Capitolo 252

Se vi dicessi che negli ultimi dieci giorni ho visto dodici (12!!) film? Sembra incredibile anche a me, mi domando dove abbia trovato il tempo per farlo, come e quando sia successo. Causa di tutto ciò, va detto, è stato il rewatch della saga di Harry Potter (8 film!), che mi ha tenuto praticamente ogni sera appiccicato allo schermo: il resto è stata ordinaria amministrazione (un cinema, un’anteprima, roba così). Dodici film in dieci giorni e l’inverno che si avvicina. Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze del piumone.

Ready Player One (2018): Seconda visione a distanza di pochi mesi. Il film di Spielberg si conferma divertente, ammaliante nella costanza con cui ci regala riferimenti alla cultura pop anni 80-90 e funziona esattamente per questo. La scena di “Shining” continua a farmi strabuzzare gli occhi. Bello.

Thunder Road (2018): Colpo di fulmine totale. La vita di un agente di polizia precipita dopo il funerale di sua madre in cui improvvisa un balletto sulle note del capolavoro di Springsteen, che dà il titolo al film. Tenero in ogni sequenza, emozionante nel meraviglioso finale. Per ora non c’è traccia di un’uscita italiana, ma è impensabile non averlo da noi visto che sta macinando premi e successi in tutto il mondo. Stupendo.

Tutti lo sanno (2018): Riuscirà mai Farhadi a fare un brutto film? Non credo. Javier Bardem, Penelope Cruz e Ricardo Darìn in un dramma famigliare diretto da un regista due volte premio Oscar. Un film pieno di lati oscuri tra le strade di un’assolatissima campagna spagnola. Ricorda molto Almodovar, ma poi Farhadi ci mette del suo. Molto bello.

Widows (2018): Steve McQueen colleziona una serie incredibile di facce celebri per un film troppo ambizioso: alla fine non riesce a raggiungere il suo obiettivo e annega in un mare di cliché e situazioni paradossali. Steve, tieniti stretto l’Oscar per “12 anni schiavo”, perché mi sa proprio che un altro non lo rivedrai molto presto (o forse mai?).

Harry Potter (2001-2011): Mamma mia che rewatch fondamentale! Ai tempi li avevo visti tutti al cinema, ma un po’ perché era il mio periodo universitario (cioè la mia fase “film d’autore”), un po’ perché rosicavo di essere già grande e non potermelo godere appieno, insomma, non ero un fan della saga. Rivederli adesso, uno dopo l’altro (cosa fondamentale per non perdersi i pezzi, i nomi, le varie situazioni), è stata proprio una goduria! C’è molto da dire su quasi ogni film, si passa dall’avventura pura dei primi film (di Chris Columbus, che porta il suo stile anni 80, con i ragazzini che indagano sotto il naso degli adulti) a temi un po’ più dark con Cuaron (“Il prigioniero di Azkaban”, probabilmente il film più bello). Passano i film, gli anni, i ragazzi crescono a vista d’occhio e i film si fanno sempre più adulti (sangue, morti e momenti forti). La crema del cinema britannico fa a gara di bravura, da Richard Harris a John Hurt, da Alan Rickman a Maggie Smith, da Kenneth Branagh a Brendan Gleeson, da Emma Thompson a Gary Oldman, da Timothy Spall all’incredibile Ralph Fiennes (e molti altri, ci sono pure i Pulp!). Voglio una bacchetta. Subito. Ora.

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