
Quando se ne va un gigante come Robert Redford resti un momento fermo, spiazzato, a pensare per un istante che probabilmente si tratta di un caso di omonimia. Già, perché uno come Robert Redford è immortale, non può andarsene così, in un pomeriggio di settembre. Lui che ha regalato al cinema, alla Storia del Cinema, tanti ritratti straordinari, indimenticabili, da Johnny Hooker de La Stangata a Jay Gatsby di Il Grande Gatsby, da Hubbel Gardiner di Come Eravamo a Bob Woodward di Tutti gli Uomini del Presidente fino, ovviamente, a uno dei suoi personaggi più iconici, quella faccia da schiaffi di Sundance Kid nel meraviglioso Butch Cassidy, che ha dato il nome anche al Sundance Film Festival, patria del cinema indipendente. Senza Redford infatti, non ci sarebbe stato neanche il più importante festival cinematografico dedicato al cinema indie. Da non dimenticare anche la sua carriera come regista, grazie alla quale è riuscito a ottenere un premio Oscar per Gente Comune. Come di consueto, chiudiamo il nostro omaggio con alcune dichiarazioni celebri rilasciate dall’attore, che lascia un vuoto enorme in un mondo del cinema sempre più piccolo.
“Fai attenzione al successo: ha un lato oscuro”
“La gente dice che sono andato contro Hollywood, ma ho cercato di essere indipendente all’interno di Hollywood, ho cercato di essere me stesso“
“Invecchiando, impari certe lezioni di vita. Applichi quella saggezza e all’improvviso dici: ehi, ho una nuova prospettiva su questa cosa”
“Lavoro perché voglio lavorare. Il lavoro mi fa andare avanti”
“La narrazione è importante. Fa parte della continuità umana“
“Crea un legame emotivo con la tua storia, così da poterla raccontare. Se non riesci a trasmettere emozioni nella tua sceneggiatura, la tua storia non ha senso. La storia è la chiave“
“Ero appena arrivato a New York dalla California. Avevo diciannove anni ed ero emozionato oltre ogni limite. Ero uno studente d’arte e di recitazione e mi comportavo come la maggior parte dei giovani attori, il che significava che non esisteva un bravo attore, perché tu stesso non eri ancora arrivato”
“La tecnologia disponibile oggi per la produzione cinematografica è incredibile, ma sono fermamente convinto che tutto dipenda dalla storia”
“Da giovane disegnavo su un quaderno qualcosa che mi era successo nella vita e poi scrivevo qualcosa a parte su cosa era successo o sulla storia“
“Hollywood non era il posto che sognavo di raggiungere. Non ho mai potuto prendere sul serio l’ossessione che la gente ha di diventare una celebrità o di arrivare a Hollywood: sono nato lì accanto”
“Beh, ci sono queste cose chiamate libri… Sono come la TV per le persone intelligenti”
“Quando le cose diventano insormontabili, alcuni si arrendono, altri continuano senza altra ragione che continuare. Perché è tutto ciò che c’è da fare”


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