Recensione “Fahrenheit 11/9” (2018)

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Alla Festa del Cinema di Roma è stato uno degli autori più applauditi: Michael Moore è tornato ad infiammare nuovamente l’animo degli spettatori e dopo l’America di Bush, raccontata con incredibile lucidità in “Fahrenheit 9/11”, sposta definitivamente il suo sguardo su Donald Trump (argomento già trattato nel docufilm “Michael Moore in Trumpland”) e lo fa in maniera pressoché perfetta: il documentarista premio Oscar infatti concentra il suo lavoro non tanto sulle magagne della gestione Trump, quanto sulla terrificante domanda “How the fuck did this happen??” (“Come cazzo è potuto accadere??”). La risposta sarà spaventosa.

Il 9 novembre è il giorno successivo alle presidenziali USA, il giorno in cui Donald Trumpo è stato eletto 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Il risultato è sorprendente poiché in tutti i sondaggi la Clinton sembrava nettamente favorita: la colpa di questa incredibile sconfitta è senza ombra di dubbio nella pessima campagna elettorale del Partito Democratico, sin dai tempi delle primarie in cui Bernie Sanders, altro candidato forte, viene scaricato dal partito che, tramite brogli e mistificazioni, sceglie Hillary per la candidatura, venendo meno alle regole basilari della democrazia (in poche parole non è stato il popolo a scegliere il suo candidato, bensì l’elite del partito): “Se fai vedere ai cittadini che il loro voto non conta, questi finiranno per crederci”.  Il lato oscuro della gestione Obama, la scelta di Hillary Clinton, la perdita di fiducia di molti elettori che hanno preferito non votare affatto: questi i motivi del crollo dei democratici, che hanno aperto un’autostrada a Donald Trump e ai suoi deliri quasi dittatoriali (Moore a proposito non risparmia un raggelante paragone con Adolf Hitler). Michael Moore vede un barlume di speranza nei movimenti giovanili che rivendicano il controllo sulle armi da fuoco e su migliaia di ragazzi e ragazze dei college con una forte coscienza politica, capaci con le loro campagne di portare in strada l’intera nazione.

Moore assesta uno schiaffo bello forte sul volto dello spettatore, una secchiata di pessimismo che atterrisce e commuove. La parabola di Trump riguarda tutti noi e ciò che sta succedendo in Italia non è casuale: gli errori vergognosi ed imperdonabili del centrosinistra hanno creato il governo Lega-5Stelle e in un’epoca in cui il fascismo sta tornando di moda cosa succederà se non resisteremo, se non alzeremo la voce davanti ad un’ingiustizia (come ha fatto di recente la signora napoletana in circumvesuviana)? Succederà che la valanga di odio e di violenza ci investirà, ci trascinerà a fondo con essa e ne saremo responsabili, in quanto complici. L’allarme è lanciato, cosa siamo disposti a fare?

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