Capitolo 130

Si avvicina inesorabile il Natale, la neve cade educatamente su Roma, al cinema c’è talmente poco da vedere che per trovare bei film bisogna rifugiarsi in dvd e proposte del digitale terrestre (al cinema però c’è “American Life” che è davvero da vedere). Effettivamente Cinema e Natale sono due parole che non dovrebbero mai trovarsi nella stessa frase.

NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE (2009): Io amo questo film, ed è solo la seconda volta che lo vedo. Amo la musica, la luce crepuscolare, i personaggi, il fatto che una banda di mostri pelosi abbia paura della tristezza e della solitudine. Un fantasy malinconico, c’è chi ne ha parlato come “La storia infinita” degli anni 2000, e potrebbe non essere una cattiva definizione. Splendido.

NIENTE DA NASCONDERE (2005): Comprato il dvd a 3 euro su una bancarella, mi sono fidato del nome del regista, Michael Haneke, del cast (Auteuil-Binoche), e della storia. Il finale è spiazzante, apertissimo, e a pensarci bene è proprio un bel finale. Buon film, lancia il sasso e nasconde la mano, suona al citofono e poi scappa, come facevamo noi da bambini, e questo è in qualche modo inquietante. Regia splendida, ma questo era prevedibile.

BIUTIFUL (2010): Unico film visto in sala di questa settimana, proiezione stampa, visto che nelle sale italiane lo vedremo a febbraio. Basterebbe il titolo distorto per descrivere l’ultima opera di Inarritu: bellissima. Javier Bardem si carica sulle spalle questo bel paio d’ore di viaggio nell’animo di un uomo pieno di contraddizioni, in cerca di redenzione. Il suo cammino all’ombra della luce eccelle per intensità, qualità, emozioni, in una Barcellona che i turisti non sanno neanche che esiste. Grandioso.

I GATTI PERSIANI (2009): Vi concedo un’anticipazione, questo film è nella mia Top 10 dei migliori del 2010, e scusate se è poco. Un viaggio nell’universo musicale underground di Teheran, dove il governo vieta addirittura di suonare musica indie rock. Una ricerca entusiasmante tra cantine e stanze nascoste, per trovare i componenti di una band che vuole espatriare per realizzare i propri desideri di musica e libertà. Film girato interamente senza l’autorizzazione governativa, quindi di nascosto. Un gioiello.

AMERICAN BEAUTY (1999): Quando ancora andavo a scuola, una decina di anni fa, Lester Burnham era uno dei miei miti personali. Lo avevo dimenticato in questi anni, e ora che ho rivisto questo film, mentre Roma accusava i colpi di una pioggia battente, ho riscoperto perché. Perché il Lester di Kevin Spacey è un uomo medio che riscopre la gioia e la spensieratezza della vita alla giornata, perché dice tutto ciò che pensa, perché è un uomo rinato e ai tempi era una sorta di modello di come volevo essere. Forse. C’è una frase che ho riscoperto rivedendo il film, e che mi piace moltissimo: «È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilità di sorprenderti. Ti fa chiedere cos’altro puoi fare che ti sei dimenticato».

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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