Capitolo 275

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Di ritorno dal viaggio, dove incredibilmente non ho visto film, e senza grandi impegni con serie tv particolarmente invadenti mi sono dedicato nuovamente alla mia attività preferita: guardare film. La buona notizia è che ho avuto tempo e voglia di tornare al cinema ed è sempre una cosa stupenda. La cattiva notizia invece… non c’è. Spoiler: un titolo di questa lista sarà presente anche nella classifica dei migliori del 2019. Avete già capito quale.

Diego Maradona (2019): Bellissimo documentario presentato a Cannes. Non parla minimamente di calcio, quanto dell’ascesa e della caduta di un uomo schiacciato dal peso della sua stessa leggenda. Inoltre ci sono gli anni 80 in tutto il loro fulgore (acconciature comprese). Gran film (è su Netflix).

Il petroliere (2007): Avevo visto questo filmone soltanto una volta al cinema, ai tempi, poi non avevo più avuto occasione di rivederlo. Fino ad oggi. Daniel Day Lewis giganteggia in uno dei film più belli di Paul Thomas Anderson.

L’ufficiale e la spia (2019): Sono andato a vedere il film di Polanski con un carico di aspettative forse eccessivo: si tratta di un film molto bello, questo sicuramente, ma avevo letto commenti talmente entusiasti che speravo in qualcosa di più. Ad ogni modo mi piacciono sempre molto i film che a fine proiezione mi fanno venir voglia di saperne di più su ciò che ho appena visto (grazie wikipedia). Una nota per il nuovo cinema Quattro Fontane: mai stato in una sala così comoda, applausi per questo rinnovamento.

78/52 (2017): Su Netflix c’è questo interessantissimo documentario che parla esclusivamente della scena della doccia in “Psyco”. La celebre scena viene letteralmente vivisezionata, frame per frame, da vari esperti del settore: attori, registi, la controfigura di Vivian Leigh e molti altri. Sorprendente la rivelazione di Scorsese: ha montato una scena di “Toro Scatenato” usando esattamente lo stesso montaggio e lo stesso tipo di inquadrature della doccia, dove al posto delle coltellate c’erano i pugni ricevuti da Jake LaMotta. Da vedere.

Storia di un matrimonio (2019): Domani esce su Netflix, eppure non ho resistito alla tentazione di vederlo con una settimana di anticipo, nel calore di una sala cinematografica che amo molto: il Nuovo Sacher. Nella poltroncina davanti a me c’era Nanni Moretti, che sui titoli di coda era in lacrime. Il film consacra definitivamente Noah Baumbach come uno dei più grandi autori di questo millennio cinematografico (Adam Driver inoltre è straordinario).

The Report (2019): A proposito di Adam Driver, ormai me lo ritrovo un po’ ovunque (e tra una decina di giorni lo rivedrò in Star Wars). Questo è il tipico film-inchiesta che ti fa indignare e che sfrutta lo slancio emotivo per coinvolgerti. Bello, ma non all’altezza dei recenti “Spotlight” e “The Post” (sarà perché l’inchiesta al centro della storia è condotta dal senato e non da un giornalista? Probabile, mi appassiono sempre da impazzire quando il protagonista è un giornalista). Su Prime Video, vale la pena di vederlo.

Dov’è il mio corpo? (2019): Scoperto quasi per caso su Netflix, è un film francese d’animazione di una poesia rara. Interrompete ciò che state facendo e guardatevelo subito: è di una bellezza disarmante. Non vi dico di più sulla trama perché non voglio rovinarvi la sorpresa. Fatemi sapere, poi (probabilmente) mi ringrazierete.

L’amore è eterno finché dura (2004): Avevo visto questo film di Carlo Verdone al cinema e mi era piaciuto molto. Ieri sera l’ho ritrovato in tv dall’inizio e, mentre finivo di fare alcune cose al computer, me lo sono rivisto. Ci sono molti dei tratti tipici del cinema “adulto” di Verdone, dalla musica anni 70 alle discussioni mediche, ben inseriti su una struttura divertente e ben scritta. Molto piacevole (forse il suo miglior film di questo secolo? A memoria mi verrebbe da dire di sì).

SERIE TV: Mi sto prendendo una bella pausa dalle serie tv. Per il momento sto seguendo solo l’appuntamento settimanale con The Mandalorian, che mi sta piacendo per la sua capacità di trasformare i cliché del cinema western all’interno di un’ambientazione fantascientifica (il quarto episodio è praticamente un omaggio a “I magnifici sette”, ovvero a “I sette samurai”). Ho cominciato la seconda stagione del godibilissimo Il metodo Kominski, con Michael Douglas e Alan Arkin, ma per ho visto soltanto un episodio. Domani però torna su Prime la Signora Maisel e non vedo davvero l’ora: è una delle mie serie tv preferite e sarà un po’ come tornare a casa.

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