Capitolo 241

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Come al solito uno non si può distrarre un attimo e si ritrova con un altro capitolo pieno di film: 8 pellicole viste nelle ultime due settimane, complici i giorni di festa, il ponte del 25, quello del Primo Maggio e le ferie forzate. Mi sto lamentando? Giammai. Tre proiezioni stampa (prima di Cannes c’è sempre un bel pienone), due rewatch del passato, un paio di film su Netflix, una capatina al cinema e un bel po’ di episodi di serie tv, tanto per non farsi mancare niente. Via con la sigla, perché c’è molto di cui parlare.

Loro 1 (2018): Prima parte del nuovo film di Sorrentino. Il solito carrozzone di personaggi strambi, raccontati come sempre per mezzo di un’estetica cinematografica affascinante. Mi è piaciuto, ma tra i suoi ultimi film è forse il più debole.

A beautiful day (2017): Avevo aspettative clamorose per questo film, vincitore a Cannes per il miglior attore (gigantesco Joaquin Phoenix) e la migliore sceneggiatura. Saranno state le aspettative troppo alte, ma sui titoli di coda sono rimasto un po’ deluso, anche se nei giorni successivi il film mi è cresciuto parecchio. Bello ma non eccezionale.

Man on the moon (1999): Da tempo voglio vedere il documentario “Jim e Andy”, così ho pensato che sarebbe stato interessante rivedere il film di Milos Forman (anche per omaggiare il regista recentemente scomparso). Il documentario non l’ho ancora visto, ma il film a distanza di quasi due decenni mantiene intatta la sua genialità. Dopo averlo riguardato mi sono chiuso su youtube a vedere i video del vero Kaufman e, che dire, il film è incredibilmente fedele al personaggio.

Kodachrome (2017): Non sono molti i film capaci di raccontare bene la fotografia e, credetemi, in quanto fotografo appassionato di cinema ne ho visti a dozzine. Questo non è un capolavoro, anzi a tratti sa anche essere piuttosto prevedibile, però mi è proprio piaciuto molto. A parte la Olsen (che è la Olsen, se capite cosa voglio dire), il film ha un suo fascino, soprattutto quando Ed Harris parla di fotografia. Ottima anche la colonna sonora (e la frase “Puoi conoscere molto del passato di una persona dalla musica che ascoltava”). Su Netflix.

Loro 2 (2018): Seconda parte di quanto detto prima. Non saprei dire quale delle due pellicole sia superiore, fatto sta che Sorrentino sa come si fa cinema e questo dovrebbe bastare a soddisfare gli occhi. Per soddisfare tutto il resto però forse non è abbastanza.

L’Isola dei Cani (2018): Siccome l’anteprima stampa era stata a febbraio, ora che il nuovo film di Wes Anderson è al cinema sono tornato a vederlo. L’ho amato come fosse la prima volta e mi sono divertito un sacco, anche se conoscevo già ciò che sarebbe successo. Correte a vederlo.

Rimetti a noi i nostri debiti (2018): Primo film italiano prodotto da Netflix, una vera e propria perdita di tempo. Scritto maluccio, Giallini e Santamaria sembrano le brutte copie di loro stessi: ho davvero faticato a finirlo.

Manhattan (1979): Cosa dire di questo capolavoro se non che ogni volta che lo rivedi ti ricordi che è una delle cose più belle mai realizzate con una macchina da presa. Brividoni veri. Talmente bello che lo rivedrei pure adesso. Straordinario.

SERIE TV: Periodo piuttosto intenso da questo punto di vista. Ho finito “La casa di carta” e devo dire che, nonostante tutti i difetti e una sotto-trama sentimentale agghiacciante, mi è piaciuta abbastanza: non si sono inventati niente, ma alla lunga sa essere davvero coinvolgente. “Lost in space” invece l’ho abbandonata dopo due episodi, ho avuto l’impressione che non fosse proprio adatta alle mie corde. Ho visto anche due episodi di “The Rain”, la nuova serie Netflix, e al momento non so dire se alla fine sarà fighissima o una boiata pazzesca: per ora non mi ha preso particolarmente, ma essendo in totale composta da 8 episodi sono certo che la guarderò tutta. Ne riparleremo. Ancora: ho ricominciato lentamente a rivedere “Stranger Things” e niente, la prima stagione si conferma un capolavoro. Anche se so esattamente cosa succederà, in certe scene mi vengono i brividi, la pelle d’oca proprio. Per quanto riguarda “How I Met Your Mother” ormai sono a metà della penultima stagione, l’ottava, e continua a farmi un’ottima compagnia, anche se gli intrecci amorosi cominciano a lasciarmi un po’ perplesso. Però mi fa tanto ridere e dura poco, quanto basta per portarla nel cuore. So già che quando la finirò mi mancheranno tutti moltissimo (soprattutto Barney Stinson, ovviamente).

Kodachrome

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