Recensione “Eric Clapton: Life In 12 Bars” (2017)

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Per la prima volta UVDC ospita un guestpost: l’articolo è firmato da Guglielmo Latini, stimato collega ed amico, nonché grande esperto di musica.

Sulla scia dei tanti film-evento che negli ultimi anni hanno riscosso un notevole successo occupando le sale per pochi selezionati giorni, il 26, 27 e 28 febbraio uscirà in Italia il documentario “Eric Clapton – Life in 12 Bars”, inizialmente andato in onda su Showtime negli Stati Uniti e dedicato alla vita del celebre chitarrista britannico.

Il documentario rock è un genere con un’iconografia ormai ben radicata nella mente degli spettatori, tra artisti maledetti, elenchi di eccessi e interviste in stato d’ebbrezza (basti pensare all’irresistibile parodia “This Is Spinal Tap!”, che già nel 1984 ne ridicolizzava i canoni), ma forse proprio per questo il metro di giudizio fondamentale rimane quello andare oltre i gusti musicali, e riuscire a coinvolgere chi guarda al di là della sua passione per il protagonista del ritratto. In questo senso “Life in 12 Bars” sarebbe teoricamente vincente, visto che della musica del chitarrista si sente davvero poco, concentrando la narrazione sulle sue vicende private spesso tragiche e non facendo trapelare nemmeno una nota di classici del suo repertorio come Cocaine, Wonderful Tonight o Sunshine Of Your Love.

Questa scelta però, pur offrendo un’immersione senza filtri in una vita che sembra stata scritta per ispirare un blues strappalacrime, finisce per ridurre il documentario a un filmino di famiglia troppo lungo, che dopo un avvio entusiasmante rimesta nelle tragedie personali di Clapton e si dimentica come niente fosse di vent’anni della sua carriera da guitar hero. Un peccato, perché Clapton si concede con una franchezza disarmante senza censurare nessuno dei momenti in cui ha toccato il fondo – dall’alcolismo all’eroina fino alla morte del figlio Conor – ma all’ennesima foto in compagnia dei suoi familiari verrebbe voglia di farlo salire sul palco e ascoltarlo dedicarsi a ciò che sa fare meglio: suonare la chitarra.

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