Capitolo 197

E finalmente arrivò la primavera. Dopo la pioggia e il freddo, ritorna la stagione più bella, con i film più belli (speriamo) e le giornate più indimenticabili (vabbè…). Archiviamo questo lungo inverno con la bellezza di altri dieci film, e visto che l’elenco è notevole, buttiamoci subito nella lettura. Buon 21 marzo!

Alice nelle città (1973): Splendido film di Wim Wenders, on the road in bianco e nero per le strade della Germania (ma con tratti di Stati Uniti e Olanda). È una pellicola pervasa da quella poesia che nei film di oggi si riesce a trovare ogni tanto solo nel cinema indipendente. Un bellissimo film d’autore, da recuperare e da amare (su youtube c’è il film completo, andate a cercarlo!).

Zodiac (2007): Cinque anni fa, quando uscì al cinema, fu molto criticato. Non ne capisco il motivo. Il film di Fincher va che è un piacere: girato benissimo, con una fotografia meravigliosa, pieno di tensione, ottimi attori (Jake Gyllenhaal, Robert Downey jr, Mark Ruffalo), una storia vera e assurda. Impeccabile, l’ho amato al cinema, e l’ho amato ora che l’ho rivisto.

L’onda (2008): Altro bellissimo film tedesco! Un professore cerca di spiegare l’autarchia all’interno di un liceo, creando in una settimana un regime fascista in miniatura. Gli studenti si lasciano coinvolgere e la situazione degenera. Anche questo è un film che ho amato al cinema, e che ho amato adesso che sono riuscito a rivederlo. Da recuperare.

Flight (2012): Buon film di Zemeckis, ma facile da dimenticare. Un pilota (Denzel Washington) sotto effetto di droghe e alcool riesce a salvare, con una manovra folle, i passeggeri dell’aereo che sta pilotando. È un eroe, ma anche un drogato alcolizzato, e l’inchiesta che segue l’incidente potrebbe inchiodarlo. Una particina folle per il grande John Goodman. Si può vedere, ma insomma, si può anche evitare.

Il lato positivo (2012): Bella sorpresa, un po’ troppo confezionato appositamente per piacere al pubblico, ma bello. Il finale forse si lascia andare un po’ troppo sulla scia della commedia romantica banale, ma non rovina eccessivamente il giudizio complessivo. Valerio Mastandrea su twitter ha detto che “Il lato positivo de Il lato positivo è De Niro con il DASPO”, che da un lato è anche vero (finalmente ritroviamo Bob De Niro in un ruolo decente), ma aggiungerei la eccezionale interpretazione di Jennifer Lawrence (quanto è vero che i leggings non mentono mai…) e una bellissima colonna sonora (“Girl from North Country” duettata da Bob Dylan con Johnny Cash muove sempre qualcosa dentro di me).

La scelta di Barbara (2012): Ancora un film tedesco, il terzo di questo capitolo (penso sia un record). Ritengo che il cinema non abbia assolutamente esaurito il suo ruolo all’interno della tematica “Germania Est”, e che siano stati girati pochi film a proposito (o quantomeno pochi sono i film usciti dai confini nazionali). È un contesto affascinante e tragico, che a mio parere andrebbe approfondito molto di più: penso a “Goodbye Lenin”, “Le vite degli altri”, “Cosa fare in caso di incendio”, per fare qualche nome. “La scelta di Barbara” ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino, ed è senza dubbio uno dei migliori film in circolazione in questo periodo. Da vedere.

Persepolis (2007): Bello, divertente, così come lo ricordavo. L’Iran raccontato da chi l’ha vissuto, da chi l’ha lasciato, da chi ci è tornato, con un’aria scanzonata, leggera ma anche malinconica. Piacevole, è come sedersi al pub con qualcuno che torna da un viaggio e ti racconta la sua storia.

Il postino (1994): Ecco uno di quei film che non avevo mai visto e che vanno visti per forza. Vedere adesso questo magnifico Pablo Neruda in esilio in Italia, dopo che un anno fa ho visitato il Cile e le case in cui ha vissuto, mi ha trasmesso una sensazione particolare, ha creato un legame più forte tra me e questo film, l’ultimo di Massimo Troisi. “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve!”. Obbligatorio.

Come un tuono (2012): Derek Cianfrance è un regista che mi piace. Amo il modo in cui fa recitare gli attori, li getta all’interno di un flusso, di una corrente che in qualche modo si rivela trascinante. È il film che ci guadagna (soprattutto penso a “Blue Valentine”). Stavolta la pellicola si triplica, con tre storie legatissime l’una all’altra, ma al tempo stesso diverse tra loro. Tra Ryan Gosling e Bradley Cooper vince il primo per manifesta superiorità dell’attore, ma anche a livello di personaggio, di storia. I primi quaranta minuti sono davvero bellissimi, poi il film rallenta un po’, restando comunque una pellicola che merita il prezzo del biglietto.

Match Point (2005): Il miglior Woody Allen degli anni 2000? Forse. È un film che ho amato molto, tanto da comprarlo anche in dvd, ma rivedendolo oggi a distanza di tanti anni ho approfondito un lato che non avevo mai considerato: la profonda antipatia di ogni personaggio. Questo contesto di ricchezza, di lusso, di alta società mi mette i brividi, e se in passato trovavo forte che il protagonista se la cavasse, adesso lo trovo profondamente ingiusto. Resta comunque un film bellissimo, basato sulla splendida frase introduttiva: “chi disse “preferisco avere fortuna piuttosto che talento”, percepì l’essenza della vita”.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, UVDC Rubrica e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...