Capitolo 316

Ultimo capitolo prima dell’estate, ultimo racconto prima del mio tradizionale trasferimento estivo in Puglia, in quel di Monopoli, dove non appena finiranno gli Europei di calcio potrò finalmente tornare a guardare film, che poi è il motivo principale per cui ho visto soltanto 5 film negli ultimi 18 giorni (e meno male che due li…

Recensione “Médecin de Nuit” (2020)

Una Parigi notturna, cupa e ostile, uno strepitoso Vincent Macaigne, medico di notte solitario, malinconico ma determinato. Una regia che pedina costantemente il suo antieroe Mikaël, una sorta di cowboy urbano, tra i labirinti di una città popolata da personaggi cagionevoli, di salute o di sentimenti. Una delle belle sorprese della Selezione Ufficiale di Cannes…

Capitolo 314

I cinema sono nuovamente aperti! Che gioia, che piacere, che felicità! Ho avuto occasione di tornare in sala per il nuovo film di Woody Allen ed è stata una sensazione bellissima, di puro amore per quello schermo luminoso circondato di oscurità, respiri, risatine, reazioni. Cosa ci siamo persi per tanti mesi, speriamo di non dover…

Recensione “Rifkin’s Festival” (2020)

Dopo quasi sei mesi torniamo in una sala cinematografica ed è stato un po’ come rinascere, anche se una proiezione stampa è un’esperienza diversa dalla pura fruizione da spettatore, vedere un film su grande schermo è una cosa che non può assolutamente mancare per così tanto tempo nella vita di una persona. Appena si sono…

Recensione “Un altro giro” (“Druk”, 2020)

Thomas Vinterberg e Mads Mikkelsen tornano a collaborare otto anni dopo il meraviglioso “Il Sospetto” e riescono nuovamente a colpire perfettamente nel segno. “Un altro giro” è una sorta di commedia nera a tinte drammatiche, in cui l’applicazione di una bizzarra teoria cambierà totalmente le vite di quattro amici e colleghi. Al centro della storia…

Capitolo 310

Non ci sentiamo da un po’ a quanto pare. Soprattutto perché nelle ultime tre settimane ho visto soltanto otto film, quindi ho aspettato un po’ prima di propinarvi un altro capitolo di questa vita da cinefilo che senza cinema e anteprime stampa sta un po’ latitando. Vi avviso: sarà un capitolo un po’ svogliato, mi…

Recensione “Minari” (2020)

Minari è una resistentissima erba coreana capace di crescere dappertutto, ovunque venga piantata. Una metafora piuttosto interessante se rapportata alla famiglia protagonista della storia, di origine per l’appunto coreana, che ha appena lasciato la California per inseguire il sogno lavorativo del capofamiglia, Jacob, deciso a costruire una fattoria nel mezzo dell’Arkansas. Un’altra metafora è quella…