Recensione “Richard Jewell” (2019)

La parabola di Clint Eastwood come regista fa pensare alla carriera di Francesco Totti da calciatore: una leggenda indiscutibile nel pieno del suo percorso, la consacrazione e poi, con l’avanzare degli anni, cominciano ad alzare la voce quelli che lo considerano finito. Totti però a 39 anni entra in campo e nel 2016 trascina la Roma in Champions, con gol e assist memorabili. Dal canto suo Eastwood, alla bellezza di quasi 90 anni, prima con “Sully” e poi con “Il Corriere” dimostra di saper realizzare ancora bei film. Manca però la perla, il suo Roma-Torino (partita in cui Totti entra in campo al minuto 89 e con due gol capovolge l’esito dell’incontro): ebbene, “Richard Jewell” è probabilmente il Roma-Torino di Clint Eastwood, il momento di urlare in faccia ai detrattori, di togliersi i sassolini dalla scarpa, di appesantire il suo carro con una caterva di accoliti ritornati in sella.

Il 27 luglio 1996, durante le Olimpiadi di Atlanta, la guardia di sicurezza Richard Jewell trova uno zaino contenente una bomba durante un concerto al Centennial Park. La bomba esplode, ma grazie all’intervento di Jewell moltissime persone sono riuscite a salvarsi. I media pongono subito la guardia al centro dell’attenzione, per alcuni giorni è un eroe nazionale, finché l’FBI non comincia ad indagare seriamente su di lui, che diventa il sospettato numero uno. Anche se mai accusato ufficialmente, la vita di Jewell viene fatta a pezzi dalla presenza ossessiva dei media. Con il governo e i giornali contro, Richard Jewell può contare solo sul sostegno di un avvocato leale e di una madre coraggiosa.

Fa davvero tanto piacere rivedere Clint Eastwood a questi livelli, che non saranno quelli dei suoi capolavori, ma che comunque permettono di goderci due ore di grande cinema: ci sono ottimi interpreti (la bravura di Sam Rockwell non fa più notizia, così come Kathy Bates, fresca di nomination agli Oscar), una storia intensa, la giusta dose di ironia e la regia di un grande maestro di cinema. Così come Totti anche Clint Eastwood è finito: è finito nella storia.

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