Capitolo 136

So che non vi siete preoccupati, ma è mio dovere rassicurarvi: non preoccupatevi dunque, la rubrica non è diventata bisettimanale, semplicemente il vostro cinefilo viaggiatore ha saltato l’appuntamento della scorsa settimana a causa delle birre di Bruxelles, e anche a causa delle patatine fritte. Ma ora sono nuovamente nella città eterna, per raccontarvi cosa ho visto nelle ultime due settimane. E questo è quanto.

INCENDIES – LA DONNA CHE CANTA (2010): Film canadese candidato all’Oscar per il miglior film straniero. Mi ha sorpreso sin dall’inizio, con una scena in un orfanotrofio del medioriente accompagnata dalle melodie dei Radiohead. Inizialmente si fa un po’ fatica ad entrare nel film, ma in realtà la storia della donna che canta è sempre più coinvolgente, fino ad un finale spaventosamente bello. Da vedere.

FRANKENSTEIN JUNIOR (1974): Bella l’iniziativa di riproporre i grandi classici del passato al cinema, magari è un modo per riavvicinare la gente al cinema, e soprattutto per far conoscere ai più giovani cos’era il Grande Cinema. Fatto sta che sono andato a rivedere in sala questo capolavoro di Mel Brooks, che immagino abbiate tutti visto, perché se no non so davvero cosa ci facciate su questa pagina. Si-può-fare!

BRAVEHEART (1995): Forse è il film che ha fatto esplodere in me la passione per il cinema, e per uno che intitola la sua rubrica “Una vita da cinefilo”, non è affatto poco. Per tutta l’adolescenza è stato il mio film preferito, soppiantato poi da “Gli Intoccabili” e da Kubrick, ed era un po’ di tempo che desideravo rivederlo. L’ho trovato in tv al mio ritorno da Bruxelles e seppur distrattamente (ovvero con il pc acceso sulle ginocchia), l’ho finalmente rivisto. Ricordo ancora a memoria gran parte delle battute del film, e me ne vanto.

IL GRINTA (2011): Un film dei fratelli Coen è sempre un bel film, questo non c’è dubbio. Stavolta non sembra molto un film dei Coen, e forse è il suo difetto maggiore (a dire la verità anche “Non è un paese per vecchi” non sembra un loro film, eppure è un capolavoro), ma è comunque un gran bel western, interpretato alla grande (Bridges è favoloso). Non so, forse sono stufo dei western, ma non sono uscito dalla proiezione del tutto estasiato. Ad ogni modo va visto, sono pur sempre i Coen!

ANOTHER YEAR (2010): Ci sono dei film che ancor prima di vederli so già che mi piaceranno. Sarà il titolo, saranno delle piccole vibrazioni che sento quando vedo il trailer, sarà quel che sarà: questo di Mike Leigh è uno di quei film. Un altro anno di vita quotidiana per una coppia straordinaria di sessantenni (?): il cinema era pieno di vecchi (si può dire vecchi?), e mi faceva strano essere il più giovane della sala. Questo mi ha portato a fare una riflessione: a me il film è piaciuto molto, anche se non mi sono rispecchiato molto nei personaggi. Certamente rivedendolo tra vent’anni lo capterei in modo totalmente differente, e dunque anche un film visto mille volte cambia, perché siamo noi a crescere (lo stesso vale per un libro). Capite cosa intendo? “Another Year” è un gioiello da vedere ad ogni età.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Capitolo 136

  1. paveloescobar ha detto:

    hai ragione bella iniziativa quella di far rivedere film vecchi……
    ne volevo fare un post molto semplice perchè dalle mie parti (Cineworld e Cinecity) non c'è manco la presenza di un film italiano anni 60 o 70……..
    se organizzassi io ci metterei Sessomatto e ti riempio la sala fino all'orlo………:)
    Ciao!

  2. RW2punto0 ha detto:

    Personalmente Il Grinta a me è molto piaciuto proprio per la misura che i Coen hanno dimostrato nel realizzarlo. Sono riusciti cioè a fare un film che è insieme personale e classico. Operazione non da poco.

    Concordo poi in pieno con le tue riflessioni circa il film di Mike Leigh. Davvero delizioso. Impreziosito da dialoghi sempre perfetti e da un ottimo cast.

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