Game of Thrones 8: Tenera è la Notte (Episodio 2)

Secondo episodio e secondo riassuntone. Devo riempire in qualche modo queste righe introduttive per rendere più dolce la transazione con la zona spoiler, nella quale entreremo a brevissimo. Tenera è la notte a Grande Inverno, la quiete dei protagonisti è la più classica delle premesse prima di una tempesta furibonda. Bene, direi che ci siamo. Mettiamo un bel punto alla fine di questa introduzione con il solito avviso: da qui in poi, si entra in Zona Spoiler, siete avvisati!

Ho trovato questo secondo episodio meraviglioso nella sua normalità: è l’ultima volta in cui potremo vedere i protagonisti rilassarsi, confrontarsi, conoscersi, raccontarsi, stare insieme uno di fronte all’altro e non fianco a fianco. La prima puntata si era conclusa con Bran che fissava Jaime, cosa che evidentemente si è protratta per una settimana (ma hanno già creato la pagina Facebook “Bran fissa cose”?, in caso contrario sappiate che voglio i diritti d’autore!). In questo nuovo episodio Bran continua a fissare Jaime, ma stavolta siamo nella sala principale del castello degli Stark, con Daenerys che racconta a Jaime di come da piccola raccontavano favole sullo Sterminatore di Re (a chi è carente di fosforo ricordiamo che propro Jaime aveva ucciso il Re Folle, ovvero l’ultimo Targaryen ad essere salito sul trono di spade), che un giorno lo avrebbero trovato e ucciso. Daenerys inoltre è irritata dal fatto che Cersei abbia tradito la causa e fa pesare la cosa a Tyrion. Anche Sansa è abbastanza nervosa dalla presenza di Jaime, reo di aver aggredito Ned Stark ai tempi, ad ogni modo ci pensa Brienne a garantire per il biondo Lannister, ormai da tempo diventato un uomo d’onore (e uno dei personaggi migliori della serie, possiamo dirlo). Mentre Bran continua a fissarlo, Sansa è convinta dalle parole di Brienne, Jon anche e Daenerys non può far altro che accettare Jaime nell’esercito dei “vivi”.

Tyrion si prende una lavata di capo da Daenerys, alla quale non solo le rode perché è circondata da un sacco di suoi ex-nemici, ma anche perché Jon sembra evitarla. Arya e Gendry si incontrano di nuovo nell’armeria, la piccola Stark sollecita l’amico nella costruzione nell’arma che gli ha commissionato. Lui le rivela di essere il bastardo di Baratheon e pensa che a lei non regga di affrontare i morti: Arya fa vedere subito di che pasta è fatta. Tra i due c’è una tensione particolare…

Jaime finalmente riesce a incontrare Bran in uno dei pochi momenti in cui il giovane Stark non sta fissando nessuno. Jaime gli chiede scusa per averlo reso disabile, Bran gli risponde che lo ha fatto per amore e per difendere la sua famiglia e che se Jaime non lo avesse fatto, lui sarebbe ancora Bran Stark. Quindi tutto a posto. Jaime non capisce e gli dice: “Perché, non lo sei?”. Eeeh, non più, non più. A proposito di Bran apro una piccola parentesi sulla bellezza della scrittura di questa serie: un personaggio totalmente marginale per tante stagioni, invalido, indifeso, si è evoluto in uno dei caratteri più interessanti, originali e gagliardi di questa stagione. Bran è un esempio di come un personaggio poco importante possa trasformarsi in un protagonista assoluto. Chiusa parentesi, andiamo avanti.

Continuano i preparativi per la grande battaglia, Jaime e Tyrion parlano del loro passato, della loro famiglia e dell’ironia nel trovarsi a difendere le mura di Grande Inverno. Parlano soprattutto di quanto sia stronza loro sorella, ma ormai questo è abbastanza chiaro per tutti. Ser Davos intanto distribuisce il rancio, incoraggia gli uomini a combattere e conosce una bambina tenace che gli ricorda tanto la sua amata Shireen, la figlia malata di Stannis Baratheon, sacrificata sul rogo al Signore della Luce per ordine di Melisandre. In questo episodio tutti parlano con tutti, preparandosi a ciò che sta per succedere. Jon si riunisce a Tormund e a Edd, che lo avvisano che l’arrivo dei Non-Morti è previsto per l’indomani (!). Una delle conversazioni più interessanti dell’episodio avviene tra Sansa e Daenerys: quest’ultima cerca di diventare amica di Lady Stark, tuttavia la Signora di Grande Inverno chiede alla Regina dei Draghi cosa sarà del Nord dopo che avranno battuto i Non-Morti e Cersei. Sansa ribadisce la sua domanda, quasi reclamando l’indipendenza, al che Daenerys fa la vaghissima: prevedo disastri. L’arrivo di Theon interrompe la conversazione, Sansa lo abbraccia e lo accoglie e “casa”: gli Stark rimasti, tra figli e figliastri, sono finalmente tutti riuniti.

