Game of Thrones 8: Per chi suona la campana (Episodio 5)

Non è facile parlare del penultimo episodio de “Il Trono di Spade”. Arrivati a questo punto non sono tanto i personaggi caduti durante questa stagione a farci male, quanto non avere la possibilità di approfondire ancora di più la situazione, di non sapere pienamente ciò che succederà dopo il gran finale della prossima settimana. Andiamo a “rivederci” tutto l’episodio con il classico spiegone, cerchiamo di tirar fuori qualche teoria e di capire cosa è successo e cosa ancora succederà. Da oggi sentire le campane non sarà più la stessa cosa.

Il quinto episodio di questa ottava stagione di Game of Thrones si apre con Varys intento a scrivere una missiva in cui è rivelato il (non più) segreto di Jon Snow. Varys ha servito decine di re e regine diverse, sopravvivendo a tutti, per il semplice motivo che lui è un servitore del Trono, chiunque ci sia sopra. Questa volta però la sua cospirazione si spinge un po’ troppo in là, ci arriveremo tra poco. Da un breve scambio di battute scopriamo che Daenerys, dopo la morte del figlio-drago e di Missandei, non mangia più, non vuole vedere nessuno ed è chiusa nelle sue stanze a covare vendetta. Jon Snow giunge al castello via mare, annunciando che le sue truppe stanno per raggiungere Approdo del Re. Varys gli si fa incontro spiegandogli la situazione e i suoi timori nei confronti di Daenerys: “Quando nasce un Targaryen, gli Dei lanciano una moneta e il mondo trattiene il fiato”. Il “ragno” dice di non sapere bene da quale lato sia caduta la moneta di Dany, ma sa bene quale sia quello della moneta di Jon, che però ‘sto trono proprio non lo vuole: “She is my Queen” (aridaje).

Tyrion cerca di avvicinarsi lemme lemme da Daenerys che però lo blasta, dicendogli che Jon Snow l’ha tradita (!!!). Tyrion le dice che a tradirla è stato Varys, ma Daenerys replica che è Jon quello che ha sputtanato il segreto a Sansa, che l’ha detto a Tyrion, che l’ha detto a Varys, che sta praticamente scrivendo un post su Facebook per farlo sapere a tutti. Daenerys è infuriata con tutti questi chiacchieroni, lancia una frecciata a Sansa e ci mostra un volto abbastanza preoccupante. La notte seguente Varys viene prelevato dalle sue stanze e portato sulla scogliera dove Daenerys lo condanna a morte: mica con una decapitazione semplice, no, lo manda arrosto con una fiammata di drago. Il cervello di Jon lentamente comincia a muovere gli ingranaggi e dal suo sguardo sembra quasi dire: “Non è che niente niente mia zia è una stronza?”.

Daenerys riceve dunque Jon nelle sue stanze private, si lamenta che è sola, che Varys è morto per colpa di Sansa che manda in giro gossip peggio di una portinaia, che non si sente amata da nessuno e lui le ribadisce la fedeltà, le dice che sarà sempre la sua regina. Daenerys quindi prova a baciarlo, ma Jon si stranisce. Poco dopo tocca di nuovo a Tyrion provare a convincere Daenerys a non bruciare tutta Approdo del Re, con i suoi poveri e innocenti civili. Tutti tentativi inutili. La Regina dei Draghi vuole arrostire tutti per una questione di “pietà” e poi fa sapere a Tyrion che ha arrestato suo fratello Jaime: se il “folletto” la deluderà ancora per lui sarà l’ultima volta (frase che ricorda un po’ Darth Vader, non è un buon segno).

