Capitolo 243

mitty

La vita è un’altalena tra una serie tv e qualche bel film. Nel senso che appena smetto di seguire serie tv mi ritrovo con un sacco di film da vedere. Giugno è giunto, comincio a intravedere le vacanze e già sono mentalmente proiettato nel mio paradisiaco rifugio pugliese a guardare Netflix sotto le stelle (oltre che a sguazzare nel mare e a mangiare cose buone, ma questo è un altro discorso). Tra una settimana inoltre cominciano i Mondiali e, anche senza Italia, sarà molto dura far coesistere il cinema con, che ne so, Giappone-Senegal.

I sogni segreti di Walter Mitty (2013): Alla seconda visione, a distanza di cinque anni, il film di Ben Stiller si conferma un gioiellino di ironia, buonumore e belle vibrazioni. D’altronde un film che parla di viaggi e fotografia poteva non piacermi? Colonna sonora clamorosa (Arcade Fire e David Bowie su tutte) e finale stupendo.

Ippocrate (2014): Esce domani al cinema ed è un buonissimo film. All’inizio, visti anche i toni, pensavo si trattasse di una commedia con un forte debito nei confronti di Scrubs (il film si svolge infatti all’interno di un ospedale). Il seguito invece è tutto tranne che divertente, rivelandosi però un lavoro di tutto rispetto, piuttosto realistico, sull’arduo mestiere del medico oltre che una denuncia (i francesi non se la fanno mancare mai) contro i tagli al sistema sanitario.

Karate Kid – Per vincere domani (1984): Dopo il fomento creato dalla visione della serie “Cobra Kai” è stato quasi obbligatorio ripescare il film di Avildsen che, secondo me, è invecchiato benissimo. “Dai la cera, togli la cera”: rega’, ma di cosa stiamo parlando? Cult totale. Non è un caso se da bambino avevo voglia di fare karate (meno male che poi mi sono buttato sull’atletica e sul calcio)…

La festa delle fidanzate (2017): La cosa migliore di questo film con Bob Odenkirk (il Saul Goodman di “Breaking Bad”) è che dura soltanto un’ora e dieci. Si è trattato comunque di un’ora e dieci buttata, non so se ho reso l’idea. Orribile, a conferma del vecchio adagio che suggerisce di non guardare mai film prodotti da Netflix (se ne salvano davvero pochi).

Tito e gli alieni (2017): Poetico e tenero film indipendente italiano, che esce domani in sala. Già vedere un film italiano ambientato nel deserto del Nevada è cosa rara, trovarsi poi davanti ad una regia così curata e ad una storia così originale è quasi un miracolo. Bello, una boccata di ossigeno (e un finale davvero emozionante).

13 novembre: Attacco a Parigi (2018): Documentario (diviso in tre parti) incentrato sulla notte di sangue avvenuta a Parigi nel 2015, con gli attentati allo Stade de France, ai bar e, infine, quello eclatante al Bataclan. Tutta la storia è raccontata dai protagonisti della vicenda, dai sopravvissuti ai poliziotti, dai vigili del fuoco ai testimoni oculari: il film non è mai ricattatorio, mai retorico, non lancia accuse, semplicemente racconta, da vari punti di vista, la storia più terribile accaduta in un Paese occidentale negli ultimi 10 anni. Da vedere (è su Netflix).

SERIE TV: A parte uno o due episodi di “Brooklyn 99”, non sto guardando assolutamente nulla. Niente. Un anno fa c’era Twin Peaks e ora vago nel vuoto più totale. Help. La buona notizia è che il 6 agosto arriva la nuova stagione di “Better Call Saul”. E fino ad allora? Forse è arrivato il momento di recuperare “Handmaid’s Tale”.

Karate_Kid

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