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Recensione “State of Play” (2009)
Una volta Filippo Sacchi ha scritto che al cinema conta soltanto una cosa: il cinema. Così come in amore conta una cosa soltanto: l’amore. Soprattutto per questo motivo l’ultimo lavoro di Kevin Macdonald merita tutti i nostri consensi: perché nonostante un colpo di scena finale un po’ forzato e una struttura narrativa che non aggiunge…
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Recensione “Il Bambino con il Pigiama a Righe” (2008)
Un tema come la Shoah è sempre delicato da trattare, in più infilare all’interno di questa cornice una storia immaginata è compito non semplice, soprattutto se legata al tema dell’infanzia. Il cinema continua per fortuna a proporre film ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale: ogni opera che aiuti a ricordare (ricordare nel senso di “non…
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Recensione “Romanzo Criminale” (2005)
Tre grandi sequenze temporali dividono questa splendida epopea tutta italica: il Libanese, il Freddo, il Dandi. Il buono, il brutto, il cattivo? No, semplicemente il cattivo, il cattivo, il cattivo; perché in questa storia non ci sono eroi. Michele Placido riunisce alcune tra le migliori facce del cinema nostrano per ricreare i volti della banda…
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Recensione “The Millionaire” (2008)
Sembra incredibile, ma questo film è la prova di come si possa realizzare un film sull’amore, sul disagio giovanile, sulla povertà, sulla voglia di sognare, sulla famiglia, sulla vita di tre persone, mettendo alla base di tutto la partecipazione a un quiz televisivo. Danny Boyle realizza la sua opera più matura, insinuando il dubbio che…
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Recensione “M il Mostro di Dusseldorf” (1931)
L’alfabeto dei serial killer cinematografici, a differenza di ogni normale convenzione, comincia dalla lettera M, una lettera che basta da sola ad evocare cinema, arte, espressionismo tedesco ed il fischio inquietante di un assassino di bambini. M, come il meraviglioso film di Fritz Lang del 1931, girato quattro anni dopo un altro capolavoro dello stesso…
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Recensione “Factotum” (2005)
Tratto dal romanzo omonimo di Charles Bukowski, Factotum è un film particolare, intenso, sofferto: aggettivi che facilmente si potrebbero accostare alla figura dello stesso Bukowski, un artista che nella sua carriera ha stravolto volutamente il concetto di american dream, raccontando la quotidianità di un’America sofferente, disagiata, della quale si è sempre fatto cantore. Henry Chinaski…
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Recensione “$ 9,99” (2008)
Ecco qui la vera sorpresa del Festival del Cinema di Roma: l’opera prima di Tatia Rosenthal, uno splendido film d’animazione girato interamente in stop-motion, dove i personaggi sono dipinti e caratterizzati talmente bene che è fin troppo facile affezionarsi ad essi, alle loro incertezze e alle loro passioni. 78 minuti di bellezza per gli occhi…
