Capitolo 272

La mezzanotte è scoccata da pochi secondi e ho appena compiuto 38 anni. Non è una grande cosa, ma trovo divertente che arrivi il mio compleanno e io mi trovi qui a scrivere di cinema. Deve pur significare qualcosa. Al di là di questo, ultimo capitolo prima della Festa del Cinema, ovvero di quei miei dieci giorni all’anno in cui il mondo si ferma e l’Auditorium diventa il centro dell’universo. Ma di questo parleremo da domani. Torniamo a noi, a me, alla vita (da cinefilo).

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Recensione “El Camino” (2019)

L’attesa è finita: 6 anni dopo la fine di “Breaking Bad” possiamo finalmente conoscere il destino di Jesse. Il film è esattamente come ce lo si poteva aspettare, almeno da un punto di vista narrativo: 80% fan service, 20% vero film. Per usare le parole dello stesso Vince Gilligan, creatore della serie e regista del film, “El Camino” è un costante deja vu, una rimpatriata di volti noti che scorre davanti allo schermo, tra passato e presente.

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Festa del Cinema di Roma 2019: Tutti i Film della Selezione Ufficiale

Dal 17 al 27 ottobre torna la Festa del Cinema di Roma presso l’Auditorium Parco della Musica. Una quattordicesima edizione che si preannuncia spettacolare, sia per i tantissimi ospiti internazionali (per dirne alcuni: Bill Murray, Wes Anderson, Martin Scorsese, Edward Norton, Ethan Coen, Benicio Del Toro, Ron Howard, John Travolta, Viola Davis, Kore-Eda Hirokazu e moltissimi altri) sia per l’ottima selezione di film, su cui spicca l’attesissimo “The Irishman”, il film di “Downtown Abbey” o, per gli appassionati del Boss, il documentario “Western Stars”. Andiamo a vedere le schede e le trame di tutti i film presenti nella selezione ufficiale della Festa, ormai imminente.

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Recensione “Joker” (2019)

Anche in una macchina perfettamente oliata, la rottura di un ingranaggio può provocare gravi disastri. Se poi quella macchina è la società in cui viviamo, la follia di uno dei suoi ingranaggi può allora destabilizzare l’intero sistema: secondo la Treccani infatti la società è un “Insieme di uomini organizzato sulla base di un sistema più o meno strutturato di rapporti naturali, economici, culturali, politici”. Ma cosa succede se i rapporti sono sbilanciati, crudeli, oppressivi?

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Capitolo 271

Finalmente è arrivata la mia stagione preferita: l’autunno. Oggi mi arriva anche il divano per la casa nuova e la squadra divano/autunno/film sarà finalmente pronta per scendere in campo. Nel frattempo, come vi dicevo, mi sto liberando della mia collezione di dvd per passare o al blu ray o direttamente al noleggio online, per questione di spazio e di qualità. Più di 200 dvd da portare a vendere al mercatino dell’usato. Ieri li stavo tirando fuori dalle scatole e ho cominciato a ricordare dove mi trovavo e in che occasione ho comprato gran parte dei film che possiedo: il cofanetto de “La Storia Infinita” comprato la prima volta che sono stato a Napoli o il dvd di “Fino all’ultimo respiro” che trovai su una bancarella di Parigi, per fare un esempio. Toccare quei cofanetti con mano è stato un bel viaggio nel passato. Ad ogni modo, no regrets!

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“Motherless Brooklyn” aprirà la Festa del Cinema di Roma 2019

Manca meno di un mese alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma e ogni giorno piovono importanti novità sul programma. La notizia di oggi riguarda il film d’apertura e una nuova masterclass: ad aprire la Festa il 17 ottobre sarà “Motherless Brooklyn”, di e con Edward Norton, che sarà anche protagonista di un incontro speciale il giorno successivo. L’attore e regista si aggiunge alla lista delle star che calcheranno il tappeto rosso dell’Auditorium durante l’evento: oltre a lui infatti sono stati già annunciati Bill Murray, Wes Anderson, Olivier Assayas, Ron Howard, Bret Easton Ellis, Kore-eda Hirokazu e Bertrand Tavernier, mentre altri nomi sono in attesa di essere annunciati.

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Recensione “Yesterday” (2019)

Seppur diretto da Danny Boyle, “Yesterday” è un film di Richard Curtis a tutti gli effetti. Il problema con Curtis, in questo caso sceneggiatore, è che ti fa sempre innamorare delle sue protagoniste: la Keira Knightley di “Love Actually” è sempre da qualche parte nei miei sogni più romantici, Marianne di “I love Radio Rock”, presentata sulle note di Otis Redding, mi fa ancora battere il cuore, per non parlare di Rachel McAdams in “Questione di tempo”, che è la donna da amare per eccellenza. Vedete, i film di Richard Curtis, che abbia firmato la sceneggiatura o la regia, mi hanno aiutato a innamorarmi, su questo non c’è dubbio. Parafrasando Nick Hornby: vedevo un suo nuovo film, con una scena che mi scioglieva dentro, e prima che me ne accorgessi stavo già cercando qualcuna, e prima che me ne accorgessi, l’avevo già trovata. Il cinema di Richard Curtis ti fa perdere in una specie di trasognamento e a quel punto hai bisogno di qualcuna da sognare, e poi la trovi, e allora, beh, cominciano i guai.

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Recensione “C’era una volta… a Hollywood” (“Once Upon a Time… in Hollywood”, 2019)

Quando sei in sala e ti viene voglia di applaudire durante la proiezione, significa che stai guardando un film di Quentin Tarantino. “C’era una volta… a Hollywood” amplia ancor di più gli orizzonti del cineasta californiano, che stavolta mette su un enorme omaggio al cinema degli anni 60, riuscendo ad emozionarci per poi farci esplodere in risate fragorose. In oltre due ore e mezza troviamo un po’ di tutto: dal consueto citazionismo spinto (tra cui il periodo d’oro dei western all’italiana) a personaggi reali inseriti in un contesto che si può definire solo con un aggettivo: tarantiniano.

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