Festival di Roma 2012 (Giorno 0): primi assaggi con “Ralph Spaccatutto” e Takashi Miike

L’apertura ufficiale del Festival del cinema di Roma avverrà domani, ma per la stampa è già cominciato oggi con le prime proiezioni. In sette edizioni è la prima volta che le anticipate per gli accreditati cominciano con un giorno di anticipo, e la cosa è risultata spiazzante per coloro che intendevano ritirare l’accredito oggi. Per fortuna noi siamo passati dall’Auditorium già ieri, e per questo eravamo più che preparati a questo vero e proprio “Giorno 0” .

Tante facce conosciute, tante facce belle e tante altre meno belle, ma così è la vita. Ad aprire le danze nel primo pomeriggio è stato l’attesissimo film d’animazione della Disney, “Ralph Spaccatutto”, personalmente il miglior inizio del Festival di Roma in sette anni di esperienza. Introdotto dal romantico cortometraggio “Paperman”, quello di Ralph è un film che piacerà soprattutto a nerd dei videogames e ragazzi cresciuti negli anni 80, che davanti ai videogame di una volta e le continue citazioni raccoglieranno un po’ di sana nostalgia. Una sorta di “Notte al Museo” in cui però sono i personaggi dei videogiochi a prendere vita dopo l’orario di chiusura, viaggiando in metropolitana all’interno dei cavi elettrici, passeggiando tra un videogioco e l’altro (Ken e Ryu di “Street Fighter” che dopo la lotta propongono di andare a bere al bar del mitico barman Tapper, o la riunione degli antagonisti anonimi a casa dei fantasmi di Pacman sono scene cult). Un po’ di magia in un film pieno di buoni sentimenti, nella migliore tradizione Disney. Un po’ meno magici però i sottotitoli in italiano, capaci di tradurre in “Scialla” (!!!) il “Don’t worry” pronunciato da uno dei personaggi. Ad ogni modo un film divertentissimo, addirittura perfetto nella prima mezzora, che sicuramente ha reso l’inizio del Festival più piacevole di tante altre occasioni.

In un Auditorium pieno di operai, elettricisti ed attrezzisti vari, che stanno montando tutto il montabile in vista della giornata di domani, sono già volate impressioni, voci, domande e questioni irrisolte. Ad esempio Tarantino, che Muller aveva quasi annunciato in conferenza stampa, e che ora, ad un mese di distanza, non ha ancora confermato (e a questo punto siamo certi che Muller gli avrà strappato la promessa di presentare il film a Roma, ma in data da definire, a Festival concluso). Probabilmente se ci sarà un tarantino all’Auditorium sarà un qualunque abitante della provincia pugliese, ma non il tanto atteso regista di “Django”.

Nel tardo pomeriggio è stato presentato alla stampa il primo film in concorso, “Il canone del male” di Takashi Miike, che ha allagato di sangue una Sala Lotto non troppo gremita (a proposito, una cosa Muller è riuscita a migliorarla: la comodità delle poltroncine delle sale esterne, molto più comode rispetto alle poltrone di plastica delle passate edizioni). Il film di Miike è violento al punto giusto, dopo un’oretta di elucubrazioni e parole in cui il regista stava semplicemente preparando il terreno all’esplosione di violenza dell’ultima spettacolare mezzora. Una strage in piena regola, sulle note allegre di “Mack the Knife” cantata da Ella Fitzgerald, che per quanto ci riguarda è già la canzone simbolo di questo Festival. “Il canone del male” è un film che funziona, spettacolarizza la violenza ma mai in maniera gratuita, e cambia in qualche maniera il modo di intendere il rapporto studenti-insegnante (oltre ad alcune idee geniali, come il fucile parlante, figlio della pazzia del personaggio e dei primi film di Sam Raimi).

In chiusura di serata abbiamo visto il primo dei quattro episodi dell’opera collettiva “Centro Historico”, dove spiccano le regie di Kaurismaki e di Manuel De Oliveira. È proprio l’episodio di Kaurismaki ad averci trattenuto all’Auditorium oltre l’orario previsto, la storia di un solitario oste di una taverna di Guimaraes, culla della nazione portoghese e tema portante dell’intera pellicola (che non abbiamo avuto il cuore di portare a termine nella sua completezza).

Domani sarà presentato il vero e proprio film d’apertura del Festival, “Aspettando il mare” di Bakhtiar Khudojnazarov, mentre noi aspettiamo impazienti la nuova opera di Valerie Donzelli, acclamata autrice de “La guerra è dichiarata”, che domani sera presenta alla stampa il suo ultimo film, “Main dans la main” (che già a scatola chiusa dico che vincerà un premio, così, a istinto). Se quello di oggi è stato un assaggio, il Festival del cinema di Roma promette grandi cose. Staremo a vedere.

pubblicato su Livecity

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
Questa voce è stata pubblicata in Cinema, Festival Roma e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...