Capitolo 152

Luglio col bene che ti voglio, speriamo finirà: già, speriamo che anche questa estate passi alla svelta, perché si sa, bello il mare, bello il sole, ma al cinema non c’è niente di interessante da vedere, e trovare le sale piene di film stupidi e Harry Potter non credo sia il massimo che un appassionato (e diciamocelo, anche un po’ snob) possa richiedere. Fatto sta che negli ultimi tempi mi sono così accontentato di quello che ho trovato, ed è andata piuttosto bene.

AL LUPO AL LUPO (1992): Ricordo di averlo visto al cinema da piccolo nel vecchio cinema di un poco ridente paesino nel barese, precisamente a Conversano, e capii ben poco, a parte le espressioni più colorite di Carlo Verdone. Poi lo avrò rivisto in vhs decine di volte, e ora l’ho rivisto ancora una volta a distanza di anni, e l’ho davvero apprezzato in pieno: la comicità alternata a momenti più drammatici, con uno splendido gusto e un senso del ritmo che non sbaglia mai. Bello, tra l’altra ha ispirato Wes Anderson per il suo “il treno per il Darjeeling”, scusate se è poco.

LE DONNE DEL 6° PIANO (2011): Ecco perché mi piace il cinema francese, per questa sua tenerezza di fondo, che siano commedie o drammatici, c’è sempre un qualcosa che ti fa uscire dal cinema con una bella sensazione nello stomaco. Qui c’è anche molta Spagna, vista la storia (un gruppo di governanti spagnole in un ricco palazzo parigino), ma come si dice dalle mie parti: Francia o Spagna basta che se magna.

HABEMUS PAPAM (2011): Un’amica francese di ritorno a Roma dopo tanti anni mi ha chiesto di portarla a vedere un film italiano al cinema. Siamo a luglio, ma fortunatamente c’è ancora qualche sala che propone film bellissimi, e così ho pensato di andare sul sicuro e portarla a vedere il film di Moretti, e devo dire che rivedendolo mi è piaciuto ancora di più. Il modo in cui alterna l’ironia dell’autore alla drammaticità del protagonista è meraviglioso, la simpatia e la libertà che emerge da ogni scena è dolce e potente al tempo stesso. Uno dei migliori film italiani degli ultimi anni, e anche la mia amica è stata contentissima di vederlo. Solo in Italia si potrebbe pensare ad un film con un personaggio che stordisce di chiacchiere gli avversari per vincere a carte (ve lo immaginate in un film americano? Nemmeno io), o ad un torneo di pallavolo tra cardinali, e questo pensiero a proposito della leggerezza del cinema italiano mi ha regalato un sorriso.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Capitolo 152

  1. paveloescobar ha detto:

    Al lupo al lupo è uno dei pochi film del Verdone che non ho ancora visto….
    per dire la verità ho visto qualche scena svariati anni fa, ma in ogni caso mi manca…….forse è anche sottovalutato o sbaglio? 
    l'ultimo di Moretti non l'ho visto ma ha avuto giudizi positivi, quindi prima o poi lo guarderò……
    e anche il film francese non l'ho visto…..
    insomma di questo tuo post non ho visto nulla!:)
    Ciao!

  2. Lessio ha detto:

    dai, andrà meglio la prossima settimana..!

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