Recensione “The Big Sick” (2017)

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Purtroppo nel momento in cui “The Big Sick” è uscito in sala, il disastroso titolo italiano (“Il matrimonio si può evitare… l’amore no”) era riuscito nella formidabile impresa di tenermi lontano dal volerlo vedere. A fine dicembre però ho trovato la pellicola di Michael Showalter in molte liste dei migliori film dell’anno, a tal punto da incuriosirmi: le commedie romantiche indipendenti mi piacciono, mi sembrava doveroso darle una chance. Ho cominciato così a vederlo senza neanche guardare il trailer, senza sapere niente sulla trama: è così che andrebbe visto ogni film, anche se lo so, è proprio difficile. La prima mezzora mi è sembrato di trovarmi davanti un film sì carino, buffo, ma uguale a tantissimi altri titoli di questo genere. Una sorta di versione cinematografica, un po’ meno geniale, di “Master of None”. Il secondo atto del film però cambia totalmente le carte in tavola, permettendo alle emozioni di prendere il sopravvento, ed è qui che “The Big Sick” riesce a conquistare. Prima di andare oltre, serve un accenno alla trama.

Kumail è un giovane comico pakistano, cresciuto negli Stati Uniti con i genitori e il fratello maggiore: durante il giorno lavora come autista per Uber mentre di notte si esibisce nelle vesti di comico in serate dedicate alla stand-up comedy. Durante uno spettacolo conosce Emily, una ragazza americana con la quale comincia una relazione. Per mesi Kumail nasconde la storia alla famiglia: i suoi genitori infatti sono musulmani e non sopporterebbero la vista del figlio con una donna lontana dalle loro tradizioni (motivo per cui tentano continuamente di organizzare incontri tra Kumail e varie ragazze pakistane). Quando Emily scopre la verità, tronca la relazione e si allontana dall’uomo che ama. Qualche tempo dopo Kumail scopre che Emily è ricoverata in ospedale a causa di un morbo raro: suo malgrado il ragazzo sarà costretto a chiamare i genitori di lei, a conoscerli e soprattutto a farsi accettare dopo la delusione causata alla figlia. Allo stesso tempo Kumail dovrà fare i conti anche con la sua famiglia, che insiste continuamente nel volerlo legare alle tradizioni della sua gente.

La cosa più sorprendente è che il film è basato sulla vera storia di Kumail Nanjiani ed Emily, con l’attore pakistano che interpreta dunque se stesso, un po’ come avevano fatto Valerie Donzelli e Jeremie Elkaim nel meraviglioso “La guerra è dichiarata”. Da questa esperienza Kumail ha scritto il film che, tra risate e commozione, è diventato il bellissimo “The Big Sick”. Se la prima parte accusa un po’ il cliché dello scontro culturale, il resto del film (ovvero il confronto tra il protagonista e i genitori della ragazza) si avvale di una scrittura magnifica, mai ricattatoria, dove c’è spazio per molte risate, grazie anche alla verve della bravissima Holly Hunter, ma anche ad emozioni sincere. Bella sorpresa.

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