Recensione “Cobra Kai 2” (2019)

Lo scorso anno la prima stagione di “Cobra Kai”, la serie tratta dalla saga cinematografica di successo “Karate Kid”, fu una delle grandi sorprese dell’anno. Quest’anno, dopo aver visto la magnifica seconda stagione, non si può più parlare di sorpresa: “Cobra Kai” è una delle cose più belle che vedrete sul piccolo schermo, per la sua autoironia e il tono leggero, in una serie tenacemente legata al suo passato anni 80 ma fiera di abbracciare le nuove generazioni. Si potrebbe dire che è un prodotto teen, come dicono quelli bravi, ma come si può etichettare “Cobra Kai” in una maniera così riduttiva se poi anche noi che viaggiamo intorno ai 40 ci siamo innamorati di questa serie?

La prima stagione si concludeva con la fine della scuola e il sorprendente ritorno in scena dell’indimenticabile Sensei John Kreese, il diabolico e malvagio maestro di Johnny in “Karate Kid”. Il nuovo Cobra Kai, forte della pietà e del desiderio di Johnny di concedere al suo maestro una seconda possibilità, gli apre le porte. Dall’altra parte Daniel LaRusso non intende restare a guardare, restaurando la palestra di karate che apparteneva al suo mitico maestro Miyagi. Se il Cobra Kai di Johnny, un anno fa rifugio dei perdenti e ora a metà strada tra scuola di bullismo e centro di formazione, insegna a reagire ai colpi della vita, il nuovissimo Miyagi Do di Danny prepara i suoi (pochi) studenti a difendersi dalle prepotenze. La rivalità tra le due scuole di karate, con i suoi bizzarri incroci (sentimentali e di sangue), sarà al centro di tutti e 10 gli episodi dell’estate che fa da sfondo a questa nuova ed esaltante stagione.

Tra i vari tuffi nostalgici nel passato fa capolino la modernità: Tinder, Facebook e la vita degli adolescenti si pone come contrappunto ideale ad un oceano di ricordi impossibile da prosciugare, il tutto all’intero di una quotidianità dove il confine tra bene e male, ma soprattutto tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, è sottile, labile, in costante mutazione. In tal senso il capolavoro si tocca negli ultimi due episodi di questa stagione, Yin e Yang di una serie che sta toccando vette inimmaginabili di simpatia, energia e affetto, con un frame conclusivo che ci lascia con la bocca aperta e il cuore a mille. Come diceva Barney Stinson in “How I Met Your Mother”, Johnny Lawrence è il vero personaggio positivo di “Karate Kid”: adesso ne abbiamo la certezza.

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