Capitolo 245

profondorosso

Ultimo giorno prima delle mie meritatissime vacanze estive. Questo non significa che trascurerò il blog, tutt’altro: come sempre l’estate e la mancanza di film da vedere al cinema significa l’aumento di contenuti di altro genere, quindi restate nei dintorni perché non gli aggiornamenti non mancheranno. Passiamo alle cose serie, i film: ho aspettato l’ultimo giorno prima della partenza proprio per chiudere in tutti i sensi il capitolo cinema prima del prossimo episodio dove, come al solito, vi racconterò di film visti in treno e di visioni pugliesi su un terrazzo sotto le stelle. Tutto bello, tutto molto romantico, ma poi tra una ventina di giorni sto di nuovo qua quindi forse la sto facendo un po’ troppo lunga. Passiamo ai film, orsù!

Columbus (2017): Mi sono messo a vedere questo film perché ne avevo sentito parlare piuttosto bene su IndieWire, che è uno dei miei grandi punti di riferimento cinematografici (anche se a volte prendono delle belle cantonate pure loro). Film d’esordio elegante nella messa in scena e piuttosto interessante nel racconto, non so se uscirà in Italia ma se siete appassionati di architettura è senza dubbio un film da vedere.

Il Sacrificio del Cervo Sacro (2017): Il film più bello presente attualmente nelle sale cinematografiche: disturbante, ipnotico, premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes. Un crescendo di ansia ed inquietudine, fino ad un magnifico finale. Stanley Kubrick lo avrebbe amato.

L’alba dei morti dementi (2004): Non lo vedevo da qualche anno e devo dire che è sempre un bello spasso. Uno zombie-movie rivisto in chiave umoristica e decisamente britannica, Simon Pegg è sempre una bella garanzia di risate. Fa il suo dovere e lo fa per ben benino.

Profondo Rosso (1975): Ogni quattro o cinque anni è una visione obbligatoria. Pochi film riescono ad essere così affascinanti come questo capolavoro di Dario Argento, con un pianista jazz a caccia di uno spietato killer, dopo esser stato testimone oculare di uno dei suoi omicidi. Un grande classico.

L’appartamento spagnolo (2002): Sono molto legato a questo film, lo vidi al cinema e subito dopo mi buttò addosso una voglia di viaggiare pazzesca: se qualche anno dopo sono finito ad ubriacarmi con gli Erasmus è stata anche colpa del film di Cedric Klapisch. Casualmente dopo quell’anno Erasmus sono anche andato in viaggio a Barcellona: tutto torna. L’ho visto tantissime volte e ancora provo un grande piacere nel riguardarlo: frizzante, divertente ma con ottimi spunti di riflessione. Colonna sonora ottima (Daft Punk e Radiohead su tutti). Bei tempi quelli universitari!

Hondros (2017): Bellissimo documentario sul fotografo di guerra Chris Hondros, raccontato attraverso le voci dei suoi colleghi e alcuni dei personaggi da lui fotografati durante i vari conflitti di cui è stato per anni testimone. Interessantissimo, restituisce pienamente le difficoltà, i rischi e il fascino di uno dei mestieri più pericolosi al mondo. Da vedere (è su Netflix).

Hereditary (2018): Da che mondo è mondo, luglio è il mese degli horror. Talvolta di pessima qualità, altre, come in questo caso, di ottima fattura. Certo, sto ancora aspettando il giorno in cui vedrò un film in cui Toni Collette non interpreta una madre disagiata mentale e/o in una famiglia di disagiati mentali. Presentato al Sundance di gennaio scorso, è un film d’esordio girato benissimo, coinvolgente e per niente scontato, nonostante gli echi di “Rosemary’s Baby” che sono sempre nell’aria.

SERIE TV: Su consiglio di uno dei miei spacciatori cinematografici più affidabili, con cui non vedo l’ora di confrontarmi a voce nei prossimi giorni, ho cominciato a vedere “The Terror” su Prime Video e devo dire che mi sta convincendo molto: atmosfera claustrofobica nonostante gli spazi sconfinati dell’Artico, gente che muore un giorno sì e l’altro pure, un tocco di sovrannaturale che non guasta mai. Per ora direi che è da vedere, vi aggiornerò a stagione finita.

appartamentospagnolo

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