Recensione “Memories of Murder” (“Sar-in-ui chu-eok”, 2003)

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Qualche giorno fa sulla pagina Facebook di Una Vita da Cinefilo avevo deciso di invertire i “ruoli” chiedendo a voi consigli su un film da vedere. Ne è uscita fuori una lista piena di titoli davvero interessanti (ho i lettori migliori del mondo, è ufficiale), tra questi c’era questo film coreano del 2003 firmato da Bong Joon-ho, regista di “Snowpiercer” e “Okja”. Considerato uno dei migliori film coreani di questo secolo, “Memories of murder” è un thriller che non ha assolutamente nulla da invidiare ai titoli più blasonati di Hollywood e anzi è strano che la macchina da film statunitense, sempre pronta a rigirare i migliori film del cinema asiatico (e non solo), abbia rinunciato alla tentazione di un remake.

La storia prende spunto da fatti realmente accaduti e si ispira principalmente alla figura del primo serial killer coreano conosciuto, attivo tra il 1986 e il 1991. Siamo proprio nel 1986: in un paese di provincia i detective locali trovano i corpi di due donne ma, non avendo indizi concreti, cercano di incastrare un ragazzo mentalmente disturbato basandosi sul fatto che spesso seguiva una delle vittime. Da Seul arriva un nuovo detective, restio ai metodi violenti della polizia locale, che scopre il collegamento con un’altra vittima e alcuni elementi comuni a tutti gli omicidi. Il sospettato viene dunque rilasciato: la caccia al vero assassino è appena cominciata.

Il regista è formidabile nell’alternare vari registri per realizzare un racconto coerente: c’è la grande tradizione del cinema orientale che è sempre dietro l’angolo (lo splendido inseguimento notturno, con i tre detective che si lanciano in una corsa furiosa, comincia con un palese omaggio al cinema di arti marziali asiatico), la suspense da noir americano, il percorso catartico del detective che si rifà ai protagonisti del polar francese e così via. Un film intenso, ricco di colpi di scena, che coinvolge lo spettatore a tal punto da farlo partecipare attivamente ad ogni momento delle indagini, fino alla sua sorprendente e perfetta conclusione. Un grande gioiello da vedere e da scoprire.

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