Nella notte Arya e il Mastino superano il campo, la piccola assassina dice che sta andando ad uccidere Cersei, il Mastino aggiunge che se Cersei muore stanotte non ci sarà nessuna guerra, nessun pericolo di morte per i soldati. I due quindi passano senza problemi. Tyrion invece, dopo una gag in lingua straniera, riesce a vedere Jaime e lo libera (si ripete, a parti inverse, la scena già vista nelle stagioni precedenti). Il piano di Tyrion è che Jaime vada a prendere Cersei, scendano da un passaggio segreto che porta alla spiaggia dove ci sarà una barchetta ad aspettarli (messa là da Davos, al quale Tyrion chiede sicuramente questo favore). Con la barca devono andare a farsi una vita a Pentos e lasciare così Westeros. Se Daenerys lo viene a sapere sono cavoli amari, Tyrion afferma che tuttavia migliaia di innocenti sono più importanti di un nano non proprio incolpevole. Una scena bellissima, il rapporto tra Tyrion e Jaime è sempre stato uno dei lati più riusciti della serie: i due dunque si abbracciano e in questa scena realizzo che ci siano alte possibilità che Tyrion possa morire nel prossimo episodio.

Tyrion ripete a Jon quello che aveva già detto alla sua regina: se l’esercito avversario capirà di aver perso si arrenderà e farà suonare le campane. Quindi “Se suonano le campane, richiama i tuoi uomini, vuol dire che si sono arresi”. Ribadisco: se suonano le campane, si devono fermare. Il buon Tyrion l’ha detto a Daenerys e l’ha detto a Jon, chi dei due gli darà ascolto? L’indomani comincia l’offensiva di Daenerys, prima distrugge la flotta di Euron con il fuoco del drago, che sorprende sia l’esercito che le sue balestrone ammazza-draghi. Quindi, sempre con Drogon sbraca le porte di Approdo del Re, distruggendo mezza compagnia dorata (l’esercito dei Lannister). Gli immacolati partono all’attacco, Arya e il Mastino intanto sono dentro e cercano di raggiungere la Fortezza dove ci sono Cersei e la Montagna, i loro due obiettivi. Jaime non è lontano da loro, ma trova i cancelli bloccati e quindi deve prendere il raccordo per raggiungere il passaggio segreto sulla spiaggia, ma stiamo all’ora di punta della battaglia e c’è un traffico clamoroso, manco fosse la Roma-Ostia alle 6 del pomeriggio.

Insomma, i “buoni” stanno avendo decisamente la meglio e l’esercito dei Lannister giustamente si arrende. Finalmente suonano le campane, evviva! La guerra è dunque finita senza vittime innocenti, il piano di Tyrion è riuscito e tirano tutti un sospiro di solliev… Ops! Daenerys si fa improvvisamente rodere il culo e parte comunque all’attacco, allestisce il barbecue arrostendo tutti: donne, bambine, anziani, poveri cristi a profusione. Gli immacolati quindi ripartono all’attacco e si mettono ad uccidere i soldati che si erano arresi, Jon cerca invano di fermare i suoi uomini, che sono ormai nel mezzo della ressa (quindi deve tenere a bada i suoi e al tempo stesso deve difendersi dall’attacco dei soldati nemici, che nel frattempo hanno ripreso in mano le spade per difendersi). Verme Grigio guarda male Jon, che finalmente sembra aver capito che è un idiota e che Daenerys è folle quanto suo padre (ovvero il nonno di Jon). Ci ha messo un paio di stagioni a capirlo ma forse finalmente ce l’abbiamo fatta.

Una piccola parentesi: i vestiti di Daenerys cominciano a scurirsi, lei che da 8 anni abbiamo visto praticamente sempre in bianco, in questa puntata indossa un abito scuro e nelle scene dell’attacco sarà vestita completamente di nero. Nella sua parabola rivedo un che di Star Wars e del labile equilibrio tra lato chiaro e lato oscuro. In poche parole, da oggi Daenerys è senza dubbio un Sith.

