Recensione “Solo – A Star Wars Story” (2018)

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Ron Howard riesce nella sfida più difficile: far sembrare credibile il suo protagonista. Il resto è cibo per i fan di Star Wars e penso che possa andarci benissimo così. Voglio dire, ci sono Chewbecca, il Millennium Falcon e Lando Carlissian, quanto basta per acquistare un biglietto e volare al cinema. Alden Ehrenreich deve aver studiato molto il volto e la gestualità di Harrison Ford, perché il suo Han Solo piace, è la canaglia che abbiamo sempre amato e, nonostante la diffidenza che potevamo riservargli, funziona.

Un giovane di Corellia, pianeta infestato dalla criminalità, cerca di fuggire dalla povertà e dal controllo del boss locale insieme alla sua amata ragazza Kira. Lui riuscirà a fuggire in qualche modo, mentre lei sarà catturata. Il ragazzo, Han Solo, si ripromette di diventare pilota e di tornare a salvarla: per farlo dovrà entrare a far parte di una banda di contrabbandieri.

Han Solo ci viene presentato a bordo di uno speeder, curioso visto che è più o meno lo stesso modo in cui nel 1973 ci venne presentato Ron Howard in American Graffiti di George Lucas. Il regista, tolti da tempo i panni leggendari di Richie Cunningham, ci regala sprazzi di ottimo cinema (l’assalto al treno è una delle cose migliori di questo film, un classico del western immerso nella “fantascienza obsoleta” di Star Wars) anche se, devo ammetterlo, se non ci fosse stato di mezzo l’universo di Guerre Stellari io questo film non sarei neanche andato a vederlo, ma sono tra quelli a cui basta veder volare il Falcon per bersi qualunque cosa. Per questo motivo posso parlare soltanto bene di questa operazione della Disney: è divertente, ha momenti di ironia e di ottimo coinvolgimento, serve sul piatto del fan più accanito tutto ciò di cui ha bisogno, compreso un viaggio verso Kessel in meno di 12 parsec o la celebre partita a Sabbac tra Han e Lando. Quando il Falcon si lancia a velocità luce, non possiamo far altro che tenerci forte alla poltroncina e rivivere tutto ciò che, su quello schermo, è già accaduto tanto tempo fa nella solita, mitica, galassia lontana lontana.

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