Capitolo 306

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Il 24 dicembre, nel capitolo precedente, affermavo di non sapere ancora quale sarebbe stato il mio menu cinematografico natalizio, ma che certamente lo avreste scoperto nel capitolo successivo. Ora che il capitolo successivo è qui davanti a voi posso informarvi che negli ultimi quattro giorni ho visto la bellezza di 8 film, che è anche il motivo per cui mi sono messo a scrivere un nuovo capitolo della vita da cinefilo prima della fine dell’anno, cioè per non ritrovarmi tra una settimana con una quindicina di film di cui dover scrivere. Cercherò di non dilungarmi troppo, ma non prometto niente.

Mary Poppins (1964): Classicone delle nostre infanzie che non vedevo da più di vent’anni. Guardarlo oggi, con gli occhi di una specie di adulto, mi ha fatto notare come il film di Robert Stevenson sia in realtà una neanche troppo velata critica al capitalismo: Mary Poppins arriva con il vento dell’Est (!) per far capire al banchiere signor Banks che il capitalismo è un errore e che il socialismo (rappresentato dagli spazzacamini, tutti “uguali”) è la via da seguire. Illuminante, ma forse avevo bevuto un bicchiere di troppo.

Love Actually (2003): Non vivo di tradizioni, specialmente a Natale, ma se c’è una cosa che faccio praticamente ogni dicembre è vedermi il film di Richard Curtis, che forse è il film più presente tra i vari capitoli di questo blog. Lo avrò visto non so, forse quindici volte, la quantità di scene epiche è incredibile: più avanti, nel paragrafo dedicato alle serie tv, vi racconterò anche un piccolo aneddoto linguistico scoperto durante l’ultima visione. La prima volta che ho visto questo film invece è stato nell’estate del 2004, ricordo che subito dopo i titoli di coda trovai finalmente il coraggio di telefonare ad una ragazza che mi piaceva un sacco: non mi rispose. “Enough, enough now”.

The 40-Year-Old Version (2020): Nel mio classico recupero affannato e frenetico di fine dicembre, dove tento di vedere quei film che potrebbero avere possibilità di entrare nella mia Top 20 annuale, è uscito fuori il titolo di quest’opera prima di Radha Blank: il suo film, nel quale la drammaturga interpreta se stessa, sembra un frullato di Woody Allen e Spike Lee e la cosa bella è che funziona benissimo. La protagonista, di fronte all’avvicinarsi dei 40 anni, è stanca di combattere e di scendere a compromessi con il mondo del teatro newyorkese e decide quindi di reinventarsi come cantante hip hop. La sua disperazione, al grido di “voglio solo essere un’artista!”, si imprime come un tatuaggio, ma al di là di tutto è un film ironico e divertente. Da vedere (è su Netflix).

Creepshow (1982): Mentre guardavo questo classico del cinema horror pensavo a quanto sarebbe stato bello vederlo negli anni 80, magari durante la notte di Halloween, per godere pienamente del fascino di questi episodi scritti da Stephen King e messi in scena da George Romero. Il problema invece è che ho visto questo film durante il lockdown natalizio del 2020, a 39 anni, e mi è sembrato una gran bella cazzata (anche se l’episodio “La Cassa” l’ho trovato abbastanza divertente). Si può comunque godere di un Leslie Nielsen in versione malvagia e soprattutto di quel format che negli anni seguenti avrebbe portato in Italia le celebri “Notti Horror” con Zio Tibia, parente stretto di Zio Creepy (voce narrante di questo film), che restano uno dei ricordi più belli legati alla mia infanzia cinefila.

The Midnight Sky (2020): George Clooney dirige e interpreta uno sci fi distopico che neanche sarebbe bruttissimo se non fosse per un colpo di scena finale da denuncia e per la quasi totale mancanza di coinvolgimento emotivo. Non sarebbe bruttissimo perché da un punto di vista tecnico ci sono alcune cose che mi sono piaciute molto: la tecnologia dell’astronave è assolutamente affascinante e la scena della passeggiata spaziale da parte dell’equipaggio è davvero molto bella, con un notevole uso della colonna sonora (“Sweet Caroline” di Neil Diamond è perfetta e rende quella scena l’unica davvero degna di nota dell’intero film). Bocciatello.

