Capitolo 236

Who Framed Roger Rabbit

E niente, talvolta neanche te ne accorgi, ma in tre settimane sono passato attraverso altri 8 film e nel momento di ricapitolare le visioni dell’ultimo periodo mi ritrovo dunque una lista immensa di cose da scrivere. Siccome anche stavolta vi toccherà leggere un papiro (non imparerò mai!), preferisco non dilungarmi troppo nell’introduzione, lasciandovi subito ai film. La prossima volta tenterò di fare il bravo, ma con questo freddo siberiano prevedo ulteriori chiuse cinematografiche con piumone e biscotti: “la primavera intanto tarda ad arrivare”, diceva il Maestro. Buona lettura.

Dark Night (2016): Non è quello che si definirebbe cinema di narrazione, motivo per cui non è proprio un film per tutti. Eppure ha dei momenti di pura poesia cinematografica, nonostante la delicatezza del tema trattato (tra l’altro decisamente attuale). Uno di quei film che ti butta addosso secchiate di disagio (vai alla recensione)

The Post (2017): Secondo me è uno dei migliori film di Spielberg di questo millennio, sicuramente il suo più bello degli ultimi dieci anni. Quando il giornalista era il mestiere più bello del mondo… Mi ha fatto venire una voglia tremenda di vedere il documentario su zio Steven, vi terrò aggiornati (vai alla recensione)

L’ora più buia (2017): Praticamente la vicenda Dunkerque (o Dunkirk) raccontata attraverso il punto di vista politico, ovvero di Winston Churchill. Nel complesso un buon film con picchi di ottimo cinema (la scena in metropolitana!). Gary Oldman è incredibile nella voce, nelle espressioni, nella gestualità: l’Oscar non può toglierglielo nessuno.

Omicidio al Cairo (2017): Un bel noir che sa di polvere e tabacco, con il sosia di Giorgio Chiellini che, tra gomitate e falli da dietro, indaga su un misterioso omicidio avvenuto in un albergo di lusso. Bel thriller, bellissima l’ambientazione egiziana, ottimo il suggerimento alla situazione politica e alle agitazioni che sfoceranno nella primavera araba. Buonissimo film (vai alla recensione)

Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988): Classico film che da piccoli abbiamo visto in loop in VHS, rivisto oggi regge perfettamente il peso del tempo, confermandosi un cult assoluto. Anche a distanza di anni, non possiamo resistere alla tentazione di finire la frase: “ammazza la vecchia…”

The Disaster Artist (2017): Praticamente una sorta di “Ed Wood” contemporaneo. Folle, assurdo, difficile da definire, ma a suo modo affascinante. James Franco è strepitoso. Esce oggi al cinema, merita eccome (vai alla recensione)

Downsizing (2017): Parte da un’idea eccezionale e poi si perde pian piano in mille trame nuove, sempre più deboli e sempre meno ironiche. Un genio della commedia malinconica come Alexander Payne (uno dei miei registi preferiti) stavolta è davvero irriconoscibile. Bocciato.

L’isola dei cani (2018): Devo dire che mi aspettavo molto dal nuovo film di Wes Anderson e probabilmente è anche più bello di come lo immaginavo. I cani sono pazzeschi e le loro voci, in originale, irresistibili: mi aspettavo che Bryan Cranston a un certo punto dicesse “Say my name” oppure “I am the one who knocks!”. Film meraviglioso, punto e basta (vai alla recensione)

isleofdogs

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