E allora Cersei? La Regina in carica è molto sicura di sé e della fortezza che non è mai caduta (ok, non è mai caduta, ma non ha neanche mai dovuto fronteggiare un drago incazzato!). Qyburn cerca di far ragionare Cersei che gli dice che va tutto bene, mentre sotto di lei va tutto a fuoco. Vabbè. Nel frattempo che succede? Mentre Daenerys continua a fare le puzze con l’accendino (vi ricordate che fiammate?) e a distruggere la città, il Mastino convince Arya a non seguirlo da Cersei, salvandole di fatto la vita. Arya rinsavisce, rinuncia alla sua vendetta e, per la prima volta da quando lo conosce (se non sbaglio), lo ringrazia. La piccola Stark fugge per la città in fiamme, cerca di salvare qualche vita ma finisce anche lei sotto la polvere e le macerie causate dall’attacco reiterato di Drogon e Daenerys. Il Mastino raggiunge Cersei ormai in fuga, ma tutto ciò che gli interessa è uccidere suo fratello, o quel che ne resta. La Montagna gli va incontro, Cersei gli dice di restare al suo fianco e Frankenstein in tutta risposta ammazza Qyburn, che in tutto questo bordello della guerra muore proprio da scemo. La Regina reggente quindi scappa e il Mastino la lascia andare: comincia così lo scontro tra i due fratelli Clegane. Sandor toglie l’elmo a Gregor, che si rivela un incrocio tra Varys, lo zio Fester e Anakin Skywalker (quello visto nel finale de “Il Ritorno dello Jedi”): il Mastino soccombe in una scena abbastanza splatter, cerca di uccidere in tutti i modi il fratello ma non ci riesce (“Ma non muori mai??”), decide allora di spingerlo giù dalla torre, dalla quale cadono insieme tra le fiamme (povero Mastino, tutta la vita ad evitare il fuoco e poi va a morire proprio in mezzo al rogo).

Cersei è sempre in fuga, stavolta da sola, ma finalmente viene raggiunta da Jaime (che è gravemente ferito dopo uno scontro sulla spiaggia in cui ha ucciso Euron). Lo sguardo di Cersei nel momento in cui vede Jaime mi ha mezzo commosso, è una scena bellissima, nonostante l’abbiamo detestata per tutta la serie, vederla in lacrime, con un figlio in grembo, tra le braccia di Jaime è qualcosa di davvero toccante. I due si abbracciano e muoiono insieme, ricongiunti proprio nel momento della fine. Che brividi!

La guerra sembra finita, Approdo del Re è rasa al suolo e sembrano quasi tutti morti. Anche se è una città fittizia mi fa male vedere quello splendore di King’s Landing distrutto. Arya si risveglia tipo a Pompei e, alzandosi in piedi, scorge uno splendido cavallo bianco (quello del capo dell’esercito dei Lannister, che si vede prima che Daenerys sbrachi le mura nemiche). Si avvicina, gli sorride e se ne va cavalcando, qui finisce la puntata. Ora, a meno di 90 minuti dalla fine di tutto Game of Thrones, le teorie sono innumerevoli. La cosa certa è che Daenerys ha sbroccato e si prospetta quindi uno scontro tra lei e Jon (anche Verme Grigio ha capito che Jon si sta tirando indietro, quindi sarà una battaglia inevitabile): la Regina dei Draghi probabilmente morirà nel prossimo episodio e sarà uccisa o da Jon o dalla stessa Arya e possibilmente uno dei due morirà nell’impresa. Il trono dovrebbe esser andato distrutto insieme alla città, quindi questa distruzione del simbolo della serie potrebbe essere significativa: nessuno sarà re? Potrebbe essere possibile uno stato federale con vari stati più o meno indipendenti (tipo Stati Uniti)? O forse una Repubblica retta sulla saggezza di Tyrion a sud e sulla temperanza di Sansa e Bran al nord? Tyrion manterrà la sua promessa e consegnerà Alto Giardino nelle mani di quel truzzo di Bronn? Drogon si ribellerà a Daenerys e rispetterà Jon, rifiutandosi di arrostirlo nel momento decisivo? Oppure sputerà fuoco e Jon sopravvivrà alle fiamme in quanto Targaryen? Ho altre mille domande in testa e altrettante teorie, ora sta tutto nel capire come fare a far passare questa settimana. Dopodiché sarà il vuoto, la nostalgia, il disagio totale. Ma di questo ne parleremo tra sette giorni. Per chi suonerà la campana?

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