Soul (2020): Appena uscito il film ho subito letto e sentito di ettolitri di lacrime e commozione da parte di chiunque lo avesse visto. Mi sono dunque avvicinato al nuovo film Disney/Pixar con curiosità e inizialmente ho pensato che fosse bellissimo: un adulto alle prese tra la sicurezza di un posto fisso che però non ama particolarmente e la precarietà della sua carriera da musicista che per lui però è tutto. Mi è sembrato un bel tema per un film d’animazione, se non fosse che dopo neanche dieci minuti il protagonista muore e il resto del film diventa un fantasioso viaggio nell’aldilà che sarà senza dubbio divertente, ma che mi ha lasciato abbastanza freddo (e con un paio di orribili toppe di sceneggiatura che mi hanno fatto decisamente storcere il naso). Quindi o voi c’avete la lacrima facile oppure sono diventato un insensibile del cazzo. Bellino eh, ma i capolavori sono altri.

Il Principe Cerca Moglie (1988): Altro film che non vedevo da un paio di decenni e che, trovato sul catalogo Netflix, mi sono subito piazzato per riscaldare i freddi pomeriggi d’inverno con la caldaia rotta (ma riparata stamattina, yuhuu). Al di là di ciò che sappiamo, ovvero che anche dopo vent’anni si tratta di un film divertentissimo e pieno di spunti esilaranti, mi ha sorpreso riconoscere oggi un giovane Samuel L. Jackson nella parte di un rapinatore e addirittura James Earl Jones (la voce originale di Darth Vader!) nella parte del Re. Inoltre l’anno prossimo arriverà il seguito, “Il Principe Cerca Figlio”, con praticamente tutto il cast originale quindi il rewatch in questo caso è stato ancor più sensato. Fun fact: è stato scelto come film della vita nel progetto Film People (che vi invito sempre a seguire).

La mafia non è più quella di una volta (2019): Premetto che i film di Maresco vorrei che non finissero mai, i suoi documentari riescono a raccontare delle sfumature (chiamiamole così) dell’Italia che in alcuni momenti fanno pensare cose tipo: “Non può essere vero”. E invece la sua rincorsa all’eredità lasciata in Sicilia dalla lotta alla mafia di Falcone e Borsellino è un folle ritrovo di personaggi imbarazzati, imbarazzanti e cantanti neomelodici, per fortuna contrapposti alla straordinaria verve di una persona (oltre che fotografa) meravigliosa come Letizia Battaglia, che a oltre 80 anni potrebbe insegnare a chiunque cosa significa essere persone libere. Documentario imperdibile, un anno fa ha folgorato il Festival di Venezia. Guardatevelo (è su Prime).

SERIE TV: Finita la quinta stagione di West Wing, ne restano “soltanto” due. Nei giorni scorsi, guardando “Love Actually”, ho scoperto che durante la scena in cui Andrew Lincoln cerca di nascondere il video del matrimonio a Keira Knightley, nella versione originale dice: “Penso di averci registrato sopra le puntate di “West Wing”, e questa cosa mi ha fomentato moltissimo (in italiano invece dice semplicemente di averci registrato puntate della sua “serie preferita”), anche perché “Love Actually” l’ho visto duemila volte ma questa battuta non l’avevo mai colta (soprattutto perché prima della scorsa estate ignoravo completamente l’esistenza di “West Wing”). Tra l’altro guardando invece “Il Principe Cerca Moglie” ho scoperto che il futuro suocero di Eddie Murphy lo interpreta il mitico ammiraglio Fitzgerald della serie di Sorkin. L’altro giorno inoltre ho guardato una puntata in cui i personaggi devono indossare la mascherina e farsi un tampone nasale per un presunto pericolo nell’aria e niente, questi giorni mi sembra come se il mondo stesse girando intorno a “West Wing” e questa cosa mi piace un sacco.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Madame Verdurin ha detto:

    Che dire, su Mary Poppins non si discute! Love Actually è un capolavoro anche per me, visto tantissime volte ma non mi stanco mai. Christmas is all around è la hit natalizia per eccellenza. Principe cerca moglie anche, lo adoro, l’ho sempre preferito a Una Poltrona per due, altro classico natalizio. Invece a me Soul è piaciuto molto, come ho scritto, ho pianto solo moderatamente e l’ho apprezzato.

    Piace a 1 persona

    1. AlessioT ha detto:

      Sì forse con “Soul” sono stato troppo duro, è che le premesse iniziali mi stavano piacendo moltissimo e il cambio di storia, che non mi aspettavo, mi ha un po’ deluso. Resta comunque molto valido, anche se “Coco” ad esempio mi è piaciuto di più. E sarebbe interessante sapere se i bambini sono riusciti a capirlo e ad apprezzarlo, è comunque un film abbastanza complesso per loro (credo)

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