Recensione “L’Estranea”: Due Uomini e una Gamba

Se si mettessero dentro a un frullatore I Buddenbrook, Faust, il mito di Ifigenia, Il Sacrificio del Cervo Sacro di Lanthimos, zia Gladys di Weapons e versassero il risultato su un marciapiede di via Sparano da Bari, quel che ne uscirebbe fuori è il nuovo film di Paolo Strippoli, che con L’Estranea avrà l’onore di essere il portabandiera del cinema italiano per entrare nella cinquina degli Oscar al Miglior Film Internazionale. Ma non è questo il momento di parlare di premi e nomination, quanto di un film drammatico con venature mefistofeliche, che utilizza il sovrannaturale e il fantastico per raccontare la disgregazione di una famiglia della Bari bene, che avrei trovato anche più interessante di quanto non sia stata se solo l’accento barese ficcato nelle bocche dei personaggi non fosse suonato così finto (ma vabbè, non si può volere tutto dalla vita, figuriamoci dal cinema).

Jasmine Trinca, accompagnata da un temporale quasi biblico, bussa alle porte di San Lorenzo, a Roma, e a quella di sua figlia minore Romana Maggiora Vergara (è la terza volta che la vedo e mi sembra sempre più brava): la sua visita improvvisa ha lo scopo di rivelare alla ragazza la storia della loro famiglia e il motivo per cui hanno dovuto fronteggiare tante sventure. Quella crepa che compare sulla finestra, beh, non è nulla di fronte a ciò che ci verrà rivelato poco dopo. L’incidente scatenante è avvenuto tanti anni prima, quando la figlia era ancora una bambina ed era stata attaccata da un bull terrier che aveva quasi maciullato la gamba della piccola.

Ora, pensate come deve essere trovarsi a pregare la Madonna, nella cappella dell’ospedale, e ritrovarsi davanti Valeria Bruni Tedeschi, in uno dei migliori ruoli della sua carriera. Non è la Madonna, questo lo capiamo subito, anzi, sembra la femme fatale di un vecchio noir. La bizzarra proposta che poco dopo fa alla madre, con la certezza di salvare la gamba della bambina, sarà l’inizio di una spirale di do ut des che durerà oltre due decenni e coinvolgerà i due uomini di famiglia, il padre Adriano Giannini e il figlio maggiore, ma non solo.

Per larghi tratti del film, seppur apprezzando l’enorme lavoro tecnico di Strippoli, che è bravissimo e ce lo dobbiamo tenere stretto, ho provato un continuo senso di déjà vu e, se non si fosse messo in mezzo il talento del regista, L’Estranea avrebbe facilmente rischiato di accartocciarsi su se stesso. Di patti con il diavolo, o comunque con una forza sovrannaturale, la storia del cinema e della letteratura è colma, nonostante ciò gli sforzi del regista barese valgono decisamente l’esperienza della sala, fosse anche per godersi Narcotic dei Liquido o Nessuno dei Baustelle a tutto volume. Ecco, amo quando in un film c’è questa cura per la colonna sonora e proprio per questo, quando Francesco Bianconi canta Un mondo atroce vieni qua / A sopportarne la follia / E dammi figli e oscenità / E tenerezza e dignità / Non ho amato mai nessuno come te, mi è sembrato quasi di ascoltare i pensieri della madre. Quella scena in particolare, quasi sorrentiniana nella barocca giostra di personaggi e fuochi d’artificio, mette in risalto la grande abilità registica di Strippoli, quasi perverso nell’abbandonare lo spettatore in balia degli eventi, nel momento in cui si rivelano passioni e debolezze, proprio mentre il rigore di Fabio Grosso cambiava le nostre vite ancor più delle atroci proposte della donna estranea (o forse no?). Ma tutto ciò è avvenuto davvero, o abbiamo viaggiato nella distorsione mentale di una madre disposta a tutto, anche a perdere il senno, pur di salvare le apparenze? Se la pioggia mai smetterà, sarebbe il caso di domandarcelo. A ogni modo, è bello vedere il cinema italiano prendersi qualche rischio. Se possibile, vorrei vederlo un po’ più spesso.

[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]


Posted

Comments

Rispondi

Usa il pulsante di ricerca per trovare la recensione di un film

Iscriviti per ricevere i nuovi articoli del blog direttamente sulla tua email

Scopri di più da Una Vita da Cinefilo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Benvenuto su Una Vita da Cinefilo!

Iscriviti gratis per avere accesso ai piani segreti della Morte Nera

(inserisci l'email e riceverai i nuovi articoli direttamente sulla posta)

Continua a leggere