Twin Peaks 2017: il ritorno di David Lynch (Episodio 1-2)

“Twin Peaks” è tornato. Sembra incredibile a pensarci, ma dopo 25 anni abbiamo nuovamente la possibilità di parlare di una nuova stagione di una delle serie più amate della storia della tv. E così sono passati 25 anni. Io ero un ragazzino allora, adesso sono più o meno un adulto. Ho meno capelli ma in compenso oggi esiste Internet e fortunatamente ho un blog sul quale poter scrivere queste righe: per la prima volta nella storia di “Una vita da Cinefilo” ci sarà, settimana dopo settimana, una recensione per ogni puntata di questo nuovo Twin Peaks. Appuntamento dunque ogni sette giorni, tra lunedì e martedì, con un’analisi sulla puntata appena uscita, con considerazioni a caldo e teorie varie ed eventuali. Mi aspetto la vostra partecipazione nei commenti, qui e su Facebook. Neanche a dirlo, tutto ciò che leggerete dopo l’immagine di Laura Palmer è assolutamente pieno di spoiler. “Let’s Rock!”.

laurapalmer

EPISODIO 1 e 2
L’attesa finalmente è finita. La prima cosa che viene in mente è senza dubbio questa: le prime due ore di questo nuovo show ci regalano tanto David Lynch e forse poco “Twin Peaks”, come ci si poteva in fondo aspettare. Tra le cose più belle possiamo senza dubbio festeggiare il fatto che i misteri non manchino mai: nella Loggia Nera troviamo il Gigante che annuncia a Cooper il ritorno di Laura Palmer (“è nella nostra casa ora”), prima di consegnargli un nuovo enigma: “Ricordati: 430. Richard e Linda. Due piccioni con una fava” (???). Ho amato molto la comparsa di Leland Palmer che chiede a Cooper di trovare Laura (richiesta interessantissima a mio parere, anche perché Laura è sparita dalla Loggia, risucchiata chissà dove). E poi facciamo la conoscenza del braccio di Mike (cioè il Nano delle prime due stagioni), che si è evoluto in una sorta di albero senziente e parlante. Nel mondo reale sembra interessante la storia del preside della scuola di Buckhorn, posseduto da un demone che gli fa prima uccidere una donna per poi sparire non potendo più sfruttare il suo ospite, ormai sotto la custodia della polizia (come fece Bob con Leland, per capirci). L’esperimento di New York  è un altro mistero decisamente intrigante: cosa era quella “cosa” che esce fuori dal box durante la scena di sesso (sesso e morte in Lynch e in Twin Peaks vanno di pari passo)? Inoltre, il ritorno di Laura Palmer nella Loggia Nera è piuttosto emozionante (“Salve Agente Cooper, lei può uscire adesso”), ma soprattutto: dove diavolo è finita? Ovviamente sono da apprezzare le piccole comparse dei vecchi personaggi che dal punto di vista dell’effetto nostalgia fanno bene il loro dovere (in particolare Lucy nella stazione di polizia, le ricerche di Hawk, le osservazioni sempre ermetiche della Signora Ceppo e Sarah Palmer intenta a fumare mentre guarda un sanguinoso documentario naturalistico). Le premesse sono piuttosto interessanti.

Tra le cose meno belle non posso non citare la mancanza di quell’atmosfera che aveva reso “Twin Peaks” quello che è: un mix di kitsch, grottesco e surreale, immerso in colori vividi, illuminazioni enigmatiche e cariche di ansia. Mi ha deluso molto l’uso del digitale nella Loggia Nera: sia le tende che i pavimenti sono stati ricostruiti al computer e, rispetto alla scenografia della serie originale, non essendo reali non riescono a trasmettere quella stessa sensazione di pericolo e di tangibile disagio che avevamo provato nel finale della seconda stagione. Altra grave mancanza: la colonna sonora è quasi assente, manca totalmente quel sound pressoché unico che contribuiva a creare l’atmosfera di cui sopra (a parte la canzone nel finale). Inoltre non ho molto amato il doppelganger di Cooper, giustamente spietato ma troppo appariscente: Bob sapeva essere molto più discreto. Su questo fronte mi aspetto comunque sviluppi interessanti, mi riservo dunque il giudizio su questo personaggio più avanti.

In conclusione il potenziale per una bella stagione c’è: il pilota non poteva certamente avere la carica esplosiva ed emozionale della prima puntata della prima stagione, ma ci sono molti elementi che promettono grandi cose, oltre ad alcuni momenti di grande tensione, che fanno letteralmente affondare le unghie nel divano (o sul letto, o dovunque l’abbiate vista). “Si tratta del futuro oppure si tratta del passato”? La domanda di Mike, nella Loggia Nera, non può non farci pensare a questa nuova stagione: sarà “Twin Peaks” come lo conosciamo, o qualcosa di totalmente nuovo?

Vai alla recensione degli episodi 3 e 4

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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