Twin Peaks 2017: Hellooo-ooo (Episodio 3-4)

EPISODIO 3
I primi venti minuti sono qualcosa di totalmente folle e al tempo stesso spaventoso. Un piccolo capolavoro di bellezza e meraviglia, il tutto per raccontare l’uscita di Dale Cooper dalla Black Lodge. Quello che vediamo potrebbe essere veramente l’interno del cervello di David Lynch (me lo immagino proprio così, angosciante e magnifico). Le tinte viola, la donna senza occhi che mette in guardia il nostro da una spaventosa presenza, della quale possiamo udire i passi (il momento “affossa unghie nel divano”, per quanto riguarda questo episodio). Nell’apice del surrealismo, Cooper, immerso nello spazio profondo, vede la testa di Garland Briggs (!!) che sussurra le parole “Rosa blu” (che era uno degli indizi sul caso di Teresa Banks in “Fuoco cammina con me”, se ricordate). Mentre Dale tenta di uscire da questo mondo irreale, in quello reale il suo doppio cattivo si sta sentendo decisamente male. Ma non è tutto: la grande sorpresa è che c’è un altro doppio di Cooper (!), Doug, che a quanto pare è però controllato dal braccio di Mike (di cui indossa anche il celebre anello verde di “Fuoco cammina con me”). Il nostro amato Cooper sbuca fuori da una presa elettrica, ma dopo 24 anni nella Loggia Nera ha ovviamente qualche problema sia motorio che comunicativo. Ci sono già momenti di sublime ironia: Cooper si abbassa per cercare le chiavi del Great Northern Hotel e così evita di essere ucciso da un misterioso cecchino (ovviamente qualcuno che voleva uccidere Doug, ma non si sa ancora bene chi e perché). Mentre Hawk continua le sue ricerche nell’archivio della polizia, in compagnia di Andy e Lucy (meraviglioso lo scambio di battute sul coniglio di cioccolato), Cooper è finito in un casinò, dove grazie a delle segnalazioni inspiegabili (un simbolo che richiama tende e pavimento della Loggia Nera), vince montagne di soldi alle slot machine, senza neanche rendersene conto (già di culto il suo urlo di giubilo: “Hellooo-oooo”).

Nella sede dell’FBI intanto tornano altri due grandi personaggi: Albert e Gordon Cole (!), ai quali arriva la telefonata che stavano aspettando da 24 anni: Cooper è tornato! C’è tantissima carne al fuoco in questo secondo episodio: l’inquietante presenza nel mondo parallelo (definita “mia madre” da una delle misteriose donne di questo mondo altro, si tratterà della stessa cosa che ha ucciso i due amanti a New York?), il ritorno di Dale Cooper nel mondo reale, Doug il sosia, la sorte del Doppelganger malvagio, le ricerche di Hawk (basate sui suoi retaggi indiani), la partenza di Albert e Gordon per andare a ritrovare Cooper. E c’è sempre il mistero di New York (di cui Albert e Gordon Cole sono a conoscenza). Una grande differenza rispetto alle prime due stagioni della serie è che allora i personaggi entravano in scena sempre nello stesso luogo (Twin Peaks), tutto ciò che non succedeva a Twin Peaks non veniva mostrato (a parte le piccole parentesi all’One Eyed Jack). Qui invece gli scenari cambiano continuamente (cosa che già avevamo visto però in “Fuoco cammina con me”): c’è la sede dell’FBI, autostrade, casinò, luoghi situati in parti molto distanti e differenti tra loro. La sensazione però è una: la storia, presto o tardi, tornerà a svolgersi interamente a Twin Peaks…

