Recensione “Un giorno di pioggia a New York” (“A Rainy Day In New York”, 2019)

Ci sono alcuni film che, se si vedessero senza sapere il nome del regista, si riuscirebbe comunque a riconoscerne la mano: ad esempio, se troviamo battute fulminanti, un’abissale nostalgia provocata da un pezzo jazz, atmosfere romantiche e situazioni paradossali, beh, facile pensare che stiamo vedendo un film di Woody Allen. “Un giorno di pioggia a New York” ha tutto ciò che abbiamo elencato sopra e tutto ciò che potremmo chiedere al regista newyorkese che, come spesso accade, più è vicino alla sua città e più riesce a regalarci un racconto ispirato (nonostante un finale un po’ troppo telefonato).

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Arriva “The Mandalorian”, tra classici western e guerre stellari

La nuova piattaforma streaming Disney+, che in Italia arriverà soltanto il 31 marzo del 2020, ha appena fatto il suo esordio negli Stati Uniti, con all’occhiello lo spin-off di Star Wars “The Mandalorian”, in cui racconterà in 8 episodi le gesta di un cacciatore di taglie proveniente dal pianeta Mandalore, la cui armatura, tipica del luogo, è stata resa celebre dal bounty killer Boba Fett nella trilogia originale (e in seguito da suo padre Jango Fett nel prequel).

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Capitolo 273

Winter is coming. Ma non così in fretta, anche se questo antipasto a base di pioggia torrenziale è un’ottima scusa per restare al caldo e all’asciutto per vedere e rivedere film. Riprendiamo le sani abitudini, che non fanno mai male. In questo capitolo quasi 6 film (vi spiegherò perché quasi) e il rewatch di una trilogia che porto nel cuore, nello stomaco, nella testa e in molte altre parti del corpo (no, quelle no). Spoilerone: ho finito Friends. Leggere per credere.

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Vedere “Friends” per la prima volta, 25 anni dopo

Negli anni 90 e poi nei 2000, quando “Friends” impazzava sugli schermi italiani, io non lo vedevo, se non sporadicamente quando malauguratamente mi trovavo a casa di qualche compagno/a di classe nell’orario in cui lo trasmettevano. Non l’ho mai visto prima di quest’anno, il 2019, in cui curiosamente ricorre il 25° anniversario della sit-com e devo dire che vederlo adesso ha tutto un altro sapore, nel bene e nel male.

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Recensione “Blaze” (2018)

Ethan Hawke scrive e dirige un biopic tenero e amaro al tempo stesso, inzuppato di malinconia, confermandosi un autore sensibile e versatile: per questo motivo tutto ciò che tocca è oro, che siano i romanzi che ha scritto, i personaggi che ha interpretato, i film che ha diretto. Qui cambia totalmente genere e registro, raccontando la storia di Blaze Foley, cantautore country ucciso a 39 anni, grazie al quale Ben Dickey si è portato via dal Sundance il premio come miglior attore.

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Recensione “Parasite” (“Gisaengchung”, 2019)

Guardare un film di Bong Joon-Ho senza sapere neanche un accenno di trama è sempre un’esperienza particolare: il regista di “Memories of Murder” e “Snowpiercer” sa come prendere deviazioni imprevedibili, ma la cosa più importante è che nel farlo non perde mai di vista il racconto. “Parasite” si presenta con la Palma d’Oro di Cannes sul curriculum, dove le differenze sociali e di classe sono al centro di una storia geniale nella sua originalità, spiazzante nel suo svolgimento e gratificante nella sua assurda risoluzione.

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Top 10 – Festa del Cinema di Roma 2019

Quest’anno al Festival ho visto soltanto 18 film (e pensare che dieci anni fa arrivavo a vederne quasi 30, non sono più il ghepardo di una volta). Visto che ad una Top 20 non arrivo e che una Top 5 sarebbe troppo poco, vi propongo una Top 10 molto contestabile. Non avendo visto tutto, ovviamente, ma abbastanza (a mio parere), come al solito la classifica è figlia del mio personalissimo punto di vista (cosa piuttosto scontata, ma sempre meglio ribadirla): non si tratta dunque dei dieci film più belli presenti alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema, quanto dei dieci film che ho amato di più, che mi hanno colpito di più, che ad oggi, dopo dieci intensi giorni all’Auditorium, mi sono rimasti addosso di più. Insomma, se non sarete d’accordo, commentate, dite la vostra e fatevi avanti! Per ogni eventuale approfondimento sui film potete leggere i miei diari di bordo giornalieri.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 10

Poche cose mi rendono malinconico come l’ultimo giorno alla Festa del Cinema. Esco dalla mia ultima proiezione, le luci dell’Auditorium sono accese e, mentre per il pubblico l’ultima notte di Festa sta per iniziare, io me ne torno mestamente verso la mia auto. Prima però mi costringo ad andare al bagno, così ho la scusa per farmi un’ultima passeggiata e per salutare un paio di persone lungo il tragitto. Magra consolazione, pochi minuti dopo vado via per davvero e chiudo così la mia (la nostra) quattordicesima edizione.

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Festa del Cinema di Roma 2019 – Giorno 9

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Siamo agli sgoccioli. Ultimo giorno pieno all’Auditorium, la bellezza di quattro film visti e la triste aria da fine della fiera. Sarà per lo spauracchio dello sciopero dei mezzi pubblici, sarà perché è il penultimo giorno e il fattore “sticazzi” scorre potente in molti di noi, fatto sta che le sale oggi, a differenza degli altri giorni, erano non proprio gremitissime (almeno per le proiezioni stampa al mattino, perché quelle aperte al pubblico, nel pomeriggio, erano abbastanza piene).

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