Capitolo 293

il

L’estate è arrivata, improvvisamente, senza preavviso, non soltanto sul calendario, ma nell’aria, nel nostro umore, nella vita di tutti i giorni. Ed è stato forse per vivere gli ultimi giorni di una primavera goduta a metà che mi sono assentato dal blog per più tempo del solito. L’equazione è semplice: una birretta in più al tavolo del bar qui vicino, un film di meno sul divano di casa, aggiungiamo a tutto ciò il ritorno del campionato di calcio e avremo un periodo cinematografico magro come non capitava da mesi. Tuttavia in questo capitolo abbiamo pur sempre 6 ottimi film di cui parlare, prima dell’arrivo di luglio, del temporaneo trasferimento nella mia residenza estiva, del tanto agognato mare.

Detour (1945): Diretto da Edgar G. Ulmer, si tratta di uno degli esempi più leggendari di B-movie, che con il tempo è diventato oggetto di studio e di culto (Scorsese lo adora). Peter Bogdanovich una volta ha affermato che “nessuno ha mai fatto buoni film in meno tempo e con meno denaro di Edgar G. Ulmer”. Il suo “Detour” infatti è stato girato in sei giorni con appena 20.000 dollari di budget e attori praticamente sconosciuti: è la storia di un uomo di New York che, per raggiungere la donna che ama a Los Angeles, attraversa gli Stati Uniti in autostop. Il suo compagno di viaggio però muore improvvisamente in circostanze del tutto accidentali e Al, il protagonista, temendo che la polizia rifiuti di credere alla sua versione dei fatti, gli ruba l’automobile e l’identità. Ovviamente capiteranno diversi episodi che trascineranno Al in un abisso senza fondo. Malinconia e sfortuna in un film davvero ammirevole.

Il mistero del falco (1941): Esordio (!) cinematografico per il regista John Huston (già sceneggiatore per William Wyler e Howard Hawks), si tratta di uno dei noir più celebri della storia nonché uno dei ruoli più iconici di Humphrey Bogart, che divenne l’archetipo del detective privato nei noir. Vista l’inesperienza al regista viene affidato un budget limitato, pertanto il film viene realizzato praticamente tutto in interni, senza divi di particolare rilievo (Bogart, seppur molto noto, non aveva ancora fatto “Casablanca” e Peter Lorre, celebre in Germania per il capolavoro “M”, diventò famoso negli States proprio grazie a questo film). La maestria di Huston nel dirigere gli attori e le scene come un’opera teatrale renderà “Il mistero del falco” una delizia per generazioni e generazioni di cinefili.

American Pop (1981): Avevo visto questo capolavoro di Ralph Bakshi nel 2010 al festival di cinema d’animazione Cortoons e me ne innamorai all’istante. Dopo tanti anni ho avuto modo di vederlo per la seconda volta e non posso che confermare ogni cosa: è un capolavoro totale. Il film, girato con la tecnica del rotoscope (riprese dal vivo ricalcate dagli animatori), racconta quattro generazioni di uomini in un famiglia negli Stati Uniti del Novecento: dall’emigrato russo che cerca fortuna nei cabaret newyorkesi di inizio secolo, il talentuoso pianista jazz diventato soldato nella Seconda Guerra Mondiale, lo sbandato hipster innamorato della beat generation e meraviglioso song writer fino alla stella del rock anni 80. Storia di uomini e di canzoni meravigliose (“As time goes by”, “Don’t think twice it’s all right”, “Somebody to Love”, “Purple Haze”, “California Dreamin'”, “People are strange” e moltissime altre), con sullo sfondo un’America che cambia, si evolve, si anima sulle note delle canzoni più belle: provate a guardare la scena in cui uno dei protagonisti scopre di essere padre con in sottofondo Janis Joplin che canta “Summertime” e poi ditemi che non vi siete commossi. Capolavoro immenso.

