Recensione “Twin Peaks” (1990)

Quando si pensa alla televisione degli anni 90, è difficile non pensare a “I segreti di Twin Peaks”, serie televisiva (o telefilm, come si usava dire ai tempi) di culto, entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo degli adolescenti di una volta, oggi adulti, che come allora fremono in attesa della nuova stagione dello show, in arrivo il 21 maggio. La vicenda ruota intorno alle indagini che si sono svolte in seguito all’assassinio di una giovane ragazza, Laura Palmer, in una cittadina fittizia dello stato di Washington, la ormai mitologica Twin Peaks (51.201 abitanti, come recita il cartello nella sigla). La serie creata da David Lynch, seppur kitsch, surreale, talvolta grottesca, a tratti spaventosa, è entrata nell’Olimpo dei più grandi spettacoli di tutti i tempi. Cosa c’è dietro a questo indiscutibile capolavoro? Ne parliamo dopo la sigla. Chi non ha visto la serie si fermi qui, spenga il pc, e cominci subito a vedere “Twin Peaks”. Chi invece l’ha vista, può andare avanti nella lettura e non temere tutti gli spoiler che ci saranno da qui in avanti…

La serie comincia con il ritrovamento del corpo di Laura Palmer. Cosa è successo? Chi è stato? Insieme allo sceriffo Harry Truman indaga anche l’agente Dale Cooper dell’FBI, inviato sul posto per mettere luce sul mistero. Sarà uno dei più interessanti personaggi mai visti sul piccolo schermo. Andiamo a vedere punto per punto cosa ha reso “Twin Peaks” una delle serie più amate e più imitate della storia.

SEGRETI: C’è del marcio in Twin Peaks. Quasi tutti i personaggi nascondono un segreto più o meno importante: i genitori di Donna nascondono alla figlia la reale identità del padre, l’amore (in effetti non così segreto) tra Ed e Norma, le informazioni riservate del maggiore Briggs, il passato di Josie, la morte simulata di Andrew Packard, la relazione di James e Laura, il diario della stessa Laura e le rivelazioni custodite dal dottor Jacoby e dall’agorafobico Harold Smith. Solo per citarne alcuni…

PERSONAGGI: I personaggi di questa serie forse sono i più eccentrici e indimenticabili mai comparsi in un telefilm. Una galleria di caratteri pressoché unica, tutti approfonditi fino all’estremo, ognuno a suo modo significativo. Tra quelli terreni come dimenticare l’aplomb di Dale Cooper, la goffaggine di Andy, il folle carisma di Leland Palmer, la furbizia di Audrey Horn, la simpatia di Pete o l’eccentricità di Jacoby e della Signora Ceppo? E inoltre, esistono personaggi più affascinanti dei guardiani delle due logge (il nano e il gigante) o degli spiriti Bob e Mike? Per non parlare di Laura Palmer, il cui ritratto è ormai un simbolo della storia della televisione.

BOB: Capitolo a parte. Molti si domandano chi sia questo fantomatico Bob. In realtà Frank Silva, l’attore che impersona Bob, era un assistente scenografo del set di Twin Peaks: durante le riprese dell’episodio pilota, in un ciak sbagliato, il riflesso di Silva comparve per caso in uno specchio alle spalle di Sarah Palmer. Lynch, vedendolo, trovò l’idea giusta per la serie che stava scrivendo, facendolo diventare il villain più terrificante della storia della televisione. Che dire del personaggio? Bob è uno spirito malvagio che si impossessa di alcune persone per commettere atti di estrema violenza. Per quaranta anni il suo spirito ha albergato in Leland Palmer (che afferma infatti di ricordarsi di lui da bambino) fino a quando, una volta scoperto, lo porta al suicidio (la scena in cui Leland/Bob uccide Maddy è forse la più spaventosa di tutta la serie). A quanto pare Laura ha preferito morire piuttosto che farsi possedere da Bob, come la ragazza confessa tra le pagine del suo diario segreto. Come lui, anche Mike era uno spirito malvagio, contrassegnato anch’egli dal tatuaggio “Fuoco cammina con me” sul braccio. In seguito ad un’epifania spirituale, Mike si redime, si amputa il braccio e decide da quel momento di fare di tutto per impedire a Bob di commettere altre violenze.