Ora che ci sono tutti, è arrivato il momento di pensare ad una strategia: Jon teorizza che se riuscissero ad uccidere il Re della Notte, l’incantesimo che riporta i morti in vita sarebbe spezzato e potrebbero così vincere la guerra. Bran sa che il Re avversario lo vuole uccidere perché lui rappresenta la memoria e solo uccidendo la memoria si può far calare la notte (e dunque la morte) su ogni cosa. Il Corvo con Tre Occhi si propone dunque come esca: attirerà il suo avversario nel Giardino degli Dei (dove Theon si propone di difenderlo: fossi in Bran mi cacherei sotto). L’incontro si chiude con Daenerys che declassa Tyrion, allontanandolo dalla battaglia e costringendolo a chiudersi nella cripta con le donne e i bambini (“Se sopravviveremo avrò bisogno del tuo cervello”).

L’ultima notte prima del caos è piena di incontri inaspettati, come dicevamo. L’arrivo di Beric irrita il Mastino: “Sembra di trovarsi a un cazzo di matrimonio”, ma poi finiscono a bere insieme. Arya riceve finalmente da Gendry la sua arma (un cazzutissimo giavellotto, con il quale teorizzo che abbatterà il drago dei non-morti in qualche momento della battaglia), poi vuole perdere la verginità e così con Gendry la situazione si concentra su un altro giavellotto (scusate la battuta, vado a mettermi in silenzio in un angolo). Vicino al focolare Tyrion incontra Bran per farsi raccontare un po’ tutta la sua storia, quindi arriva Jaime e in breve i Lannister si riuniscono in chiacchiere con Pod, Brienne, Tormund e Davos. Il bruto fa lo spaccone e ci prova in tutti i modi con Brienne, che non se lo fila di striscio. Poi Jaime nomina Lady Brienne cavaliere (“non serve un Re per nominare un cavaliere, basta un altro cavaliere”): Brienne è felicissima, in tutta la sua vita non ha desiderato altro. In chiusura di scena c’è Pod che intona una canzone, uno di quei canti medievali pieni di malinconia e il momento è davvero molto commovente.

Verme Grigio parte per la battaglia, non prima di aver promesso a Missandei un futuro insieme. Mormont incontra sua cugina Lyanna (la bambina cazzutissima, ovvero Lady Mormont) che ovviamente non vuole rinunciare alla battaglia, nonostante le rimostranze del cugino (al quale Sam poco dopo regala la spada dei Tarly). Jon nel frattempo vuole rilegare lo stesso Sam nella cripta a difendere le donne, Sam afferma di essere l’unico ad aver ucciso un estraneo e dice che avranno bisogno di lui, al che Edd fa pensare al celebre ritornello di Sora Lella: “Namo bene annamo, proprio bene”.

Finalmente arriva la conversazione che tutti aspettavamo: Jon rivela a Daenerys la sua identità, Daenerys è scioccata, pensa che Jon stia dicendo una cazzata (anche io sarei stato scettico, in fondo a sapere il segreto sono il fratello di Jon e il suo migliore amico, sembra proprio una cosa acchittatissima). Dani dice che quindi Jon può reclamare il trono, Jon esita a rispondere e questa cosa non sembra entusiasmare Daenerys, poi i due sono interrotti: gli estranei stanno arrivando, la guerra di tutte le guerre sta per cominciare. La puntata si conclude con l’arrivo dei Non-Morti, che osservano Grande Inverno in lontananza. Mamma mia quanta gente sta per morire, non ero così fomentato per l’inizio di una battaglia dai tempi del Fosso di Elm de “Il signore degli anelli”.

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