Tag: significato
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Recensione “May December” (2023)
L’espressione che dà il titolo al film, May December, si usa per descrivere una relazione in cui c’è una grande differenza di età. Il “May” di questa storia è Joe, quasi quarantenne, sposato ormai da oltre due decenni con Gracie, la “December” sessantenne, finita in carcere dopo aver intrattenuto una relazione sessuale con Joe quando…
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Recensione “Past Lives” (2023)
C’è una parola coreana, in-yun, che si potrebbe tradurre grossomodo come “provvidenza” o “destino”, inteso esclusivamente come quello che lega due persone. Se camminando per strada sfiorate accidentalmente il vestito di un’altra persona, quello è in-yun, ovvero l’incontro tra due esseri umani che, in qualche modo, si sono già incrociati nelle loro vite passate e…
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Recensione “La Zona d’Interesse”: Il Male Quotidiano
Anche il male ha una sua quotidianità, una sua routine, una vita apparentemente normale. Jonathan Glazer ci dimostra che un’atrocità può avere molte forme e può essere perfettamente mostrata pur trasferendo tutta la sua agghiacciante potenza dall’occhio alle orecchie dello spettatore. Spesso, se non sempre, il cinema ha raccontato la Shoah sottolineando la violenza, la…
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Recensione “How To Have Sex” (2023)
L’adolescenza, ça va sans dire, è un’età complicata. Talvolta è un luogo carico di promesse ma anche di delusioni, un’isola dove può capitare di naufragare, soprattutto nel momento in cui ci si rende conto di non essere all’altezza dei propri sogni d’infanzia o, più semplicemente, delle aspettative che gli altri ripongono in noi. La trentenne…
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Recensione “Povere Creature!” (2023)
Vi siete mai chiesti come sarebbe stato crescere, fare nuove esperienze, dunque vivere, senza l’influenza di sovrastrutture sociali, vergini di ogni comportamento di facciata, semplicemente abbandonati e dediti alla pura e semplice ricerca di un’emozione, di un’avventura, di qualcosa di nuovo e mai provato? Bella Baxter, novella creatura di Frankenstein, prova a mostrarci qualcosa del…
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Recensione “Perfect Days” (2023)
C’è una canzone di Simon e Garfunkel che si chiama I Am a Rock. Non è inclusa nella splendida selezione musicale del protagonista, Hirayama, decisamente più propenso al rock anni 70, ma il testo di quella canzone mi ha fatto pensare molto al meraviglioso personaggio del nuovo film di Wim Wenders. Nella canzone del duo…
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Recensione “The Holdovers” (2023)
Mentre guardavo il sempre strepitoso Paul Giamatti nell’ultima opera di Alexander Payne, mi piaceva pensare che la storia di questo suo Paul Hunham desse idealmente seguito all’indimenticabile Miles Raymond di Sideways, uno dei personaggi migliori visti al cinema negli ultimi vent’anni. Paul, come Miles, è un insegnante di liceo con addosso un vago velo di…
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Recensione “Un Colpo di Fortuna” (2023)
Nel bellissimo Basta che Funzioni, Larry David chiudeva il film rompendo la quarta parete e confessando agli spettatori che “più di quanto vogliate accettare è la fortuna a governarvi”. Nell’indimenticabile Match Point invece, oltre a preferire avere fortuna che talento, Jonathan Rhys Meyers afferma che “la gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna…
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Capitolo 363: Finché C’è Loach, C’è Speranza
Un capolavoro del cinema giapponese, un film del Bhutan, un’imponente produzione statunitense, un indie movie made in USA, un film britannico, un cult del cinema italiano, un regista tedesco in Inghilterra, un film indipendente italiano che strizza l’occhio al cinema di Hong Kong. Quanto si viaggia bene a bordo di questo treno cinefilo, si gira…
