Recensione “Tutto Può Cambiare” (2013)

Cosa c’è di più bello che vedere una persona alla deriva rimettersi in pista? Probabilmente la risposta è: vederne due. John Carney, già regista del gioiello irlandese Once (se non l’avete visto smettete di leggere e correte subito a guardarlo!), ama raccontare due cose: anime perdute in cerca di un nuovo inizio e soprattutto lei, la madre di tutti noi, la Musica. Mettendo insieme questi elementi, accompagnati dalla giusta dose di ironia e leggerezza, è difficile sbagliare, se poi a comporre c’è un autore europeo come Carney, il risultato è quasi garantito. New York infine fa il suo, giocando di sponda con i suoi protagonisti: in una città dove tutto può accadere è più che doveroso aspettarsi di tutto.

Greta, songwriter per diletto, accompagna il suo ragazzo Dave, nuova stella dell’industria musicale, nel suo trasferimento a New York. Dave però si lascia ben presto corrompere dalle tentazioni della celebrità, lasciando Greta sola e abbandonata in una città che non conosce. Una sera la ragazza, costretta da un amico, si esibisce senza grandi risultati in un locale del Village. Il suo talento musicale viene subito notato da Dan, ex produttore musicale di successo, ora uomo allo sbando, senza lavoro, senza casa, senza più famiglia. Intorno a questo incontro prende vita un’estate newyorkese fatta di sogni e di rinascite, di amicizia, di cambiamenti e ovviamente di musica.

La dolce leggerezza di Keira Knightley e la rude follia di Mark Ruffalo si scontrano inizialmente nella contrapposizione tra l’autenticità di un cantautore e le appariscenti pratiche delle case discografiche: “la musica si ascolta con le orecchie, non con gli occhi”, afferma la protagonista, totalmente contraria ad ogni compromesso con l’industria musicale. Al di là del riscatto personale, della riscoperta di se stessi, il film dà una piccola dimostrazione di quanto l’epoca di oggi sia segnata da decisioni prese dietro una scrivania e di come certe decisioni possano essere, oltre che aggirate, totalmente ignorate. Basta internet, determinazione e, ovviamente, un po’ di talento. Un film che scorre lieve come un bel vinile prima di cena.


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