L’assassinio di un allibratore cinese (1976): Tra i più celebri film di John Cassavetes, si tratta di un gangster movie sui generis, con un indimenticabile Ben Gazzara spendaccione e indebitato fino al collo. Il suo Cosmo Vitelli è il proprietario di un locale notturno in cui è una sorta di padre-padrone. Un giorno, per riscattare un pesante debito di gioco, gli viene commissionato l’omicidio del cinese del titolo per pareggiare i conti con i creditori. Interessante il parallelismo con lo stesso Cassavetes: Cosmo infatti, così come il regista, è punto di riferimento e figura paterna di un gruppo di persone, costretto tuttavia a scendere a compromessi e a mettere da parte i suoi valori morali per mandare avanti la baracca. Interessante, nonostante una mancanza quasi totale di scene madri. Bellissima la fotografia di Frederick Elmes.

Risky Business (1983): Paul Brickman ha diretto soltanto due film in vita sua (il secondo è “Gli uomini della mia vita”, del 1990) ma ne è bastato uno, al suo esordio, per fare il botto. “Risky Business” è un cult degli anni 80 ed è soprattutto ricordato come il film che ha reso un quasi sconosciuto Tom Cruise, beh, lo ha reso Tom Cruise, qui al suo primo ruolo da protagonista. La storia è abbastanza stramba: un ricco studente di liceo dispone della sua grande casa per un lungo periodo, vista l’assenza dei genitori, in vacanza. Quindi, dopo aver conosciuto una escort, decide di trasformare la villa in un enorme bordello, convincendo i suoi compagni di liceo a spendere soldi per passare il tempo con alcune meretrici conosciute attraverso la splendida Rebecca De Mornay. Ovviamente accadrà un po’ di tutto e nonostante il film non brilli particolarmente per genialità e umorismo, è completamente pervaso da quell’incredibile alone anni 80 che praticamente riesce a rendere oro qualunque porcata, figuratevi questo (che porcata non è). Una nota di merito per la presenza a sorpresa, nella colonna sonora, di “Hungry Heart” di Bruce Springsteen.

I ragazzi della 56a strada (1983): A proposito di anni 80, come mi sarebbe piaciuto vedere questo film per la prima volta quando ero più giovane. Francis Ford Coppola in quel periodo stava cercando di risollevarsi dal flop galattico causato da “Un sogno lungo un giorno”, che costrinse il regista a girare qualunque cosa gli capitasse a tiro per sanare l’enorme debito causato da quel film (costato 26 milioni di dollari, ne incassò meno di uno!). Grazie a “I ragazzi della 56a strada” Coppola riesce in parte a risanare i suoi debiti, lanciando nel cinema che conta Matt Dillon, Patrick Swayze, Diane Lane, Ralph Macchio, Emilio Estevez e un giovane Tom Cruise, qui in un ruolo molto secondario. La storia parla della rivalità tra due gang locali, i Greasers (ragazzi di periferia, provenienti dai quartieri poveri) e i Socials, i fighetti, quelli di Ponte Milvio. Il confronto tra questi pischelli di Roma Sud e Roma Nord sfocia in un dramma a tratti un po’ ingenuo, a tratti irresistibile, che fa pensare continuamente ai testi delle canzoni del primo Springsteen (che nella sua autobiografia, che ho riletto di recente, parla di come le cittadine del New Jersey negli anni 70 fossero popolate da greasers e socials). Da ragazzino è un film che avrei adorato, visto adesso sembra un piacere più legato alla nostalgia (l’alone anni 80 di cui parlavo prima) che alla qualità del film.

SERIE TV: Niente di nuovo sul fronte occidentale. La quarta stagione di Community registra un grave calo rispetto alle prime tre, ma ho fiducia in una ripresa imminente. Per il resto, come ho già scritto più volte nei precedenti capitoli, aspetto Dark con molta impazienza. Stasera ho rivisto l’ultima puntata della seconda stagione per rinfrescarmi un po’ la memoria e mi sono nuovamente perso nella meravigliosa atmosfera di Winden, nei suoi segreti, nei suoi incredibili intrecci temporali. Una delle più grandi serie tv degli ultimi anni: spero di poterlo confermare a partire dal 27 giugno, quando comincerà la terza e ultima stagione.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Come al solito un sacco di bellissime idee, grazie! Il Mistero del Falco è un classico, parodiato all’infinito ma che resta iconico, grandi interpreti e storia complicatissima ma molto affascinante.

    Piace a 1 persona

    1. AlessioT ha detto:

      Io devo dire che ho sempre preferito “Il Grande Sonno”, per restare in tema Bogart/noir, ma “Il mistero del falco” è sempre stupendo da rivedere

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.