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EPISODIO 4
Se Twin Peaks vi era mancata, qui cominciamo a ritrovare molte delle suggestioni appartenenti alla prime due stagioni della serie. Il mistero si infittisce, addirittura David Lynch, attraverso il suo Gordon Cole, dichiara di non riuscire a comprendere cosa sta succedendo. Figurati noi, David. Allora, cerchiamo di vederci un po’ più chiaro: Mike dice a Cooper che è stato ingannato, ci sono due Cooper (il fu Doug e il Cooper maligno) e che uno dei due deve essere eliminato. Cooper ancora non è riuscito a tornare in sé, ma scopriamo che il suo sosia Doug ha una casa e una famiglia (Naomi Watts è la moglie) a Las Vegas. Qui assistiamo ad alcuni momenti decisamente interessanti: Cooper si guarda allo specchio e stavolta il riflesso ci consegna semplicemente la sua immagine. Suo figlio alza il pollice e lui gli restituisce il gesto di rimando, che bellezza (per non parlare della scena con il caffè!). Per quanto riguarda Dougie, a parte l’aver vinto migliaia di dollari alle slot, non sappiamo più nient’altro.

Altro capitolo: le impronte del Cooper malvagio hanno fatto in modo che la polizia del South Dakota telefonasse all’FBI, dove a gestire le cose adesso è Denise (!!!). Gordon Cole e Albert si recano dunque nella prigione statale dove Cooper è stato arrestato per possesso di droga e armi: qui i tre si incontrano dopo più di due decenni e Cooper afferma, dopo il solito gesto con il pollice alzato, di aver lavorato sotto copertura con Philip Jeffries (l’agente interpretato da Bowie in “Fuoco cammina con me”, anche lui testimone della Loggia Nera). A parte gli straordinari scambi di battute tra Gordon e Albert, qui la situazione è piuttosto seria: i due agenti capiscono subito che c’è qualcosa che non va in Cooper e pensano che sia qualcosa di ben peggiore di una “Rosa Blu”: dal film sappiamo che con Rosa Blu nell’FBI di Lynch si parla dei casi che hanno a che fare con il sovrannaturale (penso sia legato al fatto che una rosa blu in natura non esiste). I due sanno che devono parlare con una donna per poterne sapere di più, l’unica che può capire se Cooper è davvero lui (la mia teoria è che si tratti della celebre Diane e che il personaggio sarà interpretato da Laura Dern, presente in tutti i poster di questo nuovo Twin Peaks ma ancora non comparsa nella serie).

Chiudiamo con la nostra amata Twin Peaks: nell’ufficio dello sceriffo Truman (il fratello di Harry, molto malato e dunque sostituito) Hawk sta ancora cercando indizi su Cooper tra i file risalenti al caso Laura Palmer. Arriva proprio qui la scena da brividi (e mi stanno tornando mentre scrivo): Bobby Briggs è diventato un agente di polizia (!!) e, alla vista della storica foto di Laura, comincia a piangere pensando a tutti i ricordi che lo legano a lei (mentre il tema di Badalamenti si affaccia per la prima volta in questa stagione, procurandoci emozioni forti). Scopriamo inoltre che Garland Briggs è morto ai tempi in cui Cooper è sparito e che è stato proprio l’agente dell’FBI a vederlo per l’ultima volta (era forse Bob o il doppelganger di Cooper in cerca di informazioni?). Briggs tra l’altro muore in un incendio e il fuoco, come sappiamo, è qualcosa di molto caro ai demoni della Loggia Nera (ci sarà dunque un collegamento tra la morte di Briggs, l’incontro con Cooper e la morte in un incendio?). A contribuire al mood inconfondibile di Twin Peaks ci pensano ancora Lucy e Andy, che ci presentano loro figlio Wally (Michael Cera!), un biker che cerca di imitare Marlon Brando con pessimi risultati (Andy nella prima puntata ci aveva detto che suo figlio era nato lo stesso giorno del grande attore).

Se le prime puntate dunque sono servite come una sorta di premessa e di introduzione ai personaggi, vecchi e nuovi, in questo quarto episodio le cose cominciano a prendere una direzione (incomprensibile, ma pur sempre una direzione). Sappiamo che uno dei due Cooper deve essere eliminato, ci sono delle morti sospette (per overdose) tra gli adolescenti di Twin Peaks, Gordon Cole e Albert sanno che c’è qualcosa di molto strano intorno a loro, mentre il Cooper/Doug non riesce ancora ad uscire dal torpore. Tanta voglia di saperne di più e tanta attesa per i prossimi episodi.

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Vai alla recensione dell’episodio 5

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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