Festa del Cinema di Roma 2018 – Giorno 8

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Una settimana fa cominciava la Festa del Cinema, con tutto il suo bagaglio di aspettative, speranze e desideri. Ci chiedevamo chi avremmo visto, chi sarebbe venuto a Roma, quali film ci avrebbero fatto battere il cuore, quali chicche avremmo scoperto. Come sempre quando comincia quasi non vedi l’ora che finisca, adesso invece che la fine si avvicina, già sai che ti mancherà: è sempre così. La consolazione è che domani, penultimo giorno, passerò l’intera giornata all’Auditorium, per vedere un paio di film e forse recuperarne un altro paio (uno sicuramente). Ma domani è un altro giorno, quindi dedichiamoci a ciò che è successo oggi.

Anche oggi ho visto due film piuttosto buoni, ad alzare il livello di questo Festival che non era partito proprio alla grande, ma che si è ripreso decisamente bene già a partire dal terzo giorno. Alle 9, in Sala Sinopoli, c’è stata la proiezione stampa di “Monsters and Men”, un buonissimo film nonostante sia già la seconda volta in questo festival che troviamo film in cui un ragazzo nero viene ucciso da un poliziotto, seconda volta in cui un afroamericano viene fermato dalla polizia, seconda volta in cui il quartiere manifesta contro l’ingiustizia (ah, e non ho visto il film di Barry Jenkins che probabilmente recupererò domani, quindi le statistiche potrebbero facilmente raggiungere quota 3). Tutto ciò deve essere figlio del governo Trump, che sta scatenando un cinema di protesta quasi senza precedenti. Al di là di temi e scene proprio non originalissimi, la pellicola è piuttosto interessante (viene dal Sundance, garanzia di qualità), racconta lo scenario e la reazione del quartiere dal punto di vista di tre personaggi: un portoricano che ha girato un video durante l’uccisione della vittima, un poliziotto nero diviso tra la difesa della divisa e l’amara verità, una promessa del baseball che, seppur a un passo da un salto di carriera importante, non può fare a meno di manifestare e difendere i suoi ideali. Niente male davvero: è forse meno coinvolgente del suo simile “The Hate U Give”, che abbiamo visto lunedì, ma probabilmente è più “film”, è più reale ed è più credibile, se capite cosa intendo.

Alle 11 nel mitologico Teatro Studio, sede di alcune delle più grandi chicche viste nella storia della Festa del Cinema (soprattutto durante i primi anni, quando c’era la memorabile sezione Extra curata da Mario Sesti), c’è stata la proiezione di “Dead in a week: or your money back”, una black comedy divertentissima, di tipico stampo britannico: uno scrittore fallito tenta più volte il suicidio senza riuscirci; decide allora di affidarsi ad un killer professionista, Tom Wilkinson, con il quale stipula un vero e proprio “contratto di morte” in cui l’assassino garantisce di uccidere il suo cliente entro una settimana. Ovviamente subito dopo la firma sul contratto la vita del protagonista prende una svolta inaspettata che gli fa passare la voglia di morire, ma il suo killer ha dei princìpi precisi e non intende annullare il contratto. Da qui una serie di (dis)avventure, alcune delle quali piuttosto divertenti. In alcuni momenti mi ha fatto pensare molto al magnifico “In Bruges” (con le dovute proporzioni): in particolare il personaggio di Harvey, il capo del killer, è decisamente simile allo spettacolare Harry di Ralph Fiennes nel film di Martin McDonagh. Ad ogni modo questo film uscirà in sala il 22 novembre distribuito da Eagle Pictures, con il titolo “Morto tra una settimana (o ti ridiamo in soldi)”. Consigliatissimo.

What else? Subito dopo la proiezione delle 11 me ne sono tornato a mangiare a casa, a recuperare un po’ di sonno in vista del tour de force di domani (dove ovviamente non poteva mancare lo sciopero dei mezzi pubblici che costringerà tutti noi ad affrontare un traffico apocalittico per raggiungere l’Auditorium). Nel pomeriggio da segnalare l’incontro con Giuseppe Tornatore, che però non ho seguito (anche perché ne fa praticamente uno ad ogni Festa del Cinema). Domani ci sono grandi aspettative per “American Animals”, che negli Stati Uniti ha sbancato il botteghino. Ma, come vi dicevo, domani è un altro giorno. Stay tuned.

deadinaweek

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