DOPPIO: Il tema del doppio è senza dubbio una delle chiavi di lettura della serie, sottolineato già dal titolo, picchi gemelli. Gli esempi sono a non finire, sia per quanto riguarda i personaggi che per gli oggetti: le due metà della collanina a forma di cuore, i due diari di Laura Palmer (uno di una normale adolescente e l’altro pieno di segreti), i due registri della segheria (uno falsificato e uno che ne sottolinea il tracollo), i Doppelganger della Black Lodge (gli io-ombra), le due logge (la bianca e la nera), la doppia identità di Leland Palmer, la cugina Maddy che sembra essere il doppione di Laura, i due padri del figlio di Lucy, i/le due amanti che ha la maggior parte dei personaggi, la contrapposizione tra spirito e corpo ospitante… Su questo punto si potrebbe dire ancora molto.

ALBERI: Il legno degli alberi è un elemento molto importante in Twin Peaks: hanno il ruolo di accogliere al loro interno gli spiriti. Basti pensare allo spirito del defunto marito della Signora Ceppo, che a quanto sembra viene ospitato proprio dal legno custodito dalla moglie, oppure a quello di Josie Packard, che dopo la sua morte rimane intrappolato nel legno del Great Northern (e infatti in una scena Pete Martell, guardando le pareti dell’albergo, esclama “Josie!”).

COLONNA SONORA: Angelo Badalamenti consegna alla storia una delle più belle soundtrack di sempre, a metà strada tra ambient e dream pop, con sprazzi di jazz ed elettronica. Dissonanze e sospensioni per una colonna sonora oscura, minacciosa, intrigante, capace di insinuarsi sotto la pelle dello spettatore, trascinandolo tra le strade di Twin Peaks.

FOTOGRAFIA: Caleb Deschanel (marito della madre di Donna in Twin Peaks e padre della celebre attrice Zooey) ha il grande merito di aver tramutato le idee di David Lynch in luci e colori. Le atmosfere della serie sono tra le più suggestive di sempre, basti pensare all’inquietante luce calda del Great Northern Hotel, a quella cianotica degli esterni o alla totalmente ansiogena illuminazione della Black Lodge. Un capolavoro di suggestioni visive.

ULTIMO EPISODIO: Chiudiamo questa analisi provando a spiegare cosa è successo nel finale della seconda stagione. Non è facile per nessuno capire cosa sia veramente accaduto nell’ultimo episodio della serie, ma proviamo a mettere insieme qualche pezzo. Windom Earle pensa che entrando nella Loggia Nera potrà ricevere dei poteri sovrannaturali. Il passaggio per la Black Lodge si può aprire solo in un determinato momento temporale (l’allineamento tra Giove e Saturno). Inoltre sapere la collocazione del passaggio (tra i dodici sicomori) non basta: per entrare c’è bisogno della paura (Windom Earle usa quella di Annie, Cooper userà l’olio della Signora Ceppo, una sorta di distillato di paura allo stato puro). Cooper entra nella sala d’aspetto, un limbo tra la loggia nera e quella bianca, dove incontra i due custodi, il nano e il gigante, oltre a Laura (che gli dice che si rivedranno di nuovo tra 25 anni…). Fuori dalla sala d’aspetto, Dale entra nella loggia nera dove, come gli aveva spiegato Hawk, incontrerà l’io-ombra, ovvero il proprio sosia malvagio (il Doppelganger). Questi personaggi malvagi si riconoscono dagli occhi vitrei: troviamo quindi i sosia di Laura, Leland, Caroline, Annie e anche del Nano. Improvvisamente Cooper comincia a sanguinare, quindi Windom gli propone di scambiare la sua anima con la vita di Annie. Cooper accetta ma l’arrivo di Bob ferma tutto: Windom non ha il potere necessario per esigere l’anima di Cooper e Bob, infuriato con Earle per questo abuso, gli strappa l’anima tra le fiamme, restituendo a Cooper la sua. In questo momento arriva il sosia malvagio di Cooper (quindi forse Bob ha usato Windom per ottenere l’anima del protagonista?), Dale fugge spaventato ma il suo Doppelganger lo insegue e infine lo cattura, tra i ghigni di Bob. Come aveva detto Hawk, colui il quale, confrontandosi con l’io-ombra, mancherà di coraggio, sarà dannato. L’anima di Cooper resterà dunque imprigionata nella Loggia Nera e il suo corpo tornerà nel mondo terreno posseduto da Bob, per uno dei finali più tragici ed incredibilmente coinvolgenti mai visti sul piccolo schermo.

FRASI: Twin Peaks non è soltanto una serie incredibilmente coinvolgente, è anche una raccolta di bellissime citazioni, frasi memorabili che in qualche modo hanno contribuito ad aumentare l’alone mitico attorno al telefilm. Ne abbiamo raccolte alcune.

Cooper: “Diane, undici e trenta di mattina del 24 febbraio. Sono quasi arrivato a Twin Peaks, cinque miglia a sud della frontiera canadese, due miglia ad ovest dei confini dello stato. Diavolo, non avevo mai visto tanti alberi in tutta la mia vita! Come direbbe W. C. Fields, è meglio stare qui che a Philadelphia”

Cooper: “Che altro fare in una città in cui il giallo significa ancora “rallentare” invece di “accelerare”?”

Cooper: “Nero, come il buio di una notte senza luna”

Cooper: “Non ho idea di dove questo ci porterà, ma ho la netta sensazione che sarà un posto meraviglioso e insieme strano”

Signora Ceppo: “Un giorno il mio ceppo avrà da dire la sua su questa storia. Il mio ceppo ha visto qualcosa l’altra notte”

Leland: “Dobbiamo danzare! Dobbiamo danzare, Sarah! Dobbiamo danzare!”

Mike: “Nell’oscurità di un futuro passato, il mago desidera vedere. Non esiste che un’opportunità tra questo mondo e l’altro. Fuoco, cammina con me. Noi viviamo tra la gente, tu lo chiameresti un negozio conveniente. Noi ci viviamo sopra, proprio così com’è, come lo vedi tu. Anch’io sono stato toccato dall’essere infernale. Un tatuaggio sulla spalla sinistra. Ah, ma il giorno che vidi il volto di Dio, divenni un altro, e mi staccai da solo il braccio intero. Il mio nome è Mike e il suo è Bob”

Bob: “Mike? Mike? Puoi sentirmi? Ti catturerò con il mio sacco mortale. Tu penserai che io sia impazzito. Ma ti faccio una promessa: tornerò ad uccidere… ancora!”

Albert: “Le attrezzature qui danno un nuovo senso al termine “primitivo””

Cooper: “Sono stato qui a Twin Peaks per poco tempo, ma in questo periodo ho visto decoro, onore e dignità. L’omicidio non è un fatto ordinario qui. Non è un dato statistico da aggiornare tutte le sere. La morte di Laura Palmer ha profondamente scosso tutti, uomini, donne, bambini, perché la vita ha un senso qui, ogni vita. Ci sono valori che credevo scomparsi ma mi sbagliavo, li ho ritrovati a Twin Peaks”

Signora Ceppo: “Mio marito faceva il taglialegna. Ha incontrato il diavolo. Il fuoco è il diavolo celato come un codardo nel fumo”

Cooper: “Harry, voglio darti un consiglio prezioso. Una volta al giorno, tutti i giorni, fatti un piccolo regalo. Non programmarlo e non andarlo a cercare, ma… lascia che arrivi. Può essere una camicia vista in un negozio, un sonnellino nel tuo ufficio oppure… due ottime tazze di caffè nero fumante”

Gigante: “I gufi non sono quello che sembrano”

Mike: “Lui è BOB, gli piace divertirsi ed ha un sorriso tale al quale nessuno può resistere. Sapete che cos’è un parassita? È un essere che sfrutta un’altra forma di vita e se ne nutre. BOB ha bisogno di un ospite umano. Lui si ciba di paure e a volte di piaceri. Questi sono i suoi figli. Io sono simile a BOB… Una volta eravamo soci”

Gigante: “Attento, sta per succedere ancora. Attento, sta per succedere ancora”

Audrey: “Adesso ascoltami bene agente Cooper: uno di questi giorni, prima che tu te ne accorga, io diventerò grande, diventerò una donna. Dio ti salvi quel giorno!”

Hawk: “Cooper, lei può essere coraggioso su questa terra, ma esistono realtà diverse. […] La mia gente è convinta che la Loggia Bianca sia un luogo dove vivono gli spiriti che governano gli uomini e la natura. […] C’è anche una leggenda su un posto chiamato la Loggia Nera, cioè l’io-ombra della Loggia Bianca. Questa leggenda dice che ogni spirito deve passare di lì se vuole raggiungere la perfezione. Solo lì potrai incontrare l’io-ombra che ti appartiene. Noi la chiamiamo anche “La dimora del limite estremo”. […] Ma fa’ attenzione, se entri nella Loggia Nera e il tuo cuore non è saldo, allora la tua anima sarà incenerita”

twin peaks

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Twin Peaks” (1990)

  1. Pendolante ha detto:

    Devo essere l’unica adolescente anno ’90 a non averla vista

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