Annunciato “Ghostbusters 3”, ecco il trailer!

Giornata da ricordare per i fan degli anni 80. Nel pomeriggio è stato annunciato, tramite il teaser che vedete in fondo all’articolo, un nuovo sequel per i “Ghostbusters”: stavolta non parliamo del reboot al femminile di pochi anni fa, si tratta proprio di un sequel per il capolavoro originale del 1984 firmato Ivan Reitman.

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Recensione “La Favorita” (“The Favourite”, 2018)

Yorgos Lanthimos continua la sua ascesa nel Cinema con la C maiuscola e la sua bravura sembra non avere limiti, se non quelli che si pone lui stesso. Il regista greco stavolta si affida ad una coppia di sceneggiatori (che aggiungono molta ironia allo stile di Lanthimos, tipicamente cupo), spostando la sua attenzione all’interno della corte della Regina Anna, nel XVIII° secolo.

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In arrivo un film su David Bowie?

L’8 gennaio del 1947 a Londra nasceva una leggenda: David Robert Jones, da tutti conosciuto come David Bowie, scomparso il 10 gennaio di due anni fa e ancora, ovviamente, nei pensieri di tutti gli appassionati di musica e anche di cinema. Non solo non smetteremo mai di ascoltare le sue canzoni, ma non smetteremo neanche di rivedere i suoi film: da “Labyrinth” a “Fuoco cammina con me”, da “L’ultima tentazione di Cristo” a “The Prestige”. Oggi che sarebbe stato il suo compleanno, ci poniamo una domanda: cosa stanno aspettando a fare un film sul Duca Bianco? In realtà l’arrivo di un biopic su Bowie è più vicino di quanto si pensi.

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Recensione “Funny Ha Ha” (2002)

A proposito di film invisibili, sono riuscito finalmente a recuperare una pellicola che mi stava particolarmente a cuore: l’esordio cinematografico di Andrew Bujalski nonché il film che ha aperto le porte al genere mumblecore (a suo modo già introdotto dieci anni prima dal primo Linklater di “Slacker”). Proprio Bujalski ha coniato il termine “mumblecore” durante un’intervista per Indiewire e il suo “Funny Ha Ha” racchiude esattamente tutte le caratteristiche tipiche di questo sotto-genere del cinema indipendente: ambientazioni (dalla scenografia alla fotografia) reali e non ricostruite in studio, attori non professionisti o quasi, personaggi tra i 20 e i 30 anni, temi riguardanti le relazioni sociali dei protagonisti, le insicurezze e le difficoltà della generazione post-universitaria e soprattutto un uso quasi smodato della parola, del dialogo, praticamente onnipresente.

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Capitolo 256

Non sono mai stato un amante delle feste natalizie, però cavolo, che bello avere il tempo per vedere 8 film in 8 giorni. Altro capitolo ricchissimo di visioni (4 rewatch e 4 inediti), compreso l’ormai tradizionale film di capodanno, di cui vi parlerò più avanti. Nel ribadirvi gli auguri per il nuovo anno, vi lascio immediatamente ai commenti ai film, perché c’è tanta bella roba.

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Recensione “Homecoming” (2018)

Se cercate una serie da vedere tutta d’un fiato, coinvolgente e al tempo stesso rapida, “Homecoming” è la risposta. Dieci episodi, ciascuno di circa trenta minuti, senza alcuna sotto-trama riempitiva, tutti ricchi di tensione e, nonostante il ritmo compassato, pieni di contenuti. La serie creata da Eli Horowitz e Micah Bloomberg potrebbe essere un buon oggetto di studio per una scuola di sceneggiatura: sin da subito viene mostrata un’indagine a proposito di qualcosa che è successo, che però sarà rivelato solo nel finale, fornendoci puntata dopo puntata qualche elemento in più per assemblare il puzzle finale.

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Recensione “Benvenuti a Marwen” (“Welcome to Marwen”, 2018)

Sarà capitato a molti di noi, in un momento di difficoltà, di trovare consolazione in qualcosa di creativo, o più in generale nell’arte. C’è magari chi, dopo un lutto, si è messo a dipingere, chi, dopo aver rotto con una ragazza, ha cominciato a scrivere un romanzo, oppure semplicemente chi ha trovato rifugio nelle canzoni o nei film per sconfiggere i propri demoni del momento.

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Recensione “Suspiria” (2018)

L’atteso “Suspiria” di Luca Guadagnino è un film che vive di pulsioni e istinto, di angosce e agitazioni. È un remake sorprendente, che probabilmente dividerà i cultori del film originale di Dario Argento, così ben radicato nell’immaginario cinematografico da rendere rischioso e pericoloso qualunque tentativo di riarrangiamento. Guadagnino eppure nell’occhio del ciclone sembra sentirsi a suo agio e riesce a realizzare qualcosa di totalmente nuovo, pur restando fedele al mistero di un film che tutti abbiamo visto e amato.

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Capitolo 254

Dicembre. L’autunno scivola rapidamente verso l’inverno e, con esso, si avvicina anche il Natale. Questo significa che si avvicina il momento di stilare la classica Top 20 e che quindi ho circa due settimane per recuperare tutti i film “papabili” che ancora non ho visto quest’anno (tipo, giusto per citarne alcuni, “Roma”, “A Star is Born”, “Cold War” e soprattutto “Summer”, che probabilmente non riuscirò a vedere). Due settimane e poco più per la classificona di fine anno. Ce la posso fare.

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