Recensione “Blaze” (2018)

Ethan Hawke scrive e dirige un biopic tenero e amaro al tempo stesso, inzuppato di malinconia, confermandosi un autore sensibile e versatile: per questo motivo tutto ciò che tocca è oro, che siano i romanzi che ha scritto, i personaggi che ha interpretato, i film che ha diretto. Qui cambia totalmente genere e registro, raccontando la storia di Blaze Foley, cantautore country ucciso a 39 anni, grazie al quale Ben Dickey si è portato via dal Sundance il premio come miglior attore.

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Recensione “Parasite” (“Gisaengchung”, 2019)

Guardare un film di Bong Joon-Ho senza sapere neanche un accenno di trama è sempre un’esperienza particolare: il regista di “Memories of Murder” e “Snowpiercer” sa come prendere deviazioni imprevedibili, ma la cosa più importante è che nel farlo non perde mai di vista il racconto. “Parasite” si presenta con la Palma d’Oro di Cannes sul curriculum, dove le differenze sociali e di classe sono al centro di una storia geniale nella sua originalità, spiazzante nel suo svolgimento e gratificante nella sua assurda risoluzione.

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Top 10 – Festa del Cinema di Roma 2019

Quest’anno al Festival ho visto soltanto 18 film (e pensare che dieci anni fa arrivavo a vederne quasi 30, non sono più il ghepardo di una volta). Visto che ad una Top 20 non arrivo e che una Top 5 sarebbe troppo poco, vi propongo una Top 10 molto contestabile. Non avendo visto tutto, ovviamente, ma abbastanza (a mio parere), come al solito la classifica è figlia del mio personalissimo punto di vista (cosa piuttosto scontata, ma sempre meglio ribadirla): non si tratta dunque dei dieci film più belli presenti alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema, quanto dei dieci film che ho amato di più, che mi hanno colpito di più, che ad oggi, dopo dieci intensi giorni all’Auditorium, mi sono rimasti addosso di più. Insomma, se non sarete d’accordo, commentate, dite la vostra e fatevi avanti! Per ogni eventuale approfondimento sui film potete leggere i miei diari di bordo giornalieri.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 10

Poche cose mi rendono malinconico come l’ultimo giorno alla Festa del Cinema. Esco dalla mia ultima proiezione, le luci dell’Auditorium sono accese e, mentre per il pubblico l’ultima notte di Festa sta per iniziare, io me ne torno mestamente verso la mia auto. Prima però mi costringo ad andare al bagno, così ho la scusa per farmi un’ultima passeggiata e per salutare un paio di persone lungo il tragitto. Magra consolazione, pochi minuti dopo vado via per davvero e chiudo così la mia (la nostra) quattordicesima edizione.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 9

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Siamo agli sgoccioli. Ultimo giorno pieno all’Auditorium, la bellezza di quattro film visti e la triste aria da fine della fiera. Sarà per lo spauracchio dello sciopero dei mezzi pubblici, sarà perché è il penultimo giorno e il fattore “sticazzi” scorre potente in molti di noi, fatto sta che le sale oggi, a differenza degli altri giorni, erano non proprio gremitissime (almeno per le proiezioni stampa al mattino, perché quelle aperte al pubblico, nel pomeriggio, erano abbastanza piene).

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 7 e 8

Come vi avevo già annunciato il diario del Giorno 7 ieri non c’è stato perché non mi sono recato all’Auditorium. Riassumerò la giornata di ieri in due righe: Jennifer Lopez fa lo spogliarello in Hustlers, ma soprattutto, e ripeto, soprattutto, c’era Gabriel Omar Batistuta alla Festa del Cinema e io non lo sapevo! Non lo sapevo!! Com’è possibile che mi sia sfuggita una cosa del genere è inspiegabile: presentava un documentario su di lui nella sezione indipendente Alice nella Città (motivo per cui non ne sapevo nulla, visto che il programma di Alice è differenziato rispetto al programma della Festa del Cinema). Sto impazzendo dalla frustrazione, ma vabbè, basta con il Giorno 7, passiamo a ciò che è accaduto oggi.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 6

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Dopo aver visto The Irishman e aver incontrato Martin Scorsese è davvero difficile scendere di livello. Ci puoi provare, ma di fronte ad un tipo di cinema che non solo non può giocare nello stesso campionato, ma che forse non è neanche lo stesso sport, puoi solo restare immobile, a contemplare la cima della montagna, pensando a quanto è stato bello esserci arrivati.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 5

Quinto giorno di Festa del Cinema: solitamente il lunedì è necessariamente un giorno moscio, dopo i fasti del weekend, ma oggi di moscio non c’è stato niente, a partire dal traffico del Lungotevere al mattino, che mi ha bruscamente riportato alla realtà. La proiezione stampa di The Irishman era stamattina alle 9 e l’obiettivo del giorno era di arrivare all’Auditorium entro le 8.30 per riuscire ad accaparrarsi i posti migliori (anzi, i posti e basta, vista la quantità di persone che non sono riuscite ad entrare in sala, per cui è stato deciso di fare una proiezione bis al Teatro Studio alle 9.30).

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Recensione “The Irishman” (2019)

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Martin Scorsese è come quell’amico che speri sempre di trovare ad una festa, perché senza di lui mancherà sempre quella certa atmosfera. Per fortuna il nostro alla Festa del Cinema di Roma si presenta eccome, con uno dei suoi film più chiacchierati (sia per la rimpatriata di attori che per la distribuzione su Netflix), che è puro Scorsese anni 80, forse meno iconico, volendo anche meno divertente, ma senza dubbio più maturo, più amaro, più malinconico, con una lunga riflessione sulla mortalità, sul passare del tempo e sul rimpianto.

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