Recensione "Star Wars Episodio IX – L'ascesa di Skywalker" ("Star Wars Ep.IX – The Rise of Skywalker", 2019)

Non è facile scrivere di un film senza poter fare il minimo accenno allo stesso. Niente spoiler, come sempre, soltanto un’accozzaglia di sensazioni, di considerazioni, di pensieri (l’approfondimento – con spoiler – sarà pubblicato a parte). Siamo al capolinea, amici miei. Ricorderemo il 2019 anche come l’anno della nostalgia, della chiusura di un ciclo. Sta infatti per finire l’anno in cui Quentin Tarantino ha raccontato la sua favola hollywoodiana con una malinconia che non avevamo mai sfiorato prima nei suoi film. L’anno in cui Martin Scorsese riunisce la gang e chiude il cerchio su un tipo di cinema che ha praticamente (re)inventato. L’anno in cui diamo l’addio agli eroi della nostra infanzia, a quelle guerre stellari che ci hanno insegnato, sin dalla tenera età, cosa fosse l’antifascismo, l’inclusione, l’amicizia, la speranza.

Reazione a caldo: il film, neanche a dirlo, mi è piaciuto, molto più rispetto al film precedente. Stavolta non c’è l’umorismo infantile di Episodio VIII, ma c’è ironia, c’è divertimento e sì, c’è anche qualche battuta (ma quelle ci sono sin dal 1977). Inoltre, rispetto al film del 2017, stavolta non ci sono sequenze inutili, messe lì solo per allungare il brodo, ma è tutto funzionale alla storia (e alla Storia). Riusciamo addirittura a emozionarci per un breve monologo di C-3PO (l’importanza della memoria…) o soltanto ascoltando la voci di personaggi del passato. Si può accusare J.J. Abrams di non aver voluto prendersi rischi, di aver voluto giocare sul sicuro, ma in fondo è meglio così: i personaggi conosciuti nel 2015 sono diventati grandi, hanno preso coscienza di se stessi e sono definitivamente entrati nei cuori di una nuova generazione di appassionati.

Questo è dunque l’ultimo episodio di una saga iniziata nel 1977: quello di “Star Wars” è un universo in cui ci sentiamo a nostro agio, al sicuro, anche quando sullo schermo c’è qualche pericolo, perché sappiamo che ne usciremo fuori, in un modo o nell’altro, probabilmente dopo qualche peripezia rocambolesca, ma tant’è. La musica di John Williams, le spade laser, il Millennium Falcon, la Forza… Che splendido viaggio che è stato quello di “Star Wars”, tante emozioni, qualche cantonata, ma la certezza di poterlo avere sempre là, davanti agli occhi, per tutta la vita: il motivo per cui ogni tanto guardiamo alle stelle e sorridiamo. Che la Forza sia con noi.

Approfondimento: Episodio IX: un’ultima occhiata ai nostri amici

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