisamente azzeccata l’uscita in sala durante il periodo elettorale, ma di questo è meglio non parlare. La leggerezza al governo, la Francia per ritrovare se stessi e il proprio passato: due aspetti di questo film che ho amato.

Fantozzi (1975): Cult supremo del nostro cinema. Quante volte lo abbiamo visto? Tantissime. Perché non si riesce mai a smettere di guardarlo? Perché fa ancora così ridere? Io non vi so rispondere, non sarei mai in grado di scrivere due righe su Fantozzi, perché il solo pensiero mi fa ridere. La semplicità della genialità. Meraviglioso.

Soul kitchen (2009): Bellissimo, quando lo vidi al cinema fu subito colpo di fulmine (sia per il film, sia per Anna Bederke). Che piacere ritrovarlo in televisione, è una tale presa a bene! Bella musica, bella storia, bei personaggi: Fatih Akin si conferma un regista sopraffino, versatile, uno che sa come raccontare una storia. Questo è uno di quei dvd che dovrei tenere in videoteca, e che dovrei recuperare. Fatelo anche voi.

Anna Karenina (2012): Stanco di passare il lunedì a casa ho deciso di uscire e di andare ad innamorarmi di Keira Knightley. Detto fatto. Il film è interessante, molto originale l’idea di usare un teatro come praticamente unico ed enorme set di tutta quanta la vicenda, e c’è un lavoro di regia alle spalle che non andrebbe sottovalutato (Joe Wright stavolta si è scatenato). La storia è risaputa, anche se non avete letto Tolstoj, ma ciononostante il film non annoia, e si lascia guardare. Jude Law migliore in campo.

Fortapàsc (2009): Uno dei migliori film italiani dello scorso decennio, me lo concedete? Libero De Rienzo è eccezionale, la storia di Giancarlo Siani è agghiacciante. Un film bellissimo, che fa amare il mestiere del giornalista e fa odiare questo Paese. Lo dovrebbero far vedere nelle scuole.

Starship Troopers (1997): Ho passato la serata organizzata su twitter dai blogger del noto sito I 400 calci, che ogni martedì propongono una pellicola di culto da commentare (ironicamente) in diretta sul social network. Il risultato è che un film che conosciamo a memoria viene fruito in maniera totalmente piacevole e originale, ed è come trovarsi in mezzo a tanti amici con pizza, coca cola e cinema. Premesso ciò, la pellicola di Verhoeven è uno di quei film totalmente assurdi, senza capo né coda, ma è una fantascienza che attrae, diverte, che non si prende sul serio. E questo non è poco.

L’isola dei sopravvissuti (2006): Film da consegnare al dimenticatoio, che praticamente si basa sulle curve di Kelly Brook. La signora in questione è in barca con il marito Billy Zane (il cattivo di “Titanic”, per intenderci) e un marinaio. Un incendio porta i tre su un isola deserta, e il marinaio, molto più bravo a campare rispetto al marito, si darà un gran daffare per riuscire a conquistare il “cuore” della bella. Hanno messo in mezzo a tutto ciò pure un assurdo rito voodoo. Filmaccio.

Blow (2001): Questo film mi riporta con la mente ad un’estate passata in Puglia, dove insieme ad un gruppo di amici avevamo visto insieme questa pellicola. Da quella sera cominciammo a chiamarci per tutta l’estate Boston o Tonno, come i personaggi del film. Bellissimo, la vera storia di “Boston” George (per l’appunto), uno dei più celebri spacciatori di droga degli Stati Uniti. Memorabile la citazione di “It ain’t me Baby” di Bob Dylan nella scena in tribunale.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 196

  1. paveloescobar ha detto:

    Ceeeeeeeee! Ho visto quasi tutti i film di questo capitolo!
    Bello “Viva la libertà”, “Fantozzi”, “Soul Kitchen”, “Anna Karenina” (e si Jude Law mi è piaciuto e anche la linguetta porcellina della Keira), anche se quest’ultimo a mio avviso non è per tutti, forse piace più alle donne che a noi masculi.
    Perchè Starship Troopers senza capo ne coda? Forse è un pò americanizzato, ma è un cult, l’hanno dato pure a Fuori Orario! 🙂 Qualcosina di serio c’è in quella pellicola, per pochi attimi ma c’è……
    Ciao!

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