Una Vita da Cinefilo Magazine – Numero 27

UVDC Magazine 027

Pag. 3 – Editoriale
Mentre le temperature crollano vertiginosamente e le nostre case somigliano sempre di più a Grande Inverno, il cinema al contrario entra nella sua settimana calda, che culminerà con la notte degli Oscar. Chi vincerà tra Renzi, Di Maio e Berlusconi? Cioè no, volevo dire, chi la spunterà tra i 9 film in lizza per la statuetta più prestigiosa? Il nostro endorsement va ufficialmente a due pellicole: “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”, sulla copertina dello scorso numero, e “Lady Bird”, alla quale è dedicata la prima pagina del magazine che avete sotto agli occhi in questo momento. Sono stati tantissimi gli articoli di questo primo bimestre del 2018 e nel magazine, come sempre, troverete una selezione ordinata di recensioni, approfondimenti, speciali, tutto in una pagina, giusto per essere sicuri di non esservi persi niente (che se no poi lo so che non ci dormite la notte). In attesa degli Oscar, tanti contenuti cinematografici per la vostra vita da cinefili. Io intanto cerco il modo per lasciare la Barriera e trasferirmi ad Approdo del Re, dove c’è un clima sicuramente più mite. A presto…

Pag. 5 – Anteprime
Lady Bird: Come François Truffaut nel suo indimenticabile film d’esordio, anche Greta Gerwig, alla prima prova dietro la macchina da presa, pesca a piene mani dal suo passato, tornando nella natia Sacramento dove racconta la storia di una ragazza come tante con in testa sogni di cultura e libertà (vai alla pagina)

Un sogno chiamato Florida: Bastano cinque minuti per innamorarsi di questo film: i colori lillà degli edifici, i toni caldi della Florida, dei bambini che urlano e sputano per gioco. Un’atmosfera già perfettamente delineata: come ho detto bastano solo cinque minuti, e si è già dentro al film (vai alla pagina)

Dark Night: Alienazione e senso di vuoto sono sicuramente alcuni dei temi principali di questo film, che evidenzia ancora una volta il complicato rapporto tra gli Stati Uniti e le armi da fuoco, specialmente tra i giovani (vai alla pagina)

L’isola dei cani: Sono bastati circa 48 secondi a farmi pensare per la prima volta “questo film è stupendo”. In effetti solo Wes Anderson potrebbe riuscire a mettere insieme un cast composto da Bryan Cranston, Bill Murray, Edward Norton, Jeff Goldblum, F. Murray Abraham, Greta Gerwig, Scarlett Johansson, Frances McDormand, Harvey Keitel, Tilda Swinton e moltissimi altri con l’intento di doppiare un film sui cani (vai alla pagina)

Pag. 9 – Recensioni
Corpo e anima: Due solitudini si incontrano dentro un sogno, in uno dei film più surreali, originali e romantici degli ultimi mesi. Non è facile raccontare una pellicola così particolare, ricca di suggestioni, sussurri, desideri sopiti e di un rapporto sentimentale pieno di esitazioni, che si sfiora continuamente, così distante nella realtà quanto intimo nel sogno (vai alla pagina)

Tutti i soldi del mondo: Ho provato per questo film le stesse emozioni che proverei assistendo ad una partita di ping-pong: la più totale indifferenza. Eppure la storia, tratta da un reale fatto di cronaca, dovrebbe essere piuttosto intensa, gli attori abbastanza in palla, la regia senza dubbio ammaliante. Che vi devo dire, a me non è piaciuto (vai alla pagina)

C’est la vie: Qualunque sia il nostro umore, non c’è davvero niente di meglio di una bella commedia corale, ben scritta, divertente e spassosa ma soprattutto non banale. L’accoppiata Eric Toledano e Olivier Nakache, dopo aver conquistato il mondo e il botteghino con il bellissimo “Quasi amici”, compie un altro piccolo miracolo: confermarsi autori di successo (vai alla pagina)

Ella & John: “Scambierei tutti i miei domani per un singolo ieri” cantava Janis Joplin nell’indimenticabile “Me and Bobby McGee”, canzone portante del primo lavoro in lingua inglese di Paolo Virzì. Ed è un po’ quello che cercano di fare Helen Mirren e Donald Sutherland, la Ella e il John del titolo, tentando di allontanarsi  dagli inevitabili problemi della terza età per ritrovare la libertà e la leggerezza della loro gioventù (vai alla pagina)

The Big Sick: Se la prima parte accusa un po’ il cliché dello scontro culturale, il resto del film si avvale di una scrittura magnifica, mai ricattatoria, dove c’è spazio per molte risate, grazie anche alla verve della bravissima Holly Hunter, ma anche ad emozioni sincere. Bella sorpresa (vai alla pagina)

The Shape of Water: Se il film in sé non è riuscito a trovare le mie emozioni, va anche detto che alcune scene – tre in particolare – sono dei piccoli gioielli di cinema. “La Sirenetta” incontra “Il Mostro della Laguna Nera”: quando c’è Guillermo Del Toro, tutto è veramente possibile. Nel bene e nel male (vai alla pagina)

Il filo nascosto: Se da un punto di vista tecnico Anderson conferma ampiamente di essere un regista grandioso (il film a livello visivo è davvero un immenso piacere), la storia non è riuscita del tutto ad agganciarmi, lasciandomi piuttosto perplesso soprattutto nel suo atto conclusivo (vai alla pagina)

Chiamami col tuo nome: L’estate è quella stagione in cui succedono cose che volano fuori dall’ordinario. Chiaro, anche nelle altre stagioni possono accadere fatti eccezionali, ma quando succedono d’estate hanno sempre un sapore diverso, più speciale forse, soprattutto quando si è adolescenti (vai alla pagina)

The Post: Probabilmente uno dei migliori film di Steven Spielberg in questo millennio, se non il migliore: “The Post”, come spesso accade quando il cinema entra nelle redazioni dei giornali, è appassionante e coinvolgente, anche se purtroppo ci lascia con l’amaro in bocca per una professione che un tempo era davvero svolta con un idealismo e dei valori che oggi, tra fake news e bufale, sembrano davvero merce rara (vai alla pagina)

Omicidio al Cairo: Il regista svedese di origine egiziana Tarik Saleh prende spunto da un omicidio realmente avvenuto nel 2008, in cui era implicato un pezzo grosso del Parlamento locale, portandolo nel 2011, nella calda atmosfera che in seguito sfocerà nell’ormai storica “primavera araba”, come l’hanno ribattezzata i media (vai alla pagina)

The Disaster Artist: James Franco produce, dirige ed interpreta la storia sul film più brutto di sempre, la gestazione di quello che fu definito “Il Quarto Potere dei film brutti”, e lo fa mescolando dramma e commedia, rendendo la tragicomica storia di uno dei più famigerati outsider di Hollywood nella celebrazione di una passione vera, reale, soffocante, e al tempo stesso nel racconto di un’amicizia sincera (vai alla pagina)

Pag. 20 – Recensioni Serie Tv
Altered Carbon 1×01: Appena sbarcata su Netflix, la serie “Altered Carbon” racconta un futuro distopico che ha moltissimi debiti con il padre del genere, Philip K. Dick. A livello visivo è impossibile infatti non pensare a “Blade Runner”, con la sua gigantesca città tecnologica, piovosa, dove il confine tra la realtà e il digitale è talmente sottile da perdercisi nel mezzo (vai alla pagina)

Pag. 22 – Speciali
Il meglio del Sundance Film Festival 2018: L’edizione 2018 è stata vinta da “The Miseducation of Cameron Post” di Desiree Akhavan, film ambientato in un centro di conversione per omosessuali. Non potendo fisicamente essere a Park City, nello Utah, sono andato a fare le pulci a qualche sito americano per cercare i migliori titoli di questa edizione (vai alla pagina)

Oscar 2018 – Le scene più belle dei candidati come Miglior Film: Ho finalmente visto tutti e nove i film candidati come Miglior Film ai prossimi Academy Awards. Si tratta di nove film senza dubbio interessanti, alcuni bellissimi, altri un po’ meno, ma una cosa è certa: ognuno di essi è una conchiglia che racchiude una o più perle al suo interno (vai alla pagina)

Pag. 24 – Una vita da cinefilo
Capitolo 233: Io sono leggenda, La battaglia dei sessi, E.T., Lady Bird, Corpo e anima, Tutti i soldi del mondo, Ascensione, Frances Ha, Prossima fermata Fruitvale Station (vai alla pagina)

Capitolo 234: L’inganno, The Big Sick, Ella & John, Una lettera per Momo, Lady Bird, Tre manifesti a Ebbing Missouri, La forma dell’acqua, In Bruges (vai alla pagina)

Capitolo 235: Shutter Island, La La Land, Il filo nascosto, Un sogno chiamato Florida, Chiamami col tuo nome, Bande à Part (vai alla pagina)

Capitolo 236: Dark Night, The Post, L’ora più buia, Omicidio al Cairo, Chi ha incastrato Roger Rabbit?, The disaster artist, Downsizing, L’isola dei cani (vai alla pagina)

Pag. 28 – Masters of Cinematography
Emozionare con la luce: Secondo la Treccani, “si definisce direttore della fotografia chi assicura una coerenza figurativa all’immagine lungo l’intero arco del film, secondo le necessità del racconto, attraverso la disposizione sul set delle fonti naturali e artificiali di luce” (vai alla pagina)

Janusz Kaminski: Kaminski, nato a Ziebice nel 1959, arriva negli Stati Uniti nel 1981 come rifugiato politico e sei anni più tardi ottiene una laurea in cinema al Columbia College di Chicago. Sarà l’incontro con Spielberg e lo straordinario lavoro svolto in “Schindler’s List” a cambiargli la carriera, rendendolo uno dei nomi più importanti nel panorama della fotografia cinematografica (vai alla pagina)

Pag. 31 – Diario cinematografico
Per tutti i nerd del cinema c’è un sito che permette di creare un vero e proprio diario cinematografico, un listone con tutti i film visti giorno per giorno, con data, voto e la possibilità di inserire anche due righe a proposito. Qui c’è la nostra lista degli ultimi mesi, qual è la vostra? (vai alla pagina)

Pag. 32 – Cosa vedere su Netflix
Cos’è Netflix ormai lo sappiamo tutti, il problema di molti – e spesso anche il mio – è che talvolta apro la pagina e mi trovo davanti a decine e decine di film, perdendo almeno dieci minuti per decidere cosa vedere. Ho pensato di scrivere questa specie di guida per aiutare tutti voi a districarvi nel mare di pellicole (e anche qualche serie tv) che galleggiano nell’universo italiano di Netflix. In costante aggiornamento (vai alla